Titolo: dalla declaration alla constitution.
"I manifesti fanno le veci degli antichi profeti che con il potere della loro visione creano un popolo. Gli attuali movimenti sociali (tra cui il M5S) hanno invertito questo ordine rendendo obsoleti manifesti e profeti". In realtà non è proprio così (almeno per i 5s...).
"Uno degli elementi più radicali (...) di questo ciclo di movimenti è stato il rifiuto della rappresentanza e la costruzione in sua vece di schemi di partecipazione democratica".
Le 4 nuove categorie "antropologiche" (che non saprei come definire altrimenti e che lasciano perplessi) sono:
l'indebitato
il mediatizzato
il securizzato
il rappresentato.
Figure soggettive frutto della crisi neoliberista (non del neoliberismo tout court), le chiamano gli autori.
Interessanti le pp. 16-17 sull'indebitato, o meglio sul debito: "La figura dell'indebitato non può essere riscattata ma unicamente distrutta". Avete da perdere solo le vostre catene.
Possibile non si riesca a capire che il modo (forse non l'unico) per spezzare queste catene è ridurre il consumo?!?!?
Bene anche le pp. sul mediatizzato (la nostra categoria par excellence): "Il problema non è più consentire alle persone di esprimersi ma fornire piccoli intervalli di solitudine e silenzio in cui possano infine trovare qualcosa da dire. Le forze repressive non impediscono alle persone di esprimersi, ma piuttosto (ma piuttosto?!?) le costringono a farlo. Che sollievo non avere niente da dire, avere il diritto di non dire niente...". (Deleuze). L'obiettivo per Deleuze non è il silenzio, ma avere qualcosa che vale la pena di dire.
Perché la popolazione carceraria (soprattutto latinos e afroamericani) è ai massimi livelli negli Usa (aumento del 500%)? Non ho capito, pazienza.
A proposito di "rappresentati" (altra categoria di pertinenza), "dobbiamo renderci conto
che la rappresentanza non è, di fatto, un veicolo di democrazia, quanto un ostacolo alla sua realizzazione". Why? Per questo, questo , questo e quest'altro motivo: "Il potere della finanza e della ricchezza toglie innanzitutto alle persone la possibilità di associarsi e costruire organizzazioni in grado di sostenere i costi sempre più elevati delle campagne elettorali (?!?). Inoltre "la sovradeterminazione (che è?!?) operata dai me(r)dia è un ostacolo decisivo contro la possibilità di partecipazione democratica".
"Le strutture di partecipazione sono oggi invisibili (molte volte criminali o controllate da lobby - che è quasi la stessa cosa-) e il rappresentato agisce in una società svuotata d'ogni intelligenza e manipolato dall'assordante imbecillità del circuito me(r)diatico, subendo l'opacità dell'informazione come un'assenza di virtù e registrando esclusivamente la cinica trasparenza del potere della ricchezza reso più volgare dalla mancanza di responsabilità"; per la serie SOLOUNAPICCOLASPOLVERATADIPESSIMISMO.
E finalmente si viene a parlare del M5S (senza nominarlo ovviamente) alle pp.31-32; a p.37, invece, anche se riletto da Deleuze (di nuovo lui): "debole e schiavo non è chi è meno forte, ma chi, qualunque sia la sua forza, è separato da ciò che è in suo potere".
"I progetti politici focalizzati nel fornire informazioni (ad es. il M5S), per quanto importanti, conducono facilmente al disappunto e alla disillusione", e si fa l'esempio degli ammereghani, che se anche leggessero tutti Chomsky non cambierebbe nulla e bla-bla.
NB lo slogan (argentino) CHE SE NE VADANO TUTTI, diventato un mantra grillino, data 2001: que se vayan todos. Olè.
NB2 il potere non è una COSA ma una RELAZIONE.
NB3 principio di differenza di Rawls: le diseguaglianze nella distribuzione delle merci dovrebbero essere consentite solo se a beneficiarne fossero gli svantaggiati della società.
Parole d'ordine: comandare obbedendo, camminare domandando.
"Il denaro che crea denaro è un'antica definizione dell'usura e l'odierna pratica speculativa finanziaria andrebbe ugualmente condannata", come fanno le banche islamiche.
"Il pubblico, un'autorità che trascende il sociale, agisce sempre in termini burocratici, di frequente irrazionali; è miope e opprimente.
La categoria del COMUNE andrebbe spiegata un po' meglio.
"Le assemblee hanno tutte in comune l'intenzione di rompere la delicata tendenza a centralizzare il potere in un gruppetto di leader, fornendo invece un meccanismo con il quale tutti possano essere inclusi nelle deliberazioni e nel processo decisionale".