Il narratore onnisciente è quello più odiato da... praticamente tutti. Balzano alla memoria tremendi e pedanti classici, quasi all'istante.
E' la prima volta che mi imbatto, però, in un narratore onnisciente così discreto. Certo, un paio di scivolate capitano anche in questo romanzo, ma il tutto è così coinvolgente che almeno il primo centinaio di pagine scivola che è un piacere!
La storia è di una semplicità quasi incredibile, eppure vanta una cera eleganza e sensibilità che è impossibile negargli. L'idea di frammentare (e in un certo senso mostrare in allegoria) la narrazione con gli episodi di Fairy Queen o dei comunicati stampa della Desire è eccellente.
Ho apprezzato inoltre i personaggi, affatto scontati, che riescono persino a lasciare interdetto il lettore nel finale.
In realtà, la storia manca di un'azione vera e propria - almeno per gran parte del romanzo - ma il sottofondo è così impreziosito di elementi e significati, che una storia più "avventurosa" non avrebbe fatto altro che soffocarlo.
Approvato a pieni voti.
P.S. Una nota dolente sono gli accenti... Dateci un'occhiata...