Profezie inutili
Leggendo questa editio minor delle Prediche di Einaudi, mi è capitato di pensare quello che penso quando leggo Flaiano.
Come ho scritto a proposito del Diario Notturno, evidentemente l'Italia produce, ogni tanto, questi acuti lettori della nostra realtà sociale e politica (oltre che economica, per Einaudi).
I problemi che il libro inquadra sono ancora qui tra noi, a distanza di cinquant'anni e oltre (vedere per credere il primo saggio, Conoscere per deliberare, e la precisa analisi del farraginoso e improvvisato processo di produzione legislativa italiano).
Tralascio le questioni strettamente economiche, su cui non ho titolo per pronunciarmi, ma mi piace sottolineare l'accento che Einaudi mette sulla necessità, per chi deve prendere decisioni, di procedere senza illusioni sull'infallibilità propria e delle proprie convinzioni, capitalizzando sugli errori (commessi e osservati) e affidandosi ai fatti e non ai pregiudizi ideologici.
In questo senso, illuminante è l'ultimo saggio, sulla differenza tra liberalismo e socialismo, nel quale il liberale (a tutta prova) Einaudi sottolinea la crucialità di mantenere un razionale equilibrio nella valutazione delle diverse ricette, ammettendo che si danno circostanze in cui un liberale può fare scelte "socialiste" semplicemente perchè più adatte alle circostanze, senza cedere al dogmatismo (per verità più proprio delle teorie politiche "universalistiche" come il socialismo ortodosso).
Lettura allo stesso tempo rinfrescante e demoralizzante, come mi accade per Flaiano. Appunto.