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114 pages, Paperback
First published January 1, 2012
L'ideale, chiaramente, è di non aver neppure il bisogno di introdurre un pezzo difettoso nel prodotto, ma di riuscire a renderlo obsoleto con la sola forza della pubblicità e della moda. L'obsolescenza simbolica - o psicologica - può dunque essere considerata come lo stadio supremo dell'obsolescenza programmata.
La pubblicità ci ingozza, ci inonda con la sua produzione. Occupa strade, muri, le autostrade, i paesaggi, il cielo e le montagne. Invade le cassette della posta, la camere da letto, le sale da pranzo. Ha messo sotto tutela la stampa, il cinema, la televisione, la radio, ha inquinato lo sport, le canzoni, la politica, l'arte. Ci perseguita, ci aggredisce, ci incalza dalla mattina alla sera, dal lunedì alla domenica, da gennaio a dicembre, dalla culla alla tomba, senza pause, senza vacanze, senza sosta, senza tregua. (Michael Lowy, Ecosocialisme. L'alternative radicale a la catastrophe ecologique capitaliste)
L'aggressione è a 360 gradi, l'inseguimento è implacabile: inquinamento mentale e spiritual, inquinamento visivo, inquinamento sonoro. Programmi spezzatino, bambini manipolati, foreste distrutte (40kg di carta all'anno nelle nostre cassette della posta).
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Ho letto su Sales Credit New - racconta Vance Packard - una parabola assai poco biblica sui fidanzati saggi e i fidanzati pazzi. Gli insensati si erano fatti un programma sistematico di risparmi fino a quando avrebbero potuto sposarsi e mettere su famiglia senza indebitarsi. Era stupido, veniva spiegato, rinviare a più tardi il piacere di vivere insieme, perché i due gettavano al vento i migliori anni della loro vita. Inoltre, privavano l’economia nazionale di diversi anni di consumo familiare. I saggi, invece, non rinviavano la loro unione col pretesto che non avevano soldi. Si sposavano immediatamente, andavano in viaggio di nozze a credito, compravano un’automobile, una casa e i mobili a credito. Questi eroi della battaglia commerciale, si diceva, stimolavano la produzione del paese, contribuivano a ridurre la disoccupazione, aumentavano il potere d’acquisto e facevano salire il livello di vita.
La parabola – conclude Vance Packard, che scrive negli anni sessanta, ma le cui analisi sono più che mai attuali – non diceva se i saggi poi vivessero felici. È possibile che non accadesse. Una vita sull’orlo del fallimento finanziario, angustiata dalle fatture non pagate, crea tensione nella coppia.
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Resistere alla pubblicità:
Con l’obsolescenza programmata, la società della crescita ha in mano l’arma assoluta del consumismo. Si può resistere alla pubblicità, rifiutarsi di contrarre un prestito, ma si è disarmati di fronte al deperimento tecnico dei prodotti. In capo a periodi sempre più brevi, macchine e attrezzature diventate protesi indispensabili del nostro corpo, dalle lampadine agli occhiali, si guastano per la rottura intenzionale di un elemento. Impossibile trovare un pezzo di ricambio o un riparatore. Se riuscissimo a scovare l’uno o l’altro, la riparazione ci costerebbe più cara del prodotto nuovo, fabbricato a prezzi stracciati nei lager del Sud-est asiatico. E così montagne di computer, in compagnia di televisori, frigoriferi, lavastoviglie, lettori di DVD e telefoni cellulari, finiscono nelle pattumiere e nelle discariche, creando ogni tipo di inquinamento.
Scacco matto. Puoi resistere all'obsolescenza psicologica ma quella programmata ti avrà sempre in pugno.