Storia piena zeppa di personaggi, intreccio fittissimo frutto di un'abile ingegneria narrativa.
L'ambientazione è quella di una piccola città di provincia, dimenticata da tutti. Eppure, siamo ben lontani dalla noia montanara: in questo piccolo luogo si concentrano numerosi personaggi grotteschi che rappresentano l'eccentricità di chi vive isolato. Al centro della narrazione l'unico personaggio che viene presentano in prima persona, Marco Walden, giovane disoccupato che decide di andare a vivere sulla montagne, fondando così una nuova civiltà, da lui chiamata 'troglodita', in cui si ritorna al contatto con la terra e si abbandonano i desideri indotti dalla società capitalistica. Il personaggio è ingenuo, al limite del ridicolo, eppure nella sua bocca vengono inserite interessanti, ma sempre ironiche, critiche alla società dei consumi. Il resto dei personaggi è narrato in terza persona, accumulandosi di volta in volta. Bisogna far notare che, in realtà, anziché ragionale solo ed esclusivamente per personaggi, Wu Ming 2 ragiona soprattutto per 'gruppi' di personaggi. Infatti, il nucleo base dell'intreccio sembra essere più il gruppo che l'individuo (e di fatto Marco, da personaggio solitario, creerà il suo gruppo con gli altri personaggi che all'inizio ci appaiono da soli).
La trama è piuttosto complessa, ma può essere suddivisa in alcuni nuclei principali:
1) combattimenti clandestini tra cani ed essere umani e relativa gestione degli stessi;
2) attentati da parte di un gruppo ecoterrorista;
3) Ricerca del cane di Gaia, Charles Bronson, alla quale si aggiungeranno il suddetto Marco e l'immigrato gladiatore (combatte contro i cani) Sidney.
Wu Ming 2 spezza qualsiasi rapporto di casualità e frustra qualsiasi tentativo di indagine: le trame si intrecciano in maniera fortuita, in più i vari ragionamenti dei personaggi per poter ricostruire i rapporti casuali tra i vari eventi risultano erronei. Eppure, nonostante gli errori di ricostruzione, sempre grazie al caso, i vari gruppi riescono a risolvere il proprio problema: quindi, ogni trama giunge alla sua conclusione nel modo sperato, ma senza che nessuno abbia in realtà capito come siano andate davvero le cose. E i carabinieri, che rappresentano le forze dell'ordine che dovrebbero indagare, risultano essere i personaggi più passivi, che arrivano solo quando gli altri hanno già risolto il problema.
La parte finale del testo è costruita in maniera magistrale: una lunga sequenza, giunta dopo molti capitoli relativamente corti, piena di suspense e di ansia, in cui la prima e la terza trama giungono a conclusione, intrecciandosi. In più, il finale non è così rassicurante come un romanzo dai toni ironici lascerebbe sperare, tanto da stupire ulteriormente il lettore.
A questo si aggiunge la presenza di un libro nel libro, il romanzo fantascientifico "L'invasione degli umani": infatti, ogni tanto compaiono dei piccoli capitoli in cui, in soldoni, ci viene spiegato che l'umanità sia nata dallo stupro, da parte di civiltà aliene, delle femmine di scimmia.
Il romanzo è una grande narrazione di intrattenimento che spalma al suo interno alcune rapide riflessioni sulla società dei consumi e soprattutto sul rapporto tra natura e sfruttamento delle risorse. Ben lontano da proporre una critica approfondita, il romanzo tratta tutto in maniera ironica. Addirittura, il tono ironico colpisce anche coloro che vorrebbero fare qualcosa per salvare la natura, mostrando come la "stupidità" e '"l'egoismo" non siano prerogativa di chi è dentro al sistema dei consumi, ma che, anzi, possano colpire anche chi si pone in contrasto con tale sistema.