Due donne. Sulle spalle dell'una il fardello della malattia, su quelle dell'altra il peso di un matrimonio fallito. Un giorno qualunque, un incontro a sorpresa illumina le loro solitudini e trasforma il vuoto e il dolore in un'imprevista, ilare leggerezza. Dalla penna dell'autrice che Jonathan Franzen ha definito "la più grande narratrice vivente del Nord America", due racconti indimenticabili che mettono a nudo le emozioni.
Collections of short stories of noted Canadian writer Alice Munro of life in rural Ontario include Dance of the Happy Shades (1968) and Moons of Jupiter (1982); for these and vivid novels, she won the Nobel Prize of 2013 for literature.
People widely consider her premier fiction of the world. Munro thrice received governor general's award. She focuses on human relationships through the lens of daily life. People thus refer to this "the Canadian Chekhov."
Sono confusa da tanta lancinante bellezza. Confusa e felice, come nella canzone di Carmen Consoli. Confusa da tanta profondità, felice per la grazia che trovo nelle parole di Alice Munro, per la sua capacità di penetrare fino in fondo all'anima. E proprio oggi, che ancora si parlava di bellezza, superficie e profondità, è bello trovare racconti così: rigogliosi, tenaci, fragili, lussureggianti come i boschi, i prati e i fiori spontanei che nelle sue storie sembrano quasi voler avviluppare e proteggere dalla vita. Cos'è in fondo un bacio, se non un ponte galleggiante sopra quel tappeto di ortiche che è la vita? «Quello che provava era una specie di leggerezza indulgente, quasi una voglia di ridere. Un fremito di affettuosa ilarità, che ebbe la meglio su tutto il dolore e il senso di vuoto, per il momento.» (Il ponte galleggiante)
«Ecco allora cosa si aspettava da me, che gli offrissi una consapevolezza ampllficata ed espansa della sua persona. Una consapevolezza più serena, si potrebbe dire, la sensazione rassicurante di qualcuno che foderasse di calore umano la sua solitudine. Non se lo sarebbe aspettato esattamente allo stesso modo, né sarebbe stato in grado di chiederlo con tanta disinvoltura, se fossi stata una donna con la quale non sentisse un legame profondo.» (Ortiche)
In entrambi i racconti, presenti nella raccolta Nemico, amico, amante... c'è la straordinaria capacità di Alice Munro di mettere a fuoco i sentimenti , i pensieri più segreti dei personaggi , con una sensibilità e una perspicacia davvero non comuni
Il ponte galleggiante
Jinny è una donna che sta attraversando il proprio personale ponte galleggiante, una donna in bilico sul suo destino , in equilibrio precario ... In lei c'è il sentirsi distante dagli altri (proprio di chi è malato)e la distanza tra quello che si prova davvero ,e quello che si lascia trasparire a chi si ama ,quando nella vita viene il momento in cui bello e brutto svolgono più o meno la stessa funzione, quando tutto ciò che guardi altro non è che un gancio a cui appendere sensazioni scomposte del corpo e i brandelli della mente Qualcosa di inatteso, una fuga in un furgone a luci spente, fino a guardare le stelle a galla su una palude scura come il the nero riuscirà a regalarle un fremito di leggerezza, uno stupore , una nuova voglia di sorridere
Ortiche
Il mio preferito! Racconto intimo, intenso, di rara e delicata bellezza che parla di legami ,quelli veri ... Con un'introspezione che rifugge un banale sentimentalismo e una sorprendente abilità nel trasmettere sensazioni molto private (e molto dolorose) attraverso piccoli gesti come quando Mike, il suo migliore amico , un giorno se ne va e tutto il vuoto e la tristezza di quel mancato addio sono in una frase "nessun cenno con la mano, nessuna testa voltata all'indietro verso di me ,o al contrario, non voltata apposta" e sono condensati in una secca descrizione "mancavano due sedie intorno al tavolo da pranzo" Un altro esempio : la protagonista divorzia ,va a vivere a Toronto ,in un piccolo appartamento in un quartiere multietnico , le figlie vanno a trovarla e poi non restano con lei ... la tristezza per quello strappo , l'enorme dolore che prova è tutto in un gesto , forte , eloquente (all'inizio non capivo ,ma come?)quell'infilare in un sacco della spazzatura i vestiti ,i giornaletti, i braccialetti lasciati in giro dalle figlie , per non averli davanti agli occhi costantemente , per "sigillare il cervello" e proteggersi un po' da quel rifiuto , da un altro abbandono Molto bella la riflessione sull'amicizia e sui legami profondi che possono resistere nel tempo ... quali sono? Non l'amicizia al femminile , pare di capire dal racconto o meglio un certo tipo di amicizia tra donne che è solo un rispecchiarsi una nell'altra un po' superficiale o legato a contingenze (molto amara la considerazione finale e cinica ,anche in tutti gli anni che la nostra amicizia impiegò a morire) Sunny è un'amica di vecchia data, il rapporto con lei è forte finché le loro vite sono parallele, le gravidanze "intrecciate", i figli piccoli, gli sfoghi a casa ora dell'una ora dell'altra ,sui litigi, il matrimonio, sulle passate ambizioni ,e anche rilassanti chiacchiere sulle letture...però poi c'è una divaricazione dei loro percorsi, una ha una vita familiare che l'appaga , l'altra divorzia , si trova a fare nuove esperienze, a gestire una nuova libertà (che è anche solitudine)è in una fase di crisi ... il segno di un progressivo e inevitabile allontanamento è l'impaccio del raccontarsi le proprie scelte, le mezze bugie ,che forse celano (male) una disapprovazione di fondo, un'invidia ...messi a letto i bambini ,"tornano amiche" ,sedute sul pavimento e con una bottiglia di vino ,parlando di libri anziché di vita (sottigliezza della Munro ,una cosa è chiacchierare e una cosa è comunicare )Ma è una fragile apparenza , non c'è né reale ascolto ,né condivisione Diversamente va con Mike , il suo amico del cuore , il suo primo amore ,la prima persona per cui ha provato eccitazione ,tenerezza ( mi svegliavo ogni mattina con la fame di vederlo ) Quando si rivedono dopo tanti anni e scoppiano a ridere (anch'io sono scoppiata a ridere leggendolo, tanto ero "dentro" la narrazione!!) si riconoscono subito, ritrovano con semplicità la complicità che c'era tra loro da bambini ...non c'è bisogno di tante parole o spiegazioni, anche se da adulti ,ciascuno con la propria storia personale, è diverso Non è più tempo di giochi ,di spensieratezza, c'è la realtà, molto dura e crudele a volte, da affrontare Comunque (bella la definizione di questa espressione - usata come una conclusione o un modo per comunicare qualcosa che non può essere formulato o pensato più compiutamente- ) quel legame con Mike resta indissolubile , nonostante non sia portato avanti, una ricchezza , una risorsa segreta e preziosa .
Il ponte galleggiante Ad una donna malata basta un incontro imprevisto, un sorriso, un cielo stellato che si riflette in uno stagno, un bacio lieve dato di sfuggita sopra un ponte galleggiante per dimenticare momentaneamente il dolore, la paura e il vuoto che avverte dentro, e ritrovare uno sprazzo di serenità.
Ortiche Una donna separatasi dal marito, mal sopportata dalle figlie, sfugge alla solitudine accettando di passare un fine settimana da un’amica. Sul posto incontra un vecchio amico d’infanzia che per breve tempo la trasporta, tra ricordi vaghi e complice un temporale, in un anfratto di innocente leggerezza e frivola felicità. Anche se ne escono entrambi pesantemente arrossati dall’ortica in cui si erano inconsapevolmente rifugiati.
Sono racconti che trattano con delicatezza e con una sfumatura di poesia due situazioni particolari in cui ci possiamo ritrovare un po’ tutte; disagi ben narrati, tutto sommato, ma pagano lo scotto della loro brevità; forse per questo non mi hanno particolarmente colpita. Sicuramente vi ho avvertito molta tristezza.
Dovrò leggere altro per farmi un’idea più precisa di questa autrice apprezzata da molti.
Contenuto nella raccolta "Nemico, amico, amante...", "Il ponte galleggiante" racconta la storia di una coppia di quarantenni che vive in un periodo difficile, la chemioterapia della donna.
Il racconto parte lento, con scarti, non succede quasi nulla. Poi c'è uno scatto. Si scatenano le emozioni, amori sospesi, malattie incombenti, desideri di tenerezze e di attenzioni. E gli elementi che ci fanno vedere immagini, collegate alle nostre percezioni, sono della stessa natura sentimentale: ponti su fiumi, fango, profondità trivellate.
Sentimenti senza sentimentalismi e misura delle parole, che non sono mai troppe.
Non avevo mai letto nulla di questa autrice, ma intendo leggere altro. Non la conoscevo, e quando sono andata in biblioteca per cercare i suoi libri, sono rimasta sorpresa nel non trovarli perché, dato che è morta di recente, tutti i suoi libri erano fuori! Questo comportamento mi fa sempre sorridere un po', come se uno venisse preso in considerazione solo dopo la morte. Questo è il primo che è tornato e il primo che ho preso in prestito.
Si dice che l'autrice abbia anche vinto un Nobel. Non ho verificato, ma non ho bisogno di sapere tutto questo per apprezzare la sua scrittura. La lettura di questo libretto è stata molto interessante e coinvolgente. È un volume pubblicato dal Sole 24 Ore, che include due racconti, estratti da una raccolta intitolata "Nemico, Amico, Amante...".
Le emozioni che ho provato leggendo questi due racconti sono state completamente diverse. Ho adorato il primo e ho detestato il secondo. Tuttavia, non sto dicendo che la scrittrice non ha scritto bene il secondo, ma ho trovato i suoi personaggi insopportabili. Nel primo, invece, mi ha presentato un personaggio tanto simile a me da rimanere affascinata dalla scrittura e dalla trama. Nonostante anche la trama del secondo racconto sia stata costruita alla perfezione, coinvolgeva personalità che trovo insopportabili anche nella realtà. Tutto ciò, però, mi ha permesso di capire quanto sia abile questa scrittrice con le parole a costruire realtà che suscitano emozioni, sia positive che negative.
1 Il ponte galleggiante
Ho incontrato un personaggio che si trova nella mia stessa situazione, ha il mio carattere e la mia stessa età, e sono riuscita a identificarmi così tanto con lei che questo racconto mi ha, per così dire, folgorato. Ammetto che all'inizio della lettura ero un po' confusa perché le informazioni non erano presentate in modo ordinato. Piuttosto, erano rivelate improvvisamente, quasi come se entrassimo in un cinema e il film fosse già iniziato. Quindi, il film prosegue secondo la sua logica, noi dobbiamo per lasciarci trasportare e capirlo, riuscendo a comprendere gradualmente tutto ciò che è accaduto prima. Il racconto è breve ma intenso, senza esagerare, rimane sempre credibile dall'inizio alla fine.
La credibilità è stata molto calzante per me, dato che sto vivendo la stessa esperienza della protagonista, Jinny. Lei analizza i comportamenti degli altri, li trova sgradevoli, ma allo stesso tempo, non riesce a fare nulla per sfuggire, è una sensazione che ho provato e che spesso provo. Cerca di parlare agli altri di certe cose che le stanno a cuore, ma gli altri cambiano argomento, ignorandolo. So cosa vuol dire. Le scene della vicenda non sono numerose, ma sono così significative e da me condivise, che ho adorato questo racconto breve, intenso, veritiero e coinvolgente.
Mi è piaciuto il modo in cui si è rifiutata di entrare nella casa degli estranei, preferendo inoltrarsi in un campo di mais. Avendo fatto lo stesso, capisco cosa significhi. Le scene sono semplici ma toccanti, non perché ti inducono a piangere, ma perché ti coinvolgono e ti rapiscono. Inizialmente, il libro sembrava piuttosto ostico, ma man mano che proseguivo la lettura, l'ho trovato sempre più affascinante. Sono stata lieta di aver scoperto questa scrittrice.
Il finale è intrigante e incompleto, rispecchiando l'intera storia che trasmette un senso di incompletezza proprio come è la vita. Questo aspetto la rende ancora più potente.
2 Ortiche
Non ho apprezzato questa storia. È scritta molto bene, coinvolgente, semplice e realistica, ma le persone presentate mi sono risultate indigeste. Dico persone, non personaggi, perché sono così ben definiti, mai banali, che sembrano persone reali. È come se stessimo parlando con qualcuno che ci racconta la sua storia, tanto che è scritto in prima persona.
Prima di tutto, ci sono riferimenti al passato, dove la protagonista riflette sul suo incontro da bambina con un altro bambino. Il padre della protagonista macellava cavalli per nutrire le volpi e i visoni che allevava, per poi fornirli ai pellicciai. Trovo impossibile apprezzare una storia che mi fa sentire male sia per i cavalli che vengono dati in pasto alle volpi e ai visoni, sia per questi poveri animali allevati per i pellicciai. Questi dettagli, non essenziali alla trama, non erano necessari e mi hanno disturbato molto. Tuttavia, questo non è tutto.
La storia torna poi al presente dove la narratrice incontra di nuovo quel bambino, ormai adulto come lei, per cui aveva provato un'infatuazione, ma che poi non ha più visto. Non mi piacciono i due personaggi e il modo in cui interagiscono. Non mi piace lei con la vita che conduce, è divorziata e vive come una donna sciocca. Lui è sposato e innamorato di sua moglie. Entrambi mi infastidiscono; non c'è nulla che mi piaccia nel loro modo di essere e di comportarsi.
La storia rimane realistica per tutto il tempo, comprese le azioni e le decisioni che tutti prendono. Tuttavia, non riesco ad apprezzare la storia perché non sopporto i personaggi e come si comportano.
La scrittrice ha dimostrato anche in questo racconto di essere abile con le parole e la trama. Tuttavia, l'ha creata in un modo che non riesco ad apprezzare.
Un amore che non rischia niente, ma che si mantiene vivo come una goccia di miele, una risorsa sotterranea. Con il peso di questo nuovo silenzio venuto a sigillarlo.
Giuro che avevo già inserito la Munro nella mia lista dei desideri in tempi non sospetti ma adesso, dopo il Nobel, non potevo più aspettare e così mi sono buttato su questi due racconti che avevo nei miei scaffali. Be', che dire? Tanta roba. E lo dice uno che spesso da questo genere letterario resta deluso. Però qui siamo su livelli altissimi: parole leggere, personaggi toccanti, storie carinissime. Eppure ci sarebbero tutti i presupposti per il dramma e lo sconforto tra chemioterapie e matrimoni falliti. Ma Alice Munro riesce in poche pagine a darci messaggi fortissimi attraverso i gesti e le parole di due donne che ti spiace di aver accompagnato per così poche pagine!