Dopo le avventure narrate ne "Il 36° Giusto", Claudio, Vergy e i loro amici lasciano Parigi e ritrovano una Modena quasi tornata alla normalità, i pochi vampiri rimasti in circolazione nascosti nelle fogne e negli edifici abbandonati delle periferie più degradate. Stanchi, depressi decidono di riempire il vuoto delle loro esistenze dedicandosi alla ricerca di Alicia, nella folle e disperata speranza che questa possa essere ancora viva. Claudio e Vergy iniziano così delle indagini che, ben presto, si riveleranno un'autentica discesa negli inferi che li porterà a confrontarsi non solo con un inquietante e antico Maestro ma, anche e soprattutto, con le loro paure di uomini rassegnati ài proprio destino, fino a un incontro con la morte che si consumerà nel più tetro e freddo dei luoghi, nell'ora più buia quando, per citare l'Amleto di Shakespeare, "i cimiteri sbadigliano e l'inferno soffia il contagio su questo mondo".
Ultimo libro della trilogia di Vergnani e come sempre una folgorazione! Libro divorato pagina dopo pagina, Vergy e Claudio sempre magnifici, sempre a caccia di vampiri, perfino nell'ora più buia. E buia in questo libro lo è davvero. Stupendo! Non vedo l'ora di leggere altro di Vergnani! :D
Disgustati e annichiliti dall'esperienza parigina Claudio e Vergy decidono di tornare a Modena non solo per scoprire che fine ha fatto Alicia ma anche per dare un senso ad un'esistenza grigia priva di scopi se non quello, forse nemmeno tanto nobile e coraggioso come potrebbe sembrare, di annientare i vampiri. Mentre la situazione in città sembra quasi tornata alla normalità, se si esclude qualche sparuto gruppo di succhiasangue cenciosi rintanati nelle zone malfamate della periferia, Claudio e gli altri scoprono l'esistenza di un nuovo Maestro, probabilmente uno dei più antichi e potenti che l'umanità, suo malgrado, abbia conosciuto... la caccia è quindi riaperta. Dopo mesi di trepidante attesa finalmente è arrivata "L'ora più buia", il capitolo conclusivo della saga vampirica creata da Claudio Vergnani. Credo che sia raro trovare un autore che riesca a tenere viva l'attenzione e la soddisfazione dei lettori per tutta la durata di una saga, in questo caso tre libri, senza deluderli un pochino o perlomeno senza perdere nulla in qualità. "L'ora più buia" ha invece ampiamente soddisfatto, anzi superato, le più rosee aspettative. Chi segue Scheletri sa già che considero "Il 18° vampiro" un piccolo capolavoro che è riuscito a farmi rinnamorare di un genere letterario, quello dei vampiri che, negli ultimi anni, detestavo profondamente a causa di ciò che era diventato per via di scrittori come la Meyer, la Palazzolo e compagnia bella. Poi è arrivato "Il 36° Giusto", sicuramente inferiore al primo, ma pur sempre un ottimo libro altamente sopra la media tanto che, pur non amando le saghe, film o libri che siano, non vedevo l'ora, e scusate il gioco di parole, che uscisse "L'ora più buia". Da lettore/fan di Vergnani temevo di rimanere deluso ma così non è stato: ancora una volta il talentuoso Claudio ("talentuoso" perchè dopo tre libri di questo livello ha confermato di avere davvero un talento speciale) è riuscito a stupirmi e concludere con il botto l'avventura di Vergy & C. Al di là della trama (avvincente quanto si vuole e narrata con tanta maestria da rasentare la perfezione) "L'ora più buia" avvalora ciò che lo stesso Vergnani ha affermato durante l'anteprima del 30 settembre 2011 a Modena, ossia che il genere horror, ingiustamente considerato di nicchia, può andare oltre il mero intrattenimento per diventare "profondo" e "introspettivo" quanto possono esserlo le cosiddette opere impegnate. "L'ora più buia" è un libro di spessore che fa tremare, diverte e commuove ma fa anche riflettere senza però essere saccente o pretenzioso. Finito di leggerlo rimane un vago senso dolceamaro di malinconia, come quando si dice addio ad un amico sapendo che non lo si rivedrà più. So che le avventure dei nostri amici ammazza vampiri modenesi sono definitivamente terminate, almeno quelle in contesto vampirico, ma pur se la tentazione di rivederli all'opera è fortissima, come lettore prego Claudio Vergnani di non farsi tentare nello scrivere un ipotetico quarto libro. Non servono altri capitoli o aggiungere altro quando si è già raggiunta la perfezione!
In maniera brillante ed incisiva Vergnani tira le fila della sua saga e chiude la sua storia. Mi ha colpito positivamente la grandissima coerenza interna del romanzo. Tutte le trame e le sottotrame arrivano a termine in modo assolutamente logico e naturale, senza alcuna forzatura.
Vergnani rimane sui suoi standard alti, anche se secondo me il 36esimo giusto è superiore: resta indimenticabile il dolceamaro cinismo di Vergy (sono molto contento che il suo trench tornerà ad ammorbare l'aria nel prossimo romanzo di Claudio).
Il testo è molto più curato dal punto di vista dei refusi e dell'editing rispetto ai due episodi precedenti della saga, c'è stato un netto miglioramento.
Ma cò che colpisce più di tutto è l'incisività con cui l'autore riesce a rendere lo stato di disperazione e di vuoto che colpisce molte persone che per i più vari motivi restano troppo sole nelle nostre città. L'intuizione di accostare la non morte a questo spleen (che di fatto è una condizione di non-vita) è grande, e risana da sola la piaga aperta dagli sbrilluccichi della Meyer.
Perchè non cinque stelle? Perchè ad un certo punto la storia mi sembrava stanca almeno quanto il suo personaggio principale. Gli episodi stavano cominciando a ripetersi secondo uno schema che era sempre quello: la mia impressione è che per chiudere tutto (trame sottotrame, ma anche l'evoluzione dei personaggi ad una condizione che si potesse accettare come definitiva) ci fosse davvero bisogno di un romanzo, ma che in termini di intreccio lo spazio fosse davvero poco. Comunque, in tempi di paranormal romance questa trilogia resta di quelle da consigliare assolutamente.
Un ultima cosa: il talento narrativo di Vergnani e la bellezza dei personaggi sono tali per cui ad un certo punto si capisce che della componente soprannaturale non c'è più alcun bisogno. E infatti non mi stupirebbe se si rivelasse vera la notizia che Claudio intenda passare al Noir. Per la contentzza di tutti, portandosi con se me bestemmie, il sigaro puzzolente ed il trench mai lavato del caro vecchio Vergy.
L'epopea di Vergnani raggiunge l'apice ne L'ora più buia: dopo mille peripezie la caccia di Vergy, Claudio e compagnia si chiude con uno spettacolare e appagante finale dolceamaro. Questa trilogia, oltre ad avermi favorevolmente sorpreso, mi ha riappacificato con la figura letteraria del vampiro, restituendole un po' di sano orrore scrostando la patina di (finta) sensualità e fascino che l'ammorbava. Complimenti all'autore.