Aristotele e il suo fido discepolo Stefanos si trovano nell'isola di Idra impegnati in due casi diversi: il complotto ai danni di Caronide, cittadino ateniese, e il traffico illecito di grano. Ma le due indagini finiscono per incrociarsi e saldarsi, fino al ritorno ad Atene e allo scioglimento dell’enigma.
Margaret Anne Doody (born 1939) is a professor of literature at the University of Notre Dame, and helped found the PhD in Literature Program at Notre Dame (http://www.nd.edu/~litprog). She served as its director from 2001-2007. Joseph Buttigieg has since become director.
Although historical detective stories are now a flourishing genre, with Steven Saylor and Lindsey Davis being particularly prominent in the field of detective stories set in classical antiquity, back in 1978, when Aristotle Detective was first published, Doody was something of a pioneer in the genre. Recently she has added four more to the series featuring Aristotle as a 4th Century B.C. detective.There is also a novella, Anello di bronzo (Ring of Bronze), currently available only in Italian.
Doody's "Aristotle" books and are published in Italy by Sellerio editore, which also produced a translation of The Alchemists. In France the mystery novels are published by 10/18. They are also available in Spanish, Portuguese and Greek; individual novels have recently been appeared in Polish and Russian.
L'indagine è poco misteriosa e poco avvincente, la truffa di un cittadino ateniese, che importa illegalmente.
La favola dei due corvi bianchi viene raccontata da Aristotele ai suoi amici in tre spezzoni (in modo che ci possano riflettere) ed è l'apologia della polis e della comunità. Interessante venga sottolineato che, pur difendendo il concetto di comunità, Aristotele non fosse cittadino ateniese, ma fosse considerato uno straniero.
Si tratta fondamentalmente del racconto della favola dei due corvi bianchi nella quale si innesta il "caso criminale" poco avvincente. E' più che altro una disquisizione filosofica sui sacrifici a cui è meglio sottoporsi per il bene della società, un bene più alto e meritevole di quello personale, che un racconto giallo.
Margaret Doody ha scritto molti gialli ambientati nell'antica Grecia, e aventi come detective protagonista nientemeno che Aristotele. In questo libriccino però la parte del mistero è davvero misera, e soprattutto non può essere risolta se non si hanno nozioni piuttosto approfondite di storia antica. In questo senso, insomma, si avvicina più a Conan Doyle che a Ellery Queen. Altra simiglianza con i gialli scherlockiani è nella presenza di una spalla che fa da narratore, anche se Stefanos sembra almeno qui un po' più sveglio di Watson... e non dite che non è che ci voglia molto.
Come dicevo all'inizio, questo libro non è tanto un giallo quanto il racconto di un lunghissimo apologo, la storia dei due corvi bianchi, che come l'autrice stessa spiega nella postfazione raffigura il comportamento dei cittadini sia ai tempi dello Stagirita che al giorno d'oggi. Mi sa che parlare di queste cose mentre la Grecia moderna è ormai affondata non porti così bene, ma tant'è... Buona la traduzione di Rosalia Coci.
Questi libri di Margareth Doody con protagonista Aristotele nei panni di detective sono un po’ tutti uguali eppure, forse proprio per questo, creano una dipendenza nel lettore che leggendoli, sebbene fin da subito sappia cosa aspettarsi, rinnova ogni volta il piacere di vivere qualche ora con il grande filosofo e il fido Stefanos nell’Atene dei suoi massimi splendori. Personalmente smetterò di leggerli solo quando li avrò letti tutti.
Una favola con la morale si intreccia ad una doppia indagine di Aristotele e Stefanos (corruzione e possibile furto-omicidio). Il discorso morale è più evidente del solito, anche a causa della postfazione: si discute del rapporto individuo-polis, dell'egoismo e del rapporto con la comunità, vantaggi e svantaggi del vivere sociale. Molto attuale di questi tempi.