Un autore affermato. Una giovane aspirante scrittrice. Una storia d’amore che divampa immediatamente e brucia in un istante. Lui è sposato, e sua moglie aspetta un bambino. Lei lo crede che lui l’aiuterà a crescere nella vita, come scrittrice. Parlano di letteratura, delle madri che non ci sono piú, del vuoto che hanno lasciato, di ciò che manca alle loro esistenze. Anche se forse ciò che lei ama davvero è l’immagine di lui. E quando se ne accorge è troppo ora è lui a desiderarla davvero, a schiacciarla con il suo potere, con la forza delle sue parole. Con quell’arte oratoria che dà il titolo a uno dei suoi romanzi, che cominciano sempre con una tragedia e finiscono con la compassione. Vent’anni dopo, la scrittrice si imbatte di nuovo nello scrittore durante una conferenza. E non può fare altro che mettersi a scrivere, rievocando il loro amore in una lunga una lettera che lui non leggerà mai. Una lettera d’amore e d’assenza, di desiderio e di nostalgia, di tristezza e di riflessione, sul potere degli uomini e delle parole, e sull’infinita e spossante ricerca dell’identità.
«La star della nuova letteratura israeliana». Eshkol Nevo
«Una prova coraggiosa. Un testo eccezionale. Shavit è straordinariamente abile nel raccontare storie». Hila Blum
“Nota bene: se continuerai a raccontare ancora e ancora, potresti anche crederci. Non ci sarà più un’altra storia”.
La storia di un amore narrato dal punto di vista, molto intimo, dell’autrice. Leggendo mi sono chiesta quanto le nostre emozioni alterino la realtà e la percezione dei sentimenti altrui nei nostri confronti. A volte tutto quello che viviamo è solo nella nostra testa, è così forte ed intenso per noi che crediamo sia quella la versione reale della storia. Ma spesso è solo un’illusione.
“Sono vicina ai tuoi occhi di cristallo e mi specchio, vedo i racconti scriversi come in un riflesso, perché con te sono più bella, sono un ricamo perfetto, ascolto concentrata e con lo sguardo acuto, il collo teso e le parole limpide, perché con te sono uno slancio, sono un’impressionante auto-sicurezza, io sono la gente che si gira a guardarmi, si meraviglia e resta.”
Lei è una studentessa di Lettere, lui uno scrittore affermato, lei aspira a diventarlo, la distanza dei loro anni arriva a ventisei. Si innamorano, si amano, ma lui è sposato e aspetta un figlio, lei sa che questa storia non ha un futuro.
Questa lettera in forma di frammenti lirici e intensi arriva da lontano, da un tempo postumo, dopo che tutto è irrimediabilmente finito.
Balena la luce in queste parole intense e concise. Si aprono degli squarci, si chiudono pugni di parole dure, ferite di sangue rappreso. Lei si espone con la sua passione e il suo dolore. Nello specchio delle sue parole vediamo muoversi la passione e il dolore di lui. Perché c’è un lutto sullo sfondo e un gioco di risonanze tra due persone ferite.
E solo nell’assenza questa lettera d’amore si scrive. Solo nel vuoto sorgono le parole. Come bagliori nel buio, schegge di stelle destinate a cadere.
[Una volta mi hai spiegato che quando qualche cosa, per usare le tue parole, ti affascina e ti conquista, la devi spegnere, affinché la tua anima non venga imprigionata e non si faccia troppo male.]
Ho trovato molto profondo il modo in cui la protagonista (e narratrice) descrive i sentimenti per l’uomo di cui è innamorata. La scelta di scrivere il libro con capitoli corti, in cui le parole sono ordinate in modo preciso e pensato, mi ha fatto apprezzare particolarmente tanto questa storia. Penso che così le emozioni (principalmente l’amore e il dolore) provate da lei siano riuscite ad essere trasmesse meglio al lettore: personalmente mi sono sentita come se stessi vivendo la sua stessa situazione.
È una storia ricca di incertezze e che fa capire perfettamente che anche se una cosa (o una persona) fa stare male non significa che sia facile da lasciare andare.
Lui è un narcisista insopportabile che non riesco neanche a catalogare. Per me è un no, non posso tollerare né i cornoni fatti deliberatamente per fare i cornoni né questo finto amore Io voglio te Io amo te, Io penso a te. Ma per cortesia. Sono così snervata che veramente guarda.
Ci sono libri che rimangono a lungo in silenzio, finché decidono di farsi sentire.
"LETTERA D'AMORE E D'ASSENZA" di SARAI SHAVIT mi ha sorpresa e piacevolmente stupita. In Ho adorato la maniera in cui la storia è narrata: ho subito pensato che l'autrice fosse una poeta, all'interno della prosa fanno incursione versi meravigliosi, parte integrante del testo. La storia racconta di un amore proibito e segreto tra uno scrittore di successo, sposato e più grande di lei, e di una studentessa di letteratura, giovane aspirante scrittrice. È una storia intrisa di sensualità, una sensualità raffinata, non banale ma anche molto carnale, tattile, ruvida. Shavit indaga l'amore attraverso una lunga riflessione sulla nostalgia e sul desiderio, sul tradimento e l'attaccamento, sul talento delle donne, sulla funzione dell'arte come mezzo per raccontare la propria verità o manipolarla, sulla potenza delle parole ed anche sul lutto perché entrambi si raccontano le morti delle loro madri e del vuoto che hanno lasciato, di ciò che manca nelle loro esistenze e di tutto quel che resta. Una storia d'amore che divampa senza possibilità di fare ritorno al prima, che si dilunga tra silenzi e riavvicinamenti nell'arco di vent'anni. La storia amorosa si può leggere anche su un altro livello: è concepita, secondo me, come lente per esaminare temi universali di potere (il potere consolidato di lui, l'uomo, e il potere in divenire di lei, la donna) e crescita personale. Il potere in divenire di lei è la lotta, lunga vent'anni, per recuperare la propria voce dall'ombra ingombrante del maestro.
La lettera, che lui non leggerà mai, è una confessione spietata, che non risparmia né lui né la protagonista stessa. È un viaggio doloroso tra i sentieri del ricordo, dove il desiderio giovanile si trasforma in amara saggezza. Lei disseziona ogni incontro amoroso, ogni promessa, ogni parola dimostrando che ora, finalmente, possiede un'arte oratoria superiore a quella di lui, di cui era evidentemente succube. Ho adorato la cura nei dettagli che Sarai Shavit mette nel costruire frase dopo frase le sue pagine. Grata di aver letto questo libro, che è stato un continuo ritrovamento di "segni" 🙏🏻✨
"Lettera d'amore e d'assenza" ha uno stile che evidenzia quanto lo scrivere non sia legato alla lunghezza di una storia, al numero delle pagine, ai periodi complessi. Le pagine scorrono diluendo le emozioni senza interrompere, malgrado la punteggiatura. Si può esprimere tanto in periodi brevi. I punti, a volte, non chiudono necessariamente un pensiero dividendolo dal seguente. Piuttosto li conferma, li congiunge. Mi piace questa struttura, non stanca, distribuisce le azioni, i pensieri, gli sguardi, le considerazioni senza appesantirne la lettura. Amore e assenza. L'amore diviso, l'assenza condivisa. È un amore impossibile ma possibile per chi vuole viverlo. Entrambi i personaggi vivono due assenze: quella delle madri che li ha resi orfani entrambi e come un filo sottile li ha uniti. E la loro quando sono distanti e si desiderano. Il tempo sfugge nei brevi ma intensi incontri e la distanza inevitabilmente allontana. Uno scrittore, una ragazza più giovane desiderio come calamita. Leggerà mai la lettera il destinatario? Si ritroveranno? Lo scoprirete se lo leggerete. Un libro breve ma intenso di emozioni, di contatto, di sensazioni. Riporto qualche frase: "Piano, con pazienza, crei le parole. Io le raccolgo dall'aria. È un Lego di suoni." "Accanto a te non devo spiegare che pure una zattera è terra ferma." "Alla fine di ogni conversazione telefonica, le labbra diventano dimora." " Le madri volteggiano tra noi, ci accarezzano come tende. Subito, ma poco alla volta, parleremo del lutto. Quando noi due siamo insieme, loro non muoiono mai."
Una storia d’amore tra uno scrittore affermato e una studentessa alle prime armi con la sua carriera; una storia di assenze di madri che in realtà non muoiono mai.
Romanzo super breve in cui il tema principale è l'amore impossibile tra una ragazza ventiduenne e un uomo molto più adulto. Attraverso un flusso di pensieri che dura per un ventennio, la protagonista racconta l'incontro con lo scrittore, l'amore prima taciuto poi vissuto, il senso di colpa nei confronti della moglie di lui, la vita che prosegue, l'incontro tra i due dopo tanti anni e l'abbandono. E' un romanzo che, attraverso poche frasi, narra di un amore forte, ma allo stesso tempo troppo fragile per essere vissuto appieno. Si assaporano le delusioni e le disillusioni, le speranze non realizzate e i pensieri distruttivi. E' un romanzo strutturalmente atipico, in cui il flusso di pensieri e parole lascia spazio all'immaginazione, ma permette anche di restare ancorati al presente. Lettura estremamente veloce, ma dalla portata riflessiva e accattivante, in grado di porre il lettore davanti a numerosi interrogativi irrisolti, a pensieri che non trovano spiegazioni ed a più conclusioni possibili. Non è un romanzo semplice dal momento che le riflessioni non sono sempre espresse in modo chiaro e scorrevole. E' un testo un pochino contorto, ma nel complesso è chiara la vicenda narrata e la sua portata potenzialmente distruttiva per la protagonista. Interessante, ma non semplice.
Una lettera d’amore, un libro che contiene la storia di una donna giovane - aspirante scrittrice - e di un uomo - scrittore affermato. La loro storia è fuoco che divampa nei cuori. Lei lo ama, perché è convinta che lui l’aiuterà a crescere nella vita - molteplici volte lei si chiede “chi sono io” - e che lui possa aiutarla anche a crescere come scrittrice. Parlano delle loro madri che non ci sono più, e il legame con le persone care scomparse vive attraverso queste pagine. Ma è proprio l’assenza che le fa rendere conto di ciò che possiede e ciò che è, una mancanza nella sua esistenza.
“Accanto a te non devo spiegare che anche una zattera è terra ferma”.
Ho divorato questo piccolo libro scritto in formato di lettera/poesia. Mi è piaciuto lo stile, ho amato la storia d’amore intensa che si spezza, ho amato le parole che l’autrice ha scelto per descrivere le sue emozioni e i suoi sentimenti. Posso dire anche che il formato del libro e il modo in cui è composto lo rende piacevole da leggere, nonostante sia una scrittura intensa e piena, scorre veloce.
Un racconto in versi, un ibrido di prosa e poesia. La storia d'amore, travolgente e tossica, di una studentessa di lettere e un affermato scrittore molto più grande di lei, una storia segnata dalla perdita tragica delle madri di entrambi. Un modo per riflettere su quanto la personale percezione di una situazione possa diventare verità assoluta per chi la vive, distorcendo talvolta inconsapevolmente la verità oggettiva. Ma poi, esiste una verità oggettiva?
Interessante, anche se credo che mi sia mancato qualcosa.
Ci sono libri che se pur brevi lasciano un'impronta profonda. È il caso di caso "memoir poetico" dove una giovane donna racconta un amore breve e passionale fatto di intesa sessuale e intellettuale con uno scrittore affermato. Un amore fatto di tenerezza e rabbia, ricordi e oblio si mischiano in tanti frammenti di pensiero che si susseguono. È un amore che se anche finisce per la rabbia in realtà rimane anche nell'assenza. Vent'anni dopo i due si rincontrano quando lui è ormai un anziano scrittore. Allora arriva veramente l'addio. Una lunga poesia da rileggere.
Un testo frammentario senza averne bisogno, banale fin nelle virgole, infarcito di metafore ciancicate e insipide (a volte, entrambe). Davvero vogliamo leggere cose come “i tuoi occhi, racchiusi nella retina, mi prendono all’amo”? Solo una pagina si salva, e parla di morte. Almeno questo possiamo ricordarci: che gli scrittori costeggiano la morte. E poi, viene da chiedersi: possibile che non si riesca a tirare fuori nulla di significativo da una storia tra una ragazza e uno scrittore?
A book about a stuffed doe that gets mauled. The Book of the Inner Storehouse of Fire. A praise to unconsumed love.....without anaesthesia....and then the single eyelash on the pupil and the fear that crystallizes like a cube and the lava that has gone out 'When someone conquers you..... you have to turn it off to prevent your soul from getting hurt too much and being imprisoned"!
Un libricino che si legge velocemente, una storia d'amore raccontata attraverso un mix interessante di pochi dettagli realistici, sparse metafore, linguaggio poetico, pennellate sensoriali e qualche tocco di luce di emozioni verbalizzate. Di base lo stile non mi incanta, anche se ne riconosco la bravura probabile. Tanti i temi sollevati o sollevabili.
"Dopo l'addio ovunque io vada angoli di strada, vie, ingressi negli edifici, ascensori, porte girevoli e librerie uomini che ti somigliano camminano sfacciati, magri, un po' chini, pelati, vanno di fretta, la pelle arrossata, un po' rugosa, tu non appari".
Libro che vuole essere coraggioso ma scade nel banale, con una prosa raramente interessante e una suddivisione per brevissimi capitoli senza scopo alcuno.
Toccante e travolgente. Mi chiedo: quanto cambia la percezione di noi stessi quando stiamo con qualcuno che amiamo? Chi sono io chi sono io chi sono io