Come genere è qualificato: narrativa. Potrei azzardare che questa raccolta di racconti sia un diario intimo e introspettivo. Inoltre gli argomenti sono molto più di un classico del filone della narrativo.
Potrei aggiungere politico, sociale e naturalistico.
L’autrice con la sua singolare scrittura incuriosisce il lettore a continuare. Perchè tratta argomenti che per quell’epoca erano tenuti senza voce. La gola che racconta è proprio quello di Colette che dopo una vita travagliata con il marito ed essersi sottomessa a scrivere per lui molti racconti, ha deciso di prendere una sua strada. Diciamo che le vie percorse la fecero conosce per la sua sfrontatezza e disinibizione. Poi, dopo aver sperimentato il mondo del Music-Hall,
“Sono stata un po’ mimo e un po’ balleriana"
aver toccato la povertà. Ha ripreso la strada della scrittura. Ed ecco che grazie alle sue esperienze, possiamo leggere sotto forma di racconti una parte della sua rocambolesca vita.
La prima storia è quella più corposa, ma anche, dico io
quella più difficile da leggere. Nella prefazione uno dei due traduttori, Miro Silvera, dichiara che la linea della casa editrice era di tradurlo alla lettera per non farsi scappare tutte le sfumature che con sarcasmo e ironia, l’autrice lo aveva narrato nella sua lingua. Il francese. Purtroppo, come ho dichiarato sopra, questa linea editoriale mi ha lasciato una montagna di vocaboli desueti e battute poco significative tradotte in italiano. Inoltre c’è un personaggio all’interno della storia che parla malissimo.
“Lei è visto il salone, Madame Colette?”
Colette aveva deciso che questo personaggio doveva usare solo il verbo essere. Capite che leggere i dialoghi diventa complesso.
Per gli altri tre racconti la narrazione invece risulta abbastanza scorrevole.
I punti di forza sono parecchi.
Uno su tutti: l’emancipazione, siamo nei primi anni del 1900. E una donna che viveva da sola e si esibiva in un locale mostrando il seno era un evento strabiliante. Nello stesso racconto anche l’amore tra due donne. Insomma una pioniera del femminismo e della libertà.
Il personaggio più interessante, a parte l’attrice principale Colette, direi l’americana che troviamo nel primo racconto.
Una donna mascolina, decisa e autoritaria che nascondeva un grande segreto.
Per concludere dico che è una lettura d’effetto, ma poi
entrando nel mondo di Colette, muta in una piacevole compagna di viaggio tra flora, fauna e arte culinaria.
Per quelle persone che voglio leggere dei racconti
Per quelle persone che amano l’evoluzione femminile
Per la musica consiglio Bohémienne aux yeux noirs, entrerete completamente in quell’epoca.