Cinque Dee, belle in modo assurdo e spaventosamente potenti, insieme al Dio Mas e al Dio Dahan esercitano il loro dominio sulle cinque Terre che compongono Penthànweald, ma la loro litigiosità è tale da rendere impossibile la condivisione di tempi e intenti. È così che gli Inferi danno vita a una creatura fantastica, la Fanciulla delle Fiamme, che solo nel momento in cui avrà piena consapevolezza della propria forza, potrà decidere di diventare la sovrana assoluta. Fino ad allora sarà per tutti l’Erede, avversata ed egualmente temuta, ricercata con ogni mezzo per poter essere eliminata prima di compiere la sua scelta… Morwen compare a Thera su richiesta di Re Ashiwar. La Dea Lash sta scatenando il putiferio nella Terra degli Uomini e c’è bisogno che la giovane cominci a saldare il suo debito di gratitudine nei confronti del sovrano che l’ha accolta a dispetto della sua pericolosità. Ma lo scambio di favori non è esattamente quello che l’anziano Re si aspettava…
Sono un'autrice italiana di romantasy, dark contemporary romance ed erotic suspense. Amo le storie d'amore intense e piene di angst. Quando non scrivo, mi piace leggere, guardare film e serie tv e prendermi cura dei miei gatti.
Ho finito di leggere questo libro, l'altra sera!!! devo dire che mi è piaciuto molto!!!la storia è molto intrigante ed originale, e finalmente ho letto di una ragazza forte!!! Di solito leggo, di ragazze fragili, che hanno bisogno di protezione!!in questo libro no!!è l'uomo ad essere protetto!!è l'uomo che è fragile, e questa cosa mi è davvero piaciuta!! Davvero FINALMENTE, perchè devo dire che questo particolare mi stava stufando in un libro!! Il risveglio del fuoco è stata una vera rivelazione!! un libro pieno d'azione, ma anche di sentimento!! Complimenti alla scrittrice!!! Sono curiosa di leggere il continuo!!!
Ero un po' indecisa sul voto, ma di solito cerco di essere di manica larga sugli esordienti italiani. La mia indecisione è dovuta a una serie di fattori: il libro è edito da una CE a doppio binario, l'autrice ha dovuto pagare da sé l'editing, un editing non proprio perfetto. Tra le cose più fastidiose ho trovato una gestione dei POV non sempre chiara -soprattutto all'inizio, quando i personaggi sono tanti e i nomi difficili da memorizzare- che rallenta la lettura. I dialoghi a volte sono forzati o poco credibili, così come qualche passaggio, niente di irrisolvibile con un vero editing. I due protagonisti si comportano, in buona parte per la loro natura, come due adulti, ma si fanno troppe pippe mentali inutili e hanno un modo adolescenziale di rapportarsi ai sentimenti, in realtà a metà libro si scopre che sono poco più che ragazzini, però rimane qualcosa che stride. La stessa storia d'amore (innamoramento in tre, quattro giorni, dichiararsi amore "per sempre" subito dopo, ecc) è fanciullesca, forse non necessariamente un errore, ma, per i miei gusti, fastidioso, stessa cosa per la ripetizione degli occhi rosa di lei e della bellezza di lui. Nonostante questo, l'autrice presenta una trama originale, pur mantenendo uno dei temi del fantasy classico (quello della ricerca di uno o più oggetti magici). Dà vita a una protagonista fuori dagli schemi, Morwen, quasi un'antieroina, una mezza divinità (perché non è ancora dea) con le insicurezze di un'adolescente che non sa cosa fare del suo destino -già scritto?- e nell'insieme ben caratterizzata; per essere una che spiaccica teste ovunque, tortura bambine e si nutre di carne umana, in poche pagine e in pochi giorni, piange un po' troppo per problemi di cuore... Lui non mi ha colpita molto, in compenso ho apprezzato tantissimo Hurrichein, il cavallo alato, Re degli Inferi, che non è un semplice animale, bensì un vero comprimario: nonostante non parli con le parole, l'autrice riesce a gestire molto bene la sua personalità. Mi incuriosisce molto la piccola Kamria, allegra come se fosse più piccola dei suoi 13 anni, reagisce ad alcuni eventi da persona matura. Belli i vari mondi descritti con fantasia; scorrevole la scrittura; ci sono solo un paio di refusi. Molta avventura e molta azione, qualche scena da cui non si capisce bene come Morwen riesca a uscire. Credo che l'autrice lo abbia scritto a vent'anni, c'è tempo per crescere... Si tratta del primo libro di una saga e il finale è molto aperto, rimangono tante domande su storia e personaggi, ma anche sui particolari: Perché Galadir non si brucia facendo l'amore con Morwen? Perché Morwen non si nutre da due anni? Perché una delle cattive non ha ucciso Galadir quando poteva? Se dovessi leggere il seguito, vi farò sapere…
Ho voluto davvero tanto questo libro, ma, una volta a casa, ho iniziato a guardarlo con diffidenza e i mesi sono trascorsi, mentre altri romanzi si accumulavano nella pila per venir letti prima. E volete sapere com'è finita quando mi sono decisa a leggerlo? Mi sono insultata. Sì, perché il prologo è stato sufficiente non solo a smentirmi, ma ad entusiasmarmi e, vi dirò, è una cosa di cui ho imparato ad aver quasi paura: fino all'ultima pagina, mi aspettavo lo scivolone e temevo che in qualche modo mi avrebbe delusa. Invece la mia lettura è proseguita senza intoppi (se non si considerano gli esami) e, pagina dopo pagina, mi sono addentrata dentro il Regno di Penthànweald, scoprendo tre delle straordinarie Terre che lo compongono ed affezionandomi sempre più ai protagonisti.
Moltissimi anni orsono, Penthànweald – la nostra Grande Terra – era abitata dagli umani. Non vi erano Terre, tutto era una sola cosa. Otto città sorgevano; otto, come gli Dèi di Penthànweald. Essi avevano deciso di vivere tra la gente, ma erano obbligati a tornare nel proprio Regno dopo un periodo prolungato di permanenza nella Grande Terra. Così decisero di trasferire, mediante la magia, i loro rispettivi Regni nelle città dove risiedevano. Ma Penthànweald non è nata per gli Dèi e non riesce ad ospitare più di un Regno. Fu così che gli Dèi si riunirono per decidere chi si sarebbe stabilito su Penthànweald.
Questo fu motivo di discordia e dalle fiamme degli Inferi nacque una Dea. Era così potente e temuta dalle altre divinità che, per proteggerla, gli Inferi la abbandonarono su Penthànweald. La Regina degli Inferi è la conturbante Morwen, che deve ancora diventare una Dea quando si trova a salvare la vita di Kamria, la principessa di Thera, nonché sorella del bellissimo Galadir. Scommetto che, leggendo Morwen e bellissimo Galadir, avete già immaginato che la diffidenza e l'ostilità tra i due si trasformerà molto presto, ma non immotivatamente, in un amore profondo e quasi spaventoso. La loro reciproca dipendenza, però, non è mai stucchevole e la passione non si scatena improvvisamente, bruciando le tappe. Anzi, io l'ho attesa quasi fremendo e mi sono potuta gustare la trasformazione dei loro sentimenti senza salti logici. L'incontro tra Morwen e Galadir potrebbe essere un episodio isolato, se non che il Re Ashiwar ha bisogno dell'aiuto della letale Regina: la Dea Lash vuole la Terra degli uomini e per fermarla occorre recuperare i suoi Cinque Cristalli, ma non c'è motivo per cui Morwen accolga la richiesta del sovrano di Thera. Gli affari degli uomini e degli Dèi non la riguardano. Anche se, come intuirete, qualcosa la farà cedere e, in compagnia di Galadir, partirà alla ricerca dei Cristalli. Indifferente e spietata, Morwen è un'eroina anticonvenzionale. È vero: siamo ormai abituati al topic dell'eroe pericoloso, bellissimo e letale, ma tanto per incominciare abbiamo una declinazione al femminile (e questo dovrebbe essere a mio avviso sufficiente motivo di giubilo), e una caratterizzazione complessa e sfaccettata del personaggio. E non crediate che l'amore provochi in lei una trasformazione tale da renderla una creatura pura e innocua. Oh, no! Siamo ben lontani da questo: Morwen, al contrario, è crudele e determinata e, se ritenuti un mezzo adeguato, non esita a spargere sangue e morte. Tuttavia i sentimenti per Galadir, che la rendono vulnerabile (scopriremo fino a che punto), la avvicinano al lettore conferendole uno spessore psicologico che non ha eguali all'interno del libro, sebbene ogni personaggio sia ben caratterizzato e abbia un proprio passato. Morwen è accompagnata e protetta da Hurrichein, Signore degli Inferi e possente cavallo alato. Non mi è mai capitato di trovare una personalizzazione simile di un animale, tanto che utilizzare questo termine mi sembra quasi un insulto per Hurrichein. Il Signore degli Inferi occupa, infatti, un ruolo di primo piano, divenendo attivo protagonista in dialoghi e battaglie. Come ho già detto, ogni personaggio ha una sua storia e, soprattutto, i suoi oscuri segreti. I personaggi da cui Morwen e Galadir devono guardarsi sono molti, ma non si sono ancora mostrati in tutta la loro potenziale pericolosità, nonostante la conclusione che mi ha quasi strappato un urlo di frustrazione per la mancanza del seguito. La Regina degli Inferi è una saga, perciò non aspettatevi la parola fine: troverete, invece, una sospensione della narrazione quasi filmica. Ho il terrore di spoilerarvi qualcosa per cui cercherò di contenermi e non vi rivelerò null'altro. È giusto che scopriate voi stessi Penthànweald proprio come ho fatto io. Ho apprezzato molto lo stile di Chiara, ricco di descrizioni e aggettivazione, quasi ridondante. Le sbavature sono minime e del tutto trascurabili alla luce di una strutturazione sociale, culturale e persino storica, curata nel dettaglio. La terza persona della voce narrante lascia spazio ai pensieri diretti dei personaggi, con i pregi di non rendere difficoltosa la lettura e di alleggerirla, strappando spesso un sorriso e rendendo possibile un'efficace immedesimazione. Sono davvero contenta di aver finalmente letto Il risveglio del fuoco e mi pento di non averlo fatto prima perché Chiara è un'eccellente rappresentante del paranormal romance italiano e il suo romanzo ha raggiunto un ottimo risultato. E ora la domanda fatidica: il seguito? Si intitolerà Prigionia Mortale, ma dovremo attendere ancora un po' (autunno-inverno 2013). Nell'attesa leggerò Assaporare il fuoco, un racconto erotico interno al primo volume della saga.
"Il Risveglio del Fuoco" è il primo libro della saga "La Regina degli Inferi" dell'esordiente Chiara Cilli; una piacevole sorpresa nel panorama fantasy italiano. Il libro è ambientato nel mondo di Penthànweald, formato appunto da cinque terre ognuna sotto l'influenza di una Dea diversa (più due divinità maschili che per ora non compaiono), oltre a una che ancora non ha deciso se accettare o meno il suo ruolo: Morwen. Lei è la Fanciulla delle Fiamme scelta dal Regno degli Inferi come Regina-Dea, pertanto è un essere di straordinaria bellezza (corpo statuario, capelli corvini e occhi splendenti come diamanti rosa), capace però di compiere atti sanguinari perché di natura irascibile e cannibale, quasi come un demone. Morwen è perseguitata dalle altre divinità che vogliono impedirle di compiere la sua scelta perché avrebbe conseguenze devastanti su tutta Penthànweald, perciò si nasconde nella Terra degli Uomini, precisamente nel Regno di Thera sotto la protezione di Re Ashiwar, tuttavia, per una serie di coincidenze, è proprio questo il luogo che segna l'inizio del cammino che la porterà alla decisione definitiva. Solitaria e noncurante degli esseri umani alle prese con l'improvvisa avversione della Dea Lash, Morwen decide infatti di aiutarli, complice una scommessa persa con il giovane Principe Galadir, figlio di Re Ashiwar; la missione prevede il recupero dei cinque cristalli di Lash sparsi per le varie terre di Penthànweald, tali cristalli sono infatti l'unico mezzo per sopraffare la Dea Lash. Ad accompagnare Morwen, il fedele Cavallo Alato Nero, nonché Signore degli Inferi, Hurrichein, poi c'è il Principe Galadir che di Morwen non conosce il passato né la vera natura, ma essendo terribilmente attratto dalla ragazza, insiste per partecipare all'impresa... Già dalla trama emergono intrecci e intrighi: si tratta infatti di una storia complessa, di alleanze segrete, destini avversi, e passati tenuti all'oscuro, cui va ad aggiungersi il conflitto interiore della protagonista, continuamente in lotta tra il negare e disgustare la propria natura e l'abbandonarsi ad essa; tra ragione e istinto. Morwen è un personaggio dai forti contrasti, potremmo dire "eroina malvagia" se non fosse che anche queste due definizioni contraddittorie si contraddicono a loro volta quando vediamo Morwen ragionare come una persona comune, da essere umano più che belva, talvolta addirittura fragile, e non è nemmeno sempre così cattiva, poiché capace di provare anche compassione. Essendo una creatura degli Inferi dovrebbe muoversi seguendo il sentimento d'odio, tuttavia certe sue azioni dimostrano che non è immune a quell'emozione "disgustosa" (come direbbe lei) che è l'amore. Il Principe Galadir è un po' l'occasione di Morwen per cambiare; un'alternativa a quel destino. Galadir è simile a Morwen in diversi aspetti, ad esempio sono entrambi testardi, e anche lui sembra tronfio di sé ma appena cambia il punto di vista scopriamo che cela timori e debolezze; soprattutto i due sono accomunati dal fatto che qualcun'altro ha scelto per loro il loro destino, ma non mi sbilancio per non cadere in questo succulento spoiler. Galadir, comunque, si differenzia per via della sua determinazione: agisce d'impulso, spesso senza pensare alle persone che lo circondano (diversamente da Morwen lui ha una famiglia, tra cui la sorellina Kamria, un altro personaggio importante) e sembra avere gli obiettivi chiari, tanto che non c'è niente che lo sconvolga; nemmeno certe rivelazioni lo portano a tentennare. Oltre a quello di Morwen e Galadir, un altro legame che mi ha colpito è stato quello di Morwen con il Cavallo Alato Hurrichein: mi è piaciuta la sincronizzazione fisica ed empatica, poi l'atteggiamento di lui severo e austero alternato a tenerezza e protezione, il tutto a dimostrare quanto tenga alla ragazza (sembra agire pensando sempre al suo bene). Anche Hurrichein è un personaggio ben caratterizzato; la sua personalità evince nei particolari dei suoi movimenti. Gli scenari delle varie terre di Penthànweald sono descritti quanto basta per immaginarli in tutta la loro spettacolare bellezza, specie il luogo d'incrocio tra le Terre dove ogni cascata diversa è l'accesso a una terra nuova; tanto di cappello alla fantasia dell'autrice! Su tutte mi ha colpito l'originalità del Deserto Vivo. Non si può dire la stessa cosa, però, del prologo: il testo è pesante, le descrizioni sono eccessive (per ogni oggetto c'è un aggettivo, ma proprio per qualsiasi oggetto!), inoltre difficilmente si comprende chi è il soggetto dell'azione, complice il fatto che anche gli oggetti sembrano animarsi quasi avessero volontà propria. Confesso che questa parte del testo mi aveva demoralizzato: siamo all'inizio del libro, la parte che dovrebbe invogliare il lettore, invece ho dovuto leggere quelle pagine per tre volte prima di riuscire a capirne il senso! Fortunatamente, dopo quelle quattro pagine il registro cambia totalmente, con una scrittura fluida che, lasciatemelo enfatizzare, scorre che è un piacere. "Il Risveglio del Fuoco" è un ottimo inizio per una saga che promette bene, specie con quel finale in sospeso che, da una parte, avrei lanciato il libro fuori dalla finestra (se penso a quanto dovrò aspettare...!), ma intanto che facevo questi pensieri me lo tenevo ben stretto tra le braccia. Spero vivamente che l'autrice ci regali il seguito al più presto; è dura resistere quando sul finire si mischiano le carte in tavola, s'introducono figure interessanti come quelle dei "Protetti", e si stravolge la protagonista... complimenti all'autrice!
Galadir si fece serio, guardandola. <> Lei si girò istintivamente verso di lui, catturata da quelle parole. Galadir posò la mano sulla sua e una scossa elettrica colpì la donna, che gelò al contatto. <> continuò il giovane. Le prese anche l’altra mano, facendola girare completamente verso di lui. <>
Eccomi qui a parlare dell'inizio di una nuova serie di genere fantasy, da parte di una giovane esordiente italiana che ci fa conoscere Il Risveglio del Fuoco, il primo libro della serie La Regina degli Inferi.
La protagonista della storia è Morwen, una ragazza dall'aspetto fisico molto seducente, con lunghi capelli color della notte, un incarnato etereo e delicato e con la particolarità di avere gli occhi del colore splendente di due diamanti rosa.
Morwen è stata scelta per diventare l'Erede, la Regina degli Inferi che governerà su tutti gli otto Dei che regnano sui territori che costituiscono la grande terra di Penthànweald. Lei però non accetta questo suo destino e per molti anni, si nasconde in uno di questi territori – La Terra degli Uomini – mentre i Protetti – esseri umani con particolarità speciali, assoggettati ognuno al suo Dio (o Dea) gli danno la caccia per tutto il regno.
Fino a quando un giorno Morwen, viene chiamata dal re della Terra degli Uomini, il quale richiede il suo aiuto per liberare la sua patria dalla minaccia di Lash, la Dea dei cristalli. In un primo momento Morwen, non acconsente a dare il suo aiuto, per paura di essere trovata dai suoi ricercatori, ma incastrata dopo una futile scommessa dall'attraente principe, figlio del re, Galadir, inizia con lui e il suo fidatissimo Hurrichein - potente e unico cavallo alato nero, anche lui Signore degli Inferi, importante personaggio nella storia, al pari di Morwen e Galadir - un viaggio alla ricerca dei cinque cristalli, nascosti nei regni confinanti, con i quali si potrà essere in grado di uccidere la Dea.
Un viaggio fantasioso, con scenari incantevoli, misteriosi e sempre variegati; personaggi semplici ma sempre diretti e luoghi unici nel loro genere e nella loro originalità.
Morwen ad esempio racchiude in se stessa aspetti caratteriali diversi e contrastanti tra loro. Lei è brutale, crudele e innatamente cinica con una sensualità quasi inconsapevole; ma mentre la storia procede, si scoprono di lei nuove sfaccettature come la paura e l'amore verso gli altri, tanto da renderla incauta e disattenta durante la sua missione.
Galadir appare subito come un ragazzo forte e sicuro di se stesso, nato per essere principe e un degno soldato del regno. Di fronte alla dura e spietata Morwen, non ha mai tentennamenti anzi è subito spronato dal suo forte ego per conquistarla.
Il rapporto che nasce e cresce tra Morwen e il principe Galadir, è messo subito in evidenza; un amore intrigante ed eccitante, senza bisogno di troppi sotterfugi o giri di parole, semplice e diretto : io voglio te, tu vuoi me; un amore che passa dalla pura dolcezza all'ossessione, sfiorando un profondo parossismo.
Volendo muovere delle critiche, ne farò solo due, piccole piccole: a mio avviso, essendo un libro d'esordio per una nuova serie che, se i risultati andranno bene, sarà composta in tutto da quattro episodi, la copertina avrebbe potuto essere un po più studiata, tanto da renderla più carina e meno spigolosa, anche se in effetti rispecchia in pieno le caratteristiche dei protagonisti, ma guardandola a primo impatto mi è venuta in mente la parola “bruttina”. E poi il ripetersi un po spesso della caratteristica descrittiva degli occhi della protagonista, che alla fin fine potrebbe apparire superfluo e un po fastidioso.
Devo ammettere comunque che l'autrice è riuscita a stuzzicare la mia curiosità. Qualche segreto è stato svelato e l'attesa per gli altri che verranno, ha messo in moto le aspettative per la prossima avventura, che spero sinceramente non tardi ad arrivare. Complimenti Chiara.
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La scrittrice ci accompagna in questo mondo fantastico dove re , stregoni , cavalieri e cavalli alati, sono i principali personaggi di questa bellissima storia, divisa in quattro episodi (libri). L’ambientazione e i personaggi sono descritti bene e la trama è scorrevole e coinvolgente. La protagonista è Morwen, una ragazza pericolosa e spietata, dal corpo perfetto: carnagione pallida, bellissimi capelli lunghi e neri e per occhi, due diamanti rosa che ti feriscono con uno sguardo. La sua unica compagnia è Hurricane, uno stupendo cavallo alato nero, con il quale ha un legame fortissimo . Il lui protagonista, è Galadir, un principe bello come il sole e gli occhi color del miele. Quando si incontrano, Galadir rimane attratto, contraccambiato, da Morwen. Inizia così, tra i due, una bellissima storia d’ amore, ma purtroppo impossibile. A causa di uno promessa, i due protagonisti, partono alla ricerca dei Cristalli che servono per fermare la Dea Lash….. Oltre a Galadir e Morwen, ci sono altri personaggi che vorrei segnalarvi : il misterioso Andrer, la principessa Kamria e l’oscura Regina Mewar . E’ una lettura che consiglio, adatta a tutte l’età e non esclusivamente ai più giovani. Complimenti alla scrittrice per il suo stile… spero che non mi facciano aspettare molto per il seguito. Prima di concludere, vorrei citare due frasi del libro: Morwen : “Non potevo più nascondermi . Non è da me farlo. Non potevo più far finta di non essere quella che sono. Mi hanno concepita con uno scopo: regnare su tutti gli Dèi . Ma ho avuto paura e sono fuggita. Non posso vivere senza magia, c osì ho deciso di tornare…. Ma è difficile prendere una decisione , Principe. Non so se sia meglio morire o essere Dea. Io non lo so……..” Galadir: “Potrebbe esserci l’oscurità più totale ,ma io troverei comunque i tuoi occhi, continuò il giovane . Potrei essere cieco ma ti troverei seguendo il tuo profumo…..” Le motivazioni del mio voto: Non ho dato un voto pieno per due motivi: nella storia sono presenti delle parole magiche, il cui significato è scritto nelle ultime pagine risultando alquanto scomodo per la lettura, la grafica non mi ha particolarmente convinto .
Questo libro è stato recensito per Romanticamente Fantasy Sito da Zizasabri:
La scrittrice ci accompagna in questo mondo fantastico dove re , stregoni , cavalieri e cavalli alati, sono i principali personaggi di questa bellissima storia, divisa in quattro episodi (libri). L’ambientazione e i personaggi sono descritti bene e la trama è scorrevole e coinvolgente. La protagonista è Morwen, una ragazza pericolosa e spietata, dal corpo perfetto: carnagione pallida, bellissimi capelli lunghi e neri e per occhi, due diamanti rosa che ti feriscono con uno sguardo. La sua unica compagnia è Hurricane, uno stupendo cavallo alato nero, con il quale ha un legame fortissimo . Il lui protagonista, è Galadir, un principe bello come il sole e gli occhi color del miele. Quando si incontrano, Galadir rimane attratto, contraccambiato, da Morwen. Inizia così, tra i due, una bellissima storia d’ amore, ma purtroppo impossibile. A causa di uno promessa, i due protagonisti, partono alla ricerca dei Cristalli che servono per fermare la Dea Lash….. Oltre a Galadir e Morwen, ci sono altri personaggi che vorrei segnalarvi : il misterioso Andrer, la principessa Kamria e l’oscura Regina Mewar . E’ una lettura che consiglio, adatta a tutte l’età e non esclusivamente ai più giovani. Complimenti alla scrittrice per il suo stile… spero che non mi facciano aspettare molto per il seguito. Continua a leggere...
E quindi? E mo’ che succede? Il risveglio del fuoco è il primo libro della saga La regina degli inferi, e quando leggi una serie fondamentalmente lo sai che i libri si interrompono sempre sul più bello, ma se l’ho fanno nel momento in cui ti hanno incuriosito di più ti scoccia sempre un po’ (fortuna che è completa e che non devo disperare nell’attesa). Il libro ricrea un intero mondo parallelo popolato di eroi, antieroi, aiutanti, magie e cavalieri e cavalli alati che sono quasi più fighi dei personaggi, anzi se si tratta del re degli inferi sono decisamente più fighi dei personaggi in cui i destini di 7 Dei e dei loro protetti, dei 5 mondi e di un mortale in particolare sono intrecciati a doppio filo a quello dell’Eletta. L’erede al trono degli inferi dagli occhi rosa, cinica, bellissima e spietata come ogni cattivo che si rispetti ma che si ritrova a dover indossare anche i panni dell’eroe per mantenere la promessa fatta all’uomo che ama. Le regole vogliono che l’eroe superi determinate prove per assurgere a tale ruolo e soprattutto che venga riconosciuto tale, mi chiedo quante altre prove dovrà ancora superare Morwen oltre a quella implicita nel cliffanger e cosa sceglierà alla fine tra l’amore e il potere? Ci sono altri cristalli da recuperare, scelte inesorabili da compiere e persone da ritrovare, ma basterà l’amore di Galandir a far tornare a brillare gli occhi rosa della nostra Erede?
Ho iniziato a leggere questo libro senza nemmeno aver dato un'occhiata alla trama e man mano ke proseguivo kn la storia mi ha presa sempre più.. La storia è coinvolgente, x nulla scontata, ti trasporta in un altro mondo.. Amo i personaggi, le vicende, la descrizione delle varie location e nn riuscivo a staccarmi dal libro.. Nn vedo l'ora di sapere km prosegue..!! Un libro ke sicuramente consiglio di leggere..!
Non sono riuscita a finirlo. L’idea di base mi sembra molto interessante e carina, ma il modo in cui è scritto rende tutto molto confuso. Fatico a trovare le motivazioni dei comportamenti dei protagonisti (di cui il mio preferito è il cavallo) e la parte romance è molto forzata. Le parti nelle quali vengono narrate le difficoltà e le battaglie affrontate dai protagonisti risultano molto piatte e poco chiare. Spero più avanti di poterlo rileggere e magari portarlo a termine e rivalutarlo.
Un fantasy a tutti gli effetti, con tanta avventura, combattimenti, amore, ambientato in una terra affascinante e con due protagonisti dal gran temperamento!:) Potete leggere qui la mia recensione completa: http://leggendariamente.blogspot.it/2...
Non sono un'amante del fantasy made in Italy, ma avevo sentito parlare molto bene sia del libro che dell’autrice in generale, per cui ho deciso di dargli una possibilità. Non è che avessi aspettative altissime, quindi, ma nemmeno così basse.
Ho trovato la storia un po’ confusionaria, soprattutto nella prima parte: il racconto, infatti, inizia in medias res e non si capisce praticamente nulla di chi siano i personaggi e del perché si comportino come fanno. Ci sono solo un’accozzaglia di cose da fare e luoghi (inesistenti) da visitare, messi lì praticamente a casaccio. Diciamo che per lungo tempo ho seriamente pensato di abbandonare il romanzo, e non so bene quale forza di volontà mi abbia convinto a continuare. Che poi in tutto questo tempo succedono un sacco di cose, ma nessuna è davvero degna di nota e vengono raccontate in modo tale che non sembrano quasi delle avventure, come invece dovrebbero essere. Andando avanti, ma mooolto avanti, la storia diventa sempre meno nebulosa e il quadro generale diventa più chiaro, grazie a delle spiegazioni messe qua e là del mondo creato dall’autrice. Questo ha reso la seconda metà del romanzo molto più piacevole e davvero leggibile, tant’è che l’ho letta in un paio d’ore.
I personaggi mi hanno fatto tutt’altro che impazzire, che ho deciso essere un modo gentile per dire che non li ho sopportati. Morwen, la protagonista femminile, in primis. Dovrebbe essere una creatura invincibile, sadica e crudele, ma in realtà passa più tempo a farsi pippe mentali che altro, non riuscendo mai a prendere una decisione sensata senza parlarne per pagine e pagine. Galadir, invece, si presenta come un personaggio forte e sicuro di sé, ma già dopo poche pagine si scopre che non è per nulla così. La storia d’amore tra loro l’ho trovata infantile e banale e soprattutto molto forzata, con delle dichiarazioni d’amore al limite del vomitevole (e ve lo dice una che legge un sacco di romance, per cui ormai dovrebbe esserci abituata); inoltre si tratta di un insta-love (perché questi due alla fine passeranno insieme sì e no una settimana), che io nel 90% dei casi odio con tutta me stessa (e questo è uno di quei casi).