Le strade dell'invasione sono infinite. Una sola delle nostre antologie non basterebbe a rispecchiare con un minimo di rappresentatività la ricchezza di questo che è sempre stato - e resta - fra i tre o quattro temi-chiave della fs. Con "Le strade dell'invasione" del presente numeroe le "Nuove strade dell'invasione" che usciranno nel prossimo, Urania presenta dunque la sua prima grande "Antologia in 2 volumi": oltre trecento pagine di narratori anglo-americani, in una solida opera da biblioteca. Micro-invasioni e mono-invasioni; invasioni cilindriche e cupoliformi; invasioni polari e lunari. E per finire, una "invasione retrospettiva" con la partecipazione straordinaria di un personaggio che ci riporta alle origini di ogni minaccia contro il nostro precario pianeta.
Indice: Eric Frank Russell - Il vegano (Legwork, 1956) Walter M. Miller Jr. - La cupola nel deserto (Secret of the Death Dome, 1967) Robert Moore Williams - Incognita lunare (Peace Corps, 1966)
The editorial team of Carlo Fruttero and Franco Lucentini, particularly notable for their (controversial) curation of the Urania series of fantascienza (science-fiction) compilations from 1964 to 1985.
La prima parte di questa antologia riunisce tre racconti lunghi di fantascienza anni ‘50, dove la lunghezza, come spesso accade, è inversamente proporzionale alla qualità. Il meno lungo e più bello è “Il Vegano”, di E.F.Russell, del 1956, a cui è dedicata anche la bella copertina di un Thole allora in una fase più psichedelica che simbolica: ottimo esempio di subdola invasione, apparentemente inarrestabile come quella descritta in “Schiavi degli invisibili” dello stesso Russell: ma anche qui l’uomo saprà reagire con intelligenza, determinazione, durezza e capacità di collaborazione.. oltre che tanto “Legwork” (titolo originale), ovvero “sgobbo”. Pur nello spazio limitato di un racconto conosciamo un protagonista-investigatore molto simpatico, che avrebbe meritato di comparire in altri racconti. Russell è un uomo degli anni ’40 e ’50, con valori molto diversi dai nostri: se gli alieni sono un pericolo, l’uomo ha diritto di fermarli in qualunque modo e di difendere la propria civiltà senza troppi sensi di colpa.. “La Cupola nel deserto” (Secret of the death dome) è addirittura del ’51: l’intera carriera di Walter M. Miller jr è contenuta negli anni ’50, quindi questo è uno dei suoi primi racconti. Miller JR descrive un’altra invasione, questa volta fin troppo vistosa e inquietante: da anni un’enorme cupola impenetrabile si è posata in un deserto negli USA, e da lì i marziani all’interno operano sequestrando umani da sottoporre a esperimenti, e comunicando all’umanità solo quello che ritengono necessario.. A trovare il modo di reagire sarà un coraggioso soldato, motivato dall’uccisione del suo più caro amico ma anche dal desiderio di non sfigurare davanti alla bella vedova di lui, già sua fidanzata in passato. Se aggiungo che per ragioni di studio degli alieni l’amico è stato mutilato dei genitali, si intuisce una certa ambiguità umana del racconto; ma nonostante queste pulsioni sotterranee, sostanzialmente è un buon racconto di avventura con elementi di fantabiologia, ma lontano da capolavori di Miller jr come “Servocittà” o “Ti ho fatto io”. “Incognita lunare” (Peace corps) è addirittura del ’66, ma Moore Williams vi si conferma autore di buona space opera, inevitabilmente fuori tempo massimo di una ventina d'anni: nel '66 misteriose forme di vita lunari che attentano all'umanità, che verrà salvata da un manipolo di eroi pronti al supremo sacrificio, nonostante i torbidi e non ben definiti complici umani..