Molte voci corrono attorno alla Tavola Rotonda del Castello di Camelot, che un antico manoscritto passato di mano in mano riferisce e illustra districandosi tra mito e storia, leggende, fatti, poesia e ideali. Eppure a quel tempo e in quel paese era vietato mettere nero su bianco, e la parola scritta veniva guardata con sospetto. Parliamo dell'antica Britannia, appena abbandonata dalle legioni di Roma e non ancora conquistata dal cristianesimo dove i druidi conservavano il sapere nella mente, vere biblioteche viventi. In quelle contrade, vissero ragazzi che sognavano un mondo nuovo e infransero il divieto, scrivendo le proprie storie e passandosele di mano in mano: erano Merlino, Morgana, Avalon, Artù, Ginevra, Lancillotto del Lago e Galahad.
Ho scoperto questo libro in quinta elementare penso, quando andavo in biblioteca e pescavo libri a caso dagli scaffali. E sì, ho preso anche un sacco di bidoni, ma in questo caso mi è andata bene. Fin dalla prima lettura, infatti, Camelot è entrato nella lista dei libri del cuore.
Rispetto a Olympos, che si svolge in un arco di tempo molto lungo ed è per questo una lettura che si gusta con calma, Camelot è un libro che si mangia in pochi giorni. La cosa bella poi è che a ogni rilettura, crescendo, riesco a trovare qualcosa di nuovo.
Se durante la prima lettura mi era piaciuta soprattutto la rilettura del ciclo arturiano dal punto di vista di protagonisti bambini, durante la seconda mi aveva colpita il cambiamento dei personaggi nel passaggio dai sogni e aspettative dell’infanzia allo scontro con la realtà dell’età adulta. In quest’ultima rilettura, infine, mi ha intrigata il rapporto dei personaggi con la religione, il mito e le tradizioni. Uno dei temi portanti del ciclo bretone infatti è proprio il passaggio dalla cultura celtica alla cultura cristiana, e l’accettazione o meno dei personaggi di questa transizione nelle tradizioni della Britannia e il loro rapporto con oggetti mistici come la spada Excalibur, la Tavola Rotonda e il Graal.
Il libro narra le vicende di alcuni dei personaggi principali dell’epica, tramite il passaggio di mano in mano di un misterioso diario. Scopriamo quindi le storie di Merlino, Morgana, Artù, Ginevra e Lancillotto e Galahad. I personaggi che secondo me risultano maggiormente approfonditi, anche perché viene dedicato loro più spazio, sono Artù e Galahad. L’ultimo in particolare si fa portatore del messaggio che siamo sempre liberi di scegliere il nostro destino e l’importanza di quello in cui crediamo.
Mi è dispiaciuto invece un po’ che fosse dedicato poco spazio a Morgana, sicuramente la mia preferita, ma per rimediare c’è Le nebbie di Avalon. Parte prima,che penso sia proprio arrivato il momento di iniziare :)
Nostalgia m-a cuprins când am recitit această cărţulie. Prezintă tinerilor cititori un jurnal ”găsit” în care au scris pe rând Merlin, Morgana, Arthur, Guinever, Lancelot şi Galahad. Vă spun că nu ştiu cum să scriu o recenzie acestei cărţi fiindcă nu pot fi imparţială (deşi clar nu mai îmi place scrisul, fiind mult prea simplistic pentru mine acum), dar dacă aveţi nevoie de un cadou pentru un puşti de 10-14 ani, cartea asta este o alegere bună.
Interessante, ma si vede proprio tanto che è una riscrittura. Personalmente, avrei cercato di dare più uniformità al racconto, anziché dividerlo come il diario di diversi personaggi.