Terra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?
Davide Cencini, scrittore, colorista, docente, è diplomato in sceneggiatura e realizza narrativa e illustrazioni per testi scolastici. Autore con una spiccata preferenza per fantasy e fantascienza, realizza le saghe di Darkwing (autoprodotta) e Dershing (Astro Edizioni/Plesio Editore).
Non posso scrivere imparzialmente una recensione a questo libro perché troppo coinvolta nella sua lavorazione... se fa lo stesso, vi linko una bella lista di commenti e recensioni del tutto super partes :) li trovate in fondo a queste pagine: http://worldofdarkwing.com/recensioni. Il primo romanzo della saga di Darkwing comunque si trova anche in Audiolibro su Audible, e anche lì troverete diverse recensioni nuove: https://www.audible.it/pd/La-Spada-da...
Ho comprato questo libro al Salone 2016, tuttavia per quasi un anno è rimasto sui miei scaffali, poichè oberata dalle mie altre letture, ma tuttavia decisa a leggerlo per questo Salone 2017, in modo da poter decidere se acquistare anche i volumi successivi. Incuriosita anche dall'edizione Redux (per chi non lo sapesse, negli scorsi mesi l'autore si è staccato dalla casa editrice per pubblicare in self, e ha sottoposto i suoi primi due romanzi a un importante restyling), mi sono fiondata sulla versione ebook che Davide dà gratuitamente a chi ha comprato la copia cartacea. Il ritmo di questo libro è scanzonato e allegro, ci sono momenti ilari, e le divertenti citazioni nerd/fantasy danno una sensazione di sincera gioia a chi è abituato a navigare nel fitto sottobosco dei giochi di ruolo. Tuttavia, non pensate che tutto il romanzo abbia un'aura Solar(e) (ahah.. no, basta battute), perchè ci sono momenti di particolare pathos in cui lo stile diventa serio e maggiormente curato. Inoltre, si intravede un miglioramento importante dall'inizio alla fine del romanzo; se all'inizio le "gag" un po' comiche sono abbondanti, verso la fine c'è una netta prevalenza di uno stile epico e di descrizioni dettagliate. Credo che sulla trama non ci sia molto da aggiungere a quanto hanno già detto le precedenti recensioni e la stessa quarta di copertina. Il libro è una commistione fra high fantasy classico e sci-fi, combinazione che mi ha fatto storcere il naso all'inizio ma poi mi ha fatto ricredere. Il modo in cui questi due elementi vengono combinati è coerente con l'ambientazione, e quindi non risulta un'accozzaglia di cose disparate. Certamente non è un romanzo esente da difetti (come nessun romanzo di nessun esordiente lo è), alcuni passaggi (soprattutto combattimenti) sono molto lunghi e si potrebbero un po' accorciare, e ci sono alcuni momenti in cui la battuta, la citazione, la scena figa, rovina un po' il momento. Inoltre, mi sarebbe piaciuto vedere più scene ambientate nel "presente", ce ne sono in abbondanza circa fino al 60/70% del romanzo, ma poi scompaiono del tutto, anche se immagino che verranno inserite ampiamente nei volumi successivi.
Tuttavia, ho deciso di dare comunque cinque stelline al primo libro della saga di Darkwing, perchè il libro mi è sinceramente piaciuto. Soddisfa un po' quel desiderio represso di ogni nerd di essere scaraventato in un universo fantasy (qualcuno mi faccia rinascere Crepuscolo in Exalted!), la trama è bella e avvicente. E soprattutto, soprattutto, ci si comincia a rendere conto del mastodontico universo ideato dall'autore. Non saranno solo 7/8 libri (!) a tenerci compagnia nei prossimi anni, ma fumetti e DLC che arricchiranno questo vasto mondo. Un impegno tale non può che essere lodato.
Letto in pochi giorni, è stato davvero una bella scoperta. Finalmente una storia fantasy fresca, con umorismo ben dosato e un po' di sci-fi mescolata a dovere, che non disturba affatto anzi aggiunge una ulteriore dimensione alla storia. Ho trovato un paio di refusi e doppi punti esclamativi/interrogativi qua e là: utili per enfatizzare le scene in un fumetto ma che -almeno così mi hanno insegnato- non andrebbero usati nei romanzi.
A parte questi piccoli e perdonabilissimi dettagli, l'impressione finale è più che positiva e non posso che consigliare Darkwing a chiunque sia stanco del "solito fantasy serioso", ami i giochi di ruolo o le avventure condite con sano umorismo.
“Darkwing” è un fantasy italiano godibile, nonostante non sia esente da pecche. Ci sono delle belle idee sviluppate bene e altre che invece rimangono a mezz’aria, il tutto in mezzo ad una prosa chiara e fluida ma infarcita di ingenuità, in parte dovute ad una ricerca esasperata della battuta a volte irritante e poco adatta al momento. La storia si svolge inizialmente in un futuro prossimo e narra le gesta di Peter Klein, capo sicurezza dei laboratori della EnerFed. Personaggio fuori dagli schemi, eterno bambino cresciuto in una famiglia difficile e con un passato da soldato, adoratore di tutto quello che fa parte della cultura nerd, deve badare alla nipote Amanda, hacker quattordicenne perennemente in conflitto con il mondo, rimasta orfana dopo un attentato. Durante un giorno di lavoro, Peter viene coinvolto a sua volta in un attentato mentre gli scienziati della EnerFed conducono un esperimento sulle fonti di energia. Nell’esplosione che ne segue tutti lo credono morto. Invece Peter viene catapultato su Corown, una realtà alternativa incredibilmente simile alle sessioni di giochi di ruolo a cui partecipa. Da questo momento Peter viene coinvolto in un’avventura fantastica per ritornare a casa, mentre nella sua linea temporale Jasmine, scienziata che Peter ha salvato dalla morte, cercherà di prendersi cura della povera Amanda.
Caro signor Davide, siamo lieti di comunicarle che il suo libro non solo ci è molto molto piaciuto, ma che da oggi in poi saremo sue fans! ;) Darkwing è una bellissima lettura tra fantasy e fantascienza. Per me (basta con il plurale majestatis) - che sono cresciuta con Spielberg e con i grandi narratori visivi degli anni '80 - il romanzo rappresenta non solo un omaggio "di stile" ma anche una eredità. Humor, continue citazioni che manderebbero in sollucchero nerd e non, azione, emozione, e tanta avventura nel senso più classico resa magistralmente dall'autore, che come stile di scrittura non ha nulla da invidiare ai grandi narratori d'oltreoceano, se non - forse - per esperienza. Ebbene, diciamo in franchezza che una serie tv o una a fumetti sarebbe la ciliegina sulla torta per un lavoro non trascurato sotto nessuna forma: né grafica, né editoriale. Ci piace! (è tornato il plurale ihihihih). Non metto 5 stelline per non creare l'effetto boomerang (molti lettori di autoprodotti o di piccole realtà editoriali, se vedono troppi voti alti dicono che sono falsati). Ebbene, il mio quattro è un 4.90. Che si sappia. E, soprattutto, che sia noto che Darkwing supera di gran lunga molta paccottiglia editata/importata da grandi case editrici. Ci aspettiamo molto dal seguito della saga, e - con pazienza - attendiamo di poterlo leggere.
Metti un antico artefatto, un mondo fantastico e uno ancora più fantastico, o meglio fantascientifico. Frulla bene, alza il volume della radio e goditi 16 ore di ascolto.
Si tratta di un'opera prima (come recitazione), quindi inevitabilmente l'inizio non è esente da pecche. Le persone in gamba però si riconoscono dal modo in cui si mettono in discussione e l'autore, oltre a curare molto bene la resa audio del prodotto, con effetti (bellissima la spada) e suoni ambientali, migliora man mano che la storia procede. Non mi credete? Riascoltate il primo capitolo dopo aver sentito l'ultimo :)
Il romanzo è articolato su trame parallele, e costituisce il primo di una saga di (almeno) quattro volumi. Personaggi e ambientazioni sono curati e la coerenza interna è rispettata. In alcune fasi il ritmo paga un po' di dazio alla necessità di fornire degli elementi informativi, ma nel complesso la storia fila, appassiona e ai personaggi ci si affeziona facilmente.
Ci sono tutti i presupposti per godersi il secondo volume, in cartaceo o in audiolibro, vedremo!
In questo fantasy non manca certo la fantasia. Ok, non sarà un capolavoro, ma l'ho gradito molto. Riferimenti, umorismo, protagonista molto più che simpatico, credibile. Trama ricca, buon ritmo, giusta dose di autoironia, e ... cose mai lette. L'idea di base per quanto originale non è completamente nuova, ma l'accoppiata protagonista/contesto l'ho trovata geniale. Qualche punto rimasto in sospeso, qualche domanda aperta, il dubbio atroce che i due mondi non si ricongiungeranno mai. Ma è un primo volume e appena capirò che in qualche modo è conclusivo inizierò a leggere anche gli altri.
Più che leggerlo l’ho ascoltato su Audible e, nonostante io sia una vera rompiscatole sulla lettura, Davide è riuscito a rendere al meglio la sua storia e soprattutto il suo protagonista. È su Peter infatti che si regge tutto il romanzo ed è stato pensato abbastanza bene da tenerlo su. Decisamente troppo superpower per i miei gusti, dà il meglio di sé in ironia e umanità: più dei tanti poteri, è questo che fa un eroe.
L'inizio di una delle saghe più belle che ho letto. Davide scrive bene e alterna momenti diversi tra loro (azione, riflessione, battute, dramma, ecc.), coinvolgendo molto il lettore. Must read (come dicono quelli fighi).
Ammiro molto Davide, spesso ci incrociamo in qualche fiera, è uno che come me crede nel suo prodotto e si mette in gioco per farsi conoscere (e quando uno lo rincontri significa che non vende patacche ma merce di qualità). Poi con lui c’è sempre Rita che disegna quelle copertine fantastiche… e sul prossimo libro più che la dedica di Davide provo a farmi fare un disegno da lei… o magari entrambi.
Ho comprato il libro a scatola chiusa, né letto la quarta né sfogliato 100% fiducia, e non posso nascondere il mio stupore quando aprendo le prime pagine non ho trovato la mappa. LA MAPPA! Che fantasy è senza mappa? Nota di demerito. Spero abbiano rimediato nei volumi seguenti.
La narrazione parte banale, classica fin troppo stereotipata seppur ben descritta ed emozionante, non posso però nascondere qualche sbuffo di impazienza convinto di aver preso una mezza fregatura. Quando però sono arrivato al secondo capitolo ho compreso che Davide mi aveva preso in giro e, con questo, guadagnato un sacco di punti di merito. Mi son fatto una bella risata e ho riguardato al libro con occhi nuovi.
La trama si biforca in binari paralleli uno ambientato sul mondo “reale” e uno su un piano “fantasy”. L’ambientazione fantastica ha, giustamente, in questo primo libro la maggiore rilevanza anche se l’intuito mi dice che in realtà sia l’altra trama quella principale. La derivazione dal gioco di ruolo si sente forte tanto che gli eventi si susseguono in episodi, in quest, non come un romanzo classico, la cosa non mi dispiace anzi il nerdacchione che è in me non può che godere di tutto ciò anche perché Davide è molto bravo a coinvolgere ed emozionare nella frenesia delle avventure. Questa struttura però penso possa essere “difficile” per chi non ha mia giocato con i dadi.
Anche lo schema creazione personaggio e susseguente formazione del party è molto da gioco di ruolo – videogioco, a me piace è una questione di gusti. Non si può non notare quanto a Davide piaccia descrivere (è vero io non sono un amante delle descrizioni e ho poca pazienza) questo appesantisce alcuni pezzi che comunque risultano inseriti in una narrazione altrimenti sempre fluida (fatta eccezione del mega spiegone da parte dei monaci che forse si poteva diluire in più fasi).
La creazione del mondo è ben eseguita (ah quanto serviva una mappa) complessa ma comprensibile. Mi piace l’inserimento dei Cyborg-simbiotici ben realizzato. Gli scontri sono ottimi, dinamici e appassionati ma soprattutto credibili. Molto ma molto bella la parte della foresta stregata. Piacevolmente inserito anche il fatto che i “cattivi” compiano azioni.
L’influenza del destino è alta, probabilmente a causa della struttura a gioco di ruolo in cui la Quest viene ricercata portandovi il protagonista con ogni mezzo. D’altronde l’episodio che porta il nostro eroe ad ottenere la spada dai sette occhi è un segno del destino ben evidente.
I personaggi secondari sono quelli meglio realizzati sia quelli nel mondo reale che in quello fantastico. Il protagonista è un tantino eccessivo, un power-player che risolve sempre tutto e di una smargiasseria a volte irritante. Avrei gradito l’emergere di una parte più dubbiosa meno sicura anche se questo “eccesso” si può probabilmente attribuire all’influenza della spada sul protagonista. Gustoso invece il dualismo spada-protagonista quando essa inizia a parlargli e si avverte il dilemma fra la necessità di usare la spada per bisogno dei suoi poteri in contrasto con la volontà di non lasciarsi sopraffare da essa e dalla sua cattiveria.
Il finale non esiste è solo la fine di un “episodio” il che rimanda ai volumi seguenti.
Alla prossima fiera mi procurerò entrambi i libri perché ne vale assolutamente la pena e solo allora inviterò Davide nella tana del drago.
Consigliato a chi ama i giochi di ruolo e a chi vuole provare una simile esperienza.
“Darkwing” è un fantasy italiano godibile, nonostante non sia esente da pecche. Ci sono delle belle idee sviluppate bene e altre che invece rimangono a mezz’aria, il tutto in mezzo ad una prosa chiara e fluida ma infarcita di ingenuità, in parte dovute ad una ricerca esasperata della battuta a volte irritante e poco adatta al momento. La storia si svolge inizialmente in un futuro prossimo e narra le gesta di Peter Klein, capo sicurezza dei laboratori della EnerFed. Personaggio fuori dagli schemi, eterno bambino cresciuto in una famiglia difficile e con un passato da soldato, adoratore di tutto quello che fa parte della cultura nerd, deve badare alla nipote Amanda, hacker quattordicenne perennemente in conflitto con il mondo, rimasta orfana dopo un attentato. Durante un giorno di lavoro, Peter viene coinvolto a sua volta in un attentato mentre gli scienziati della EnerFed conducono un esperimento sulle fonti di energia. Nell’esplosione che ne segue tutti lo credono morto. Invece Peter viene catapultato su Corown, una realtà alternativa incredibilmente simile alle sessioni di giochi di ruolo a cui partecipa. Da questo momento Peter viene coinvolto in un’avventura fantastica per ritornare a casa, mentre nella sua linea temporale Jasmine, scienziata che Peter ha salvato dalla morte, cercherà di prendersi cura della povera Amanda. Nel breve riassunto sopra riportato già si può notare che “Darkwing” gioca delle carte interessanti. Temi forti come il terrorismo oppure non citati sopra - la violenza domestica o la difficoltà di un affido - danno a questo fantasy una marcia in più rispetto alla solita minestra. Poi il personaggio protagonista che si trova catapultato in una dimensione a causa di un incidente è un’idea niente male, anche se non innovativa. Per tutto il libro ci sono citazioni esplicite e meno esplicite e spesso nella lettura mi sono divertito a cercare i vari riferimenti. Tanto per fare un altro esempio, il carattere di Peter mi ha fatto venire alla mente quello di Ash, protagonista de “L’armata delle tenebre”. Con un altro collegamento logico si arriva alla caratterizzazione dei personaggi. Su questo fronte, a parte come detto il protagonista, niente di nuovo, anzi. Anche se credo sia un effetto voluto, i personaggi sembrano troppo legati alle logiche del gioco di ruolo e i dialoghi e le spiegazioni che ne conseguono risultano spesso poco plausibili o fuori luogo. Anche l’incedere della trama sembra un “esplora, lotta, esperienza”. Tutt’altro discorso invece per le descrizioni, sia dei combattimenti che dei paesaggi, ben strutturati grazie ad una prosa curata. L’invenzione di una nuova razza, i “Duckling”, è infine da lodare, ma purtroppo non è stata caratterizzata abbastanza da renderla una parte fondamentale della trama, rimanendo una nota a margine. In conclusione, “Darkwing” di Davide Cencini è un fantasy niente male, a mio avviso più adatto agli adolescenti che vogliono avvicinarsi al genere che agli adulti. In alcune parti sembra che siano stati fatti tagli e stacchi di scena troppo repentini, dovuti molto probabilmente a una gestazione lunga e a cambi di idee in corsa. In più, paradossalmente, ho preferito le parti intimiste della normale linea temporale che le smargiassate da salvatore del mondo di Peter, come se le prime fossero molto più sentite. Preciso che il giudizio che esprimo è da considerarsi valevole solamente per ciò che ho letto in questo primo libro, visto che il finale aperto suggerisce che l’avventura su Corown di Peter e i suoi compagni sarà ancora lunga e irta di pericoli.
Era da tanto che non leggevo un fantasy e devo dire che me lo sono goduto dall’inizio alla fine, nonostante fossi in una fase di blocco del lettore ogni sera sentivo il desiderio di leggerne almeno qualche pagina. Ho aspettato un po’ prima di scrivere questa recensione perché non volevo lasciarmi trascinare dalla delusione che ho iniziato a provare durante gli ultimi giorni di lettura. Per quanto volessi consigliare questo libro, sia per la trama piacevole che per la fluidità della narrazione ch risulta molto coinvolgente, non ho potuto far a meno di sentirmi infastidita da alcune “battute” a mio avviso spiacevoli. Venendo trattati temi delicati come la violenza domestica, gli abusi e gli stupri, non mi sarei mai aspettata che ci potessero essere così tante descrizioni dell’aspetto fisico di alcuni personaggi femminili. Nello specifico mi riferisco alle numerose parti in cui viene descritto il “seno perfetto e generoso” di Lidia. Personalmente ho trovato queste descrizioni profondamente fuori luogo, soprattutto considerando il fatto che varie volte è stato affrontato il tema della violenza domestica: come si può trattare di argomenti simili e continuare instancabilmente a sessualizzare i personaggi femminili? Nel complesso è un libro che consiglierei, sono felice di averlo letto, avrei però volentieri saltato tutte le parti riguardanti queste descrizioni non necessarie sul seno o sul sedere di Lidia.
Nonostante fossi già stato attratto da questa saga dalle copertine intriganti, quando Darkwing mi è stata consigliata da un lettore fidato non ho potuto esimermi dall'acquistare i primi tre volumi. La Spada dai Sette Occhi ha l'apparenza di un romanzo d'esordio, e come (quasi) tutti i romanzi d'esordio non è esente da pecche. Non fraintendetemi, La Spada dai Sette Occhi è un OTTIMO romanzo d'esordio che ha il pregio di invogliare la lettura e non annoiare mai. La prosa è praticamente priva di refusi, la lettura scorrevole, la trama intrigante. Le uniche note dolenti sono l'enorme mole di nomi e informazioni delle prime 70-100 pagine e i tanti riferimenti alla cultura pop moderna che, sebbene inerenti e contestualizzati, distraggono dalla lettura. Niente che non si possa soprassedere e, anzi, ho come la sensazione che Darkwing possa riservare delle succulente sorprese man mano che si avanza con la storia.
Forse voleva essere un tributo alle opere dell'infanzia dell'autore, ma alla lettura mi è sembrato solo un puzzle di opere cult, al punto da farmi venire il dubbio, nelle parti che non riconoscevo come ispirate da qualche altra opera, che semplicemente non conoscessi l'opera originale...