In una sanguinosa «notte dei fuochi», i seguaci del Regolamento vincono la loro battaglia. La sopravvivenza diventa una scommessa. A chiunque sarà proibito seguire i «segnali» che la natura offre da millenni alle creature viventi.
Nascosta fra le Rock Mountains, la Macchina cancella i ricordi dalla mente degli uomini. I suoi guardiani robotici vengono sguinzagliati ovunque. Ma qualcuno sfugge al controllo. Un gruppo di ragazzini «disadattati», per esempio, si rifugia tra i canneti di una palude. Qualcun altro, come l'Olandese, ribalta la propria «onorabilità», e da Eroe degli Spazi si trasforma in pirata.
Intanto, nel Cosmo, il pianeta Lima accoglie la policroma armata dei ribelli. Né bastano le astronavi governative per debellare i loro sogni. La vittoria spetta agli uomini che « cercano il luogo dove i miraggi si fanno realtà».
Dopo il successo di «Parola di alieno», Daniela Piegai ritorna con questa «Ballata per Lima», una storia d'azione e di meditazione, di drammi e di speranze. Il «messaggio» dell'autrice è che le nuove metamorfosi dell'uomo vengano intessute col filo della naturalità, non dell'artificio.
Incoraggiato dai consigli di Romina Braggion e Roberto Dal Piano, mi sono procurato questo volume, che mi sorprese vedere in edicola nell’80, quando era raro veder pubblicato un autore italiano: non parliamo di un’autrice! Posso solo ringraziarli per il consiglio. Alla sua seconda opera lunga, Piegai mostrava di avere già una voce originale e padronanza della forma romanzo; sfida i luoghi comuni, usando uno stile poetico ma non lezioso, emotivo e fiabesco ma rigoroso. La trama parte da una situazione tipica degli anni ’70: la società terrestre, mai stata un modello di libertà, cade definitivamente nelle grinfie di un’organizzazione opprimente e moralista; solo un pugno di ragazzini sfugge a una repressione via via più soffocante, creandosi un rifugio nelle paludi di Ravenna. Uno di loro, individuato, viene deportato in un pianeta-piantagione; lì incontrerà una maga, dedita alla divinazione, anzi forse testimone o burattinaia dell’azione.. che pianifica una fuga per lui. Ma intanto Vantek di Antares, pilota di prima classe, è colpito dalla sua prigioniera Anna (rea di aver sfamato alcuni prigionieri durante una deportazione) al punto di liberarla da una colonia carceraria e fuggire con lei. E intanto l’irrequieto Jan van Pelt detto l’Olandese, già pioniere dello Spazio Interno della galassia il cui solo nome incute timore reverenziale in qualunque cadetto della Marina Spaziale, si è unito ai pirati del Rosso. Tutti questi ribelli o spostati del nuovo ordine mondiale, per vari motivi, convergono su Lima, il pianeta dei fuorilegge, tollerato dai governi centrali perché utile scolmatore di elementi indesiderabili. Ma sulla Terra l’oppressione ha avuto un salto di qualità, quando una Macchina ha iniziato a centralizzare tutta l’informazione estratta dalle menti dei terrestri e a cercare di carpire anche quelle dei ribelli. L’assolutismo della Macchina non può tollerare nemmeno un pianeta disallineato: su Lima viene quindi mandata una spedizione di missionari e inquisitori. I nostri amici (compresi quelli rimasti nelle paludi di Ravenna), insieme a un paio di alieni davvero originali e buffi, dovranno organizzare la resistenza.. Astenersi appassionati di fantascienza tecnologica e d’azione; lo raccomando invece a chi ama la fantascienza umanistica, per l’eleganza e profondità delle osservazioni, la grazia delle scene, e il sottile umorismo che le accompagna.