Aleksej, il nostro protagonista, è a Venezia all'interno di una bottega di un antiquario, alla ricerca di qualcosa di particolare. Il tempo passa, le cianfrusaglie sono innumerevoli, ma di poco conto, poi ecco che scorge nell'oscurità un oggetto che davvero lo colpisce subito: uno specchio. Lo compra e se lo porta a Mosca, ma quello che ha comprato si rivelerà qualcosa di buono o meno oppure addirittura qualcosa di totalmente inspiegabile?
Cajanov, autore perlopiù sconosciuto in Italia, è un intellettuale russo studioso di economia agraria, vede nella vita contadina la vera rivoluzione. Per l'occasione scriverà il romanzo "Viaggio di mio fratello Aleksej nel paese dell'utopia contadina", per esporre, appunto, la sua personale rivoluzione futura. Opera che ha influenzato Zamjatin nella stesura di "Noi" ed ipoteticamente anche Orwell per "1984". Totale genio incompreso, verrà arrestato e condannato a morte per cospirazione dalle bande assassine staliniane.
Il tema del doppio raccontato con piglio onirico e poetico. Le sfumature, che trasudano dalle pagine di questo racconto, rendono l'atmosfera crepuscolare e molto intimista, l'interiorità è così sublimata da risultare estremamente tangibile ed inquietante!
Ottima scoperta, da recuperare.