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Le parrocchie di Regalpetra

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«È stato detto che nelle Parrocchie di Regalpetra sono contenuti tutti i temi che ho poi, in altri libri, variamente svolto. E l’ho detto anch’io». Così Sciascia stesso. E tutti i suoi lettori amano ritrovare in questo libro, che è del 1956, le fila della complessa trama dei libri che Sciascia avrebbe scritto in seguito. Qui gli elementi sono tutti riconoscibili: la riflessione storica (sul passato di questo paese che «confina nell’immaginazione» con Racalmuto ed è la sua verità), l’osservazione precisa di una realtà circoscritta, la notazione diaristica, la creazione di caratteri delineati in pochi tratti, la tensione nascosta della prosa, la percezione della «Sicilia come metafora», la tranquilla impavidità nel nominare la realtà sociale (e tra l’altro la mafia, che allora non usava nominare nei libri, o la vita delle zolfare e delle saline). Ma quello che oggi più colpisce in questo libro è la perfetta naturalezza, l’equilibrio in cui questi elementi convivono, formando un insieme che rimarrà memorabile.

195 pages, Paperback

First published January 1, 1955

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Leonardo Sciascia

221 books497 followers


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7 (4%)
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Sandra.
964 reviews337 followers
March 19, 2013
“E’ stato detto che nelle Parrocchie di Regalpetra sono contenuti tutti i temi che ho poi, in altri libri, variamente svolto. E l’ho detto anch’io…. Tutti i miei libri in effetti ne fanno uno. Un libro sulla Sicilia che tocca i punti dolenti del passato e del presente e che viene ad articolarsi come la storia di una continua sconfitta della ragione e di coloro che nella sconfitta furono personalmente travolti e annientati.”
Le parole di Sciascia riassumono il significato del libro, che non è un romanzo, ma una raccolta di brevi saggi che toccano argomenti specifici ed aspetti particolari della vita siciliana e non solo: usando come paradigma il paese di Regalpetra (nome inventato che richiama quello di Racalmuto, paese di nascita dello scrittore), vengono esaminati usi e costumi della classe dirigente, i cosiddetti galantuomini, ne Il circolo della concordia,l’amministrazione politica succedutasi nel tempo a partire dalla fine della seconda guerra mondiale in Sindaci e commissari, da leggere in correlazione con il Diario elettorale, la situazione scolastica in Cronache scolastiche raccontate da uno Sciascia che a Racalmuto fece anche il maestro. In questo modo viene tratteggiato, con un fondo di amara ironia, un quadro ampio e articolato della situazione della vita nell’isola e di quanto essa fosse lontana dalla ragione, cioè dalla libertà e dalla giustizia, e sprofondata nel buio della povertà , della fame e del freddo degli abitanti del paese: salinari, zolfatari, braccianti agricoli, mezzadri “tutti sfruttati fino all’estremo, fino all’annientamento e allo sfascio”, ed i ragazzi delle scuole, figli di zolfatari, di salinari e di contadini. “Io parlo loro di quel che produce l’America, e loro hanno freddo, hanno fame; e io dico del Risorgimento e loro hanno fame, aspettano l’ora della refezione, giocano per ingannare il tempo, e magari pizzicando le lamette dimenticano la fatica del servizio, le scale da salire con le brocche dell’acqua, i piatti da lavare”.

Il quadro non è aggiornato, certo, risalendo il libro a 60 anni fa, ma quelli che Sciascia definisce i punti dolenti del passato e del presente , sotto nuovi aspetti, sopravvivono ancora oggi e di certo non solo nella realtà siciliana.
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
March 9, 2018
Una serie piccoli "saggi" sulla storia passata e presente di Regalpetra alias Racalmuto, ben fatti, leggibilissi, quasi gustosi se non trattassero di una storia impastata di lacrime e sangue di contadini, braccianti, salinari, zolfatari, condita di umiliazioni e soprusi secolari. Forse il più bello di tutti questi scritti è quello intitolato "Cronache scolastiche" che prosegue nel brevissimo "La neve, il Natale", ove Sciascia racconta la sua esperienza di maestro elementare, narrando le piccole storie dei suoi piccoli alunni. Piccolissimi squarci biografici e familiari che parlano di miseria, stenti, sfruttamento, pregiudizi, abbrutimento fisico e morale, ma anche affetti, barlumi e impennate di dignità...E' una descrizione che potrebbe adattarsi a tutta la Sicilia dei piccoli centri agicoli dell'entroterra negli anni Cinquanta del secolo scorso, che poi assomiglia tantissimo alla Lucania di "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi. Fatti lontani, situazioni di miseria e abbrutimento che sembravano superate e che però si riaffacciano e ritornano con la prepotenza di incubi. Ho letto proprio in questi giorni due articoli di Antonello Mangano su Espresso online del 15 settembre e 8 ottobre: lo sfruttamento economico e sessuale delle braccianti romene nei campi a serra del Ragusano, da rizzare i capelli. Chissà se Sciascia fosse vivo che cosa direbbe?
Profile Image for arcobaleno.
650 reviews163 followers
December 17, 2016
Non mi è piaciuto come gli altri che ho letto di Sciascia: non mi ha procurato lo stesso interesse.
Si tratta della prima pubblicazione dello scrittore, uscita nel 1956: una raccolta di racconti di vario argomento, tutti ambientati in un paesino immaginario della Sicilia. Frutto di personali esperienze, Sciascia vi mette in scena, attraverso i suoi personaggi, i diversi aspetti delle consuetudini politiche e sociali, della realtà economica, dei comportamenti,… in altre parole, della vita siciliana.
Ma non sempre i tentativi mi sono sembrati ben riusciti: alcuni hanno avuto un procedere lento e faticoso, come di problemi espressi, ma non risolti in maniera armonica, come di idee buttate là, ma non utilizzate in quel procedere rigoroso che avevo trovato nelle altre sue letture: avevo l'impressione di guardare le immagini della festa come dentro un caleidoscopio, il gioco dei colori che continuamente si compone e dissolve. (v. nota pag. 126)
E, come dall'osservazione di un caleidoscopio rimane lo stupore per i colori e gli accostamenti, da questa lettura mi è rimasta comunque l'ammirazione per le incisive figure ritratte (in un aneddoto condensa un carattere) e per alcune descrizioni partecipate di comportamenti di vita, soprattutto nel racconto "Le cronache scolastiche" (Sciascia era maestro elementare), in "I salinari" (padre e nonno avevano lavorato nelle saline e nelle zolfatare) o nell'ultimo brevissimo "La neve, il Natale".

...è uno di quei preti che in paradiso ci arrivano neri neri, senza la civetteria di quei fazzolettini rossi che ora è di moda agitare sulla folla. (pag.103 "I parroci e l'arciprete")
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
March 25, 2021
Indicazioni editoriali
«È stato detto che nelle Parrocchie di Regalpetra sono contenuti tutti i temi che ho poi, in altri libri, variamente svolto. E l’ho detto anch’io». Così Sciascia stesso. E tutti i suoi lettori amano ritrovare in questo libro, che è del 1956, le fila della complessa trama dei libri che Sciascia avrebbe scritto in seguito. Qui gli elementi sono tutti riconoscibili: la riflessione storica (sul passato di questo paese che «confina nell’immaginazione» con Racalmuto ed è la sua verità), l’osservazione precisa di una realtà circoscritta, la notazione diaristica, la creazione di caratteri delineati in pochi tratti, la tensione nascosta della prosa, la percezione della «Sicilia come metafora», la tranquilla impavidità nel nominare la realtà sociale (e tra l’altro la mafia, che allora non usava nominare nei libri, o la vita delle zolfare e delle saline). Ma quello che oggi più colpisce in questo libro è la perfetta naturalezza, l’equilibrio in cui questi elementi convivono, formando un insieme che rimarrà memorabile.
Profile Image for Gerardo D.
3 reviews
September 26, 2023
this is a great book, yet not easy to case into any particular genre, but who will worry? Does it matter so much? Sciascia was always particularly fond of placing himself in this no man's land and whenever this happens, it does rather as a happy finding than a flaw,
it could be said to be about Sicily, about every shade of Sicily's society and Sicily itself, a dry land blurring between the bright blue sea and the scorching sun, a place shaped by the different rulers, that took it over, into a land of silence and doom.
Profile Image for Bill Clinton.
55 reviews
January 2, 2026
“Per quanto possa essere ignorante un uomo, sa se la scarpa gli viene stretta al piede”

“Sentono delle offerte che da ogni parte arrivano, denaro, viveri, coperte, sono convinti che niente arriverà fino a loro. Queste cose — dicono — passano da tante mani: e in Italia c’è gente che ha il vischio nelle mani, ogni cosa che vi passa vi si incolla”
Profile Image for Chevalier_de_fortune.
139 reviews16 followers
January 5, 2019
Libro discontinuo. Alcune parti molto commoventi seguite da altre ironiche e caustiche. E in rari momenti mi è quasi sembrato scritto da un "piemontese" che degli affari della Sicilia sa poco o niente. 3.5/5
Profile Image for Isabella .
22 reviews1 follower
March 20, 2024
Capitoli che ho preferito:
1. cronache scolastiche
2. I salinari
3. I parroci e l'arciprete
4. Il circolo della concordia

Gli altri pari merito. Leonardo se non ci fossi stato ti avrebbero dovuto inventare
Profile Image for Phantoomer.
111 reviews1 follower
June 22, 2024
Il libro è una serie di racconti ambientati a Regalpietra, paese inventato della Sicilia. Si parla di argomenti disparati: la scuola, la politica, la mafia...
E anche se certe situazioni sono ormai superate altre risultano ancora attuali.
Purtroppo l'ho trovato un po' lento in certi punti
Profile Image for Antonio Di Fonso.
119 reviews1 follower
February 7, 2021
Il primo libro di Sciascia che inizia come una cronaca di scuola e diventa una rassegna dei temi e delle ricerche che si fanno letteratura e antropologia. La storia di regalpietra / Racalmuto, il fascismo e il circolo dove si leggevano i giornali e si discuteva del mondo tra il fumo delle sigarette e il biliardo. La campagna elettorale con i partiti, fanfani e la democrazia cristiana, il partito dei misini, la destra monarchica e i comunisti, i socialisti e il voto degli studenti. La neve e il natale, le povertà e le miserie, la durezza degli anni cinquanta e la mafia come mentalità e abitudine di una quotidiana sicilianitudine. E una scrittura infine precisa e nitida, razionale e elegante, sobria e inflessibile come lo sguardo indagatore del suo autore.
5 reviews
June 3, 2024
Read this 25 years ago and adored this book. It's hilarious and profound.
Profile Image for Geert.
380 reviews
September 10, 2023
This is not a novel. It is rather a sociological study of a typical village in sicilia and its history, recorded in 1955. There are some well written parts, but it remains a well made study.
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