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L'età breve

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Italian

297 pages, Paperback

First published January 1, 1946

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Corrado Alvaro

96 books18 followers
Corrado Alvaro was an Italian journalist and writer of novels, short stories, screenplays and plays. He often used the verismo style to describes the hopeless poverty in his native Calabria. His first success was Gente in Aspromonte (Revolt in Aspromonte), which examined the exploitation of rural peasants by greedy landowners in Calabria, and is considered by many critics to be his masterpiece.

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Profile Image for Yupa.
784 reviews128 followers
November 16, 2024
Una storia nota (forse)

In fondo la storia è quella nota, o forse presunta tale. Sia quel che sia, la differenza come sempre la fa il modo in cui la si racconta, e a quel punto allora diventa una storia nuova.
La storia nota, o presunta tale, è quella di un protagonista adolescente, abitante temporaneo di quella che il titolo definisce "l'età breve". E allora ecco un ribollire confuso di impulsi, desiderî, esigenze, che spingono urgenti verso gli altri, verso i coetanei, verso gli adulti, e che al contempo fanno ritrarre turbati da quel che poi si scopre, che a volte si ottiene, le attenzioni indesiderate, i rifiuti di ciò che si desidera, il sentirsi sminuiti dal cerchio dei grandi e al contempo trascinati dagli stessi perché si cominci a partecipare a quel gioco che è il vivere sociale.
Si devono imparare le regole di questo gioco, che piacciano o meno, capire quando rispettarle e anche quando trasgredirle e in che modo.
E le regole di questo libro sono quelle di un'Italia d'altri tempi, quasi del tutto scomparsa. È l'Italia della pervasiva cultura clericale, in cui il protagonista viene immerso, quasi affogandovi, nel collegio religioso dove studia, una cultura fatta di sorveglianza costante e repressione degli istinti "sbagliati", di prediche e confessioni, soprattutto di sospetto e disprezzo per la donna, definita costantemente "vaso d'impurità".
È una cultura che straborda anche all'esterno, poi che il protagonista dal collegio viene espulso, e si ritrova a dover assecondare, tornato al paese, il padre ansioso di compiere un'ascesa sociale, o anche solo d'esibirne una fittizia, perché questa è anche l'Italia in cui gli umili cominciano, chissà se a torto o a ragione, a sentire stretta la propria condizione, e aspirano a qualcosa di più. E al paese si ripete, come nel collegio, quella dialettica tra detto e non detto, tra la facciata di rispettabilità e rispetto delle regole non scritte e un retro fatto di rapporti torbidi e trasgressioni taciute.
A fare la differenza nella storia che il libro racconta, altrimenti sentita tante altre volte, è lo stile. È uno stile fine e delicato, a tratti prezioso, spesso obliquo e allusivo, perché quando il libro fu scritto molte cose non potevano essere dette esplicitamente (figurarsi). Un libro di tempi ormai passati dunque, e per questo cesellato, qua e là, di forme e vocaboli ormai desueti, ma non per questo (anzi) meno gustosi. Uno stile che sa dare un che di luminoso anche alle zone più in ombra che va ad esplorare.
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