Jump to ratings and reviews
Rate this book

Lettere a nessuno

Rate this book
Pubblicato per la prima volta nel 1997, quindi ampliato nel 2008, "Lettere a nessuno" è il libro che ha rivelato al mondo l'originale talento letterario di Antonio Moresco. Una provocatoria autobiografia, un «epistolario esploso», uno Zibaldone dei nostri tempi: si fondono in queste pagine riflessioni sugli aspetti più intimi del vivere, sul ruolo dello scrittore, sulla vita politica, sociale, culturale di una nazione.

278 pages, Paperback

First published February 14, 1997

Loading...
Loading...

About the author

Antonio Moresco

62 books121 followers
Antonio Moresco is an Italian writer.
His first publications appeared late in his life, after he had been turned down by several publishers. In 1993, he published his first collection of short stories, Clandestinity, but his career-defining project is the monumental trilogy Games of Eternity, made up of Gli esordi (1998), Canti del caos (2009), and Gli increati (2015). He has published many other works, including short stories, children stories, and he has organized several collective marches throughout Italy and Europe, which have become the topics for some of his works.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
18 (43%)
4 stars
9 (21%)
3 stars
9 (21%)
2 stars
3 (7%)
1 star
2 (4%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for GloriaGloom.
185 reviews1 follower
November 18, 2010
Nel fantastico regno di papi gli intellettuali han le palle per essere organici solo al proprio specchio del bagno, mi fan tenerezza -gli specchi e quel che devono vedere. Moresco lo sbatto insieme a Siti (lui è organico solo al proprio cazzo) all'inferno nel girone Vanity Fair (dove saran costretti in eterno a farsi dire quanto son bravi da Fazio, Bignardi e Dandini).
Sarà l'età, ma 'ste minchiate mi fan proprio incacchiare.
Profile Image for Vincenzo Politi.
173 reviews172 followers
March 6, 2018
Per quanto mi sforzi, non riesco a "entrare" nel mondo letterario di Moresco. Anche queste pagine, che dovrebbero essere "private" e "intimiste", non mi consegnano nessuna emozione, rimangono rigide, algide, artificiose. Alcune buone "visioni", ma il troppo, alla lunga, stroppia.
Profile Image for Jacques le fataliste et son maître.
372 reviews58 followers
June 2, 2016
Nel testo ricorrono frequenti figurazioni di sfondamenti, sforzi, origini o nuclei da raggiungere, barriere da abbattere perché la voce riesca a uscire ecc.: come dire desiderio di espressione, di andare all’essenziale (quindi, forse un po’ narcisisticamente, di esprimere l’essenziale)… Tuttavia mi pare che al centro di tutto questo movimento stia in realtà un’aspirazione alla quiete, al silenzio, che potrebbe essere il portato di una grande stanchezza, come desiderio di adagiarsi, forse, nell’incoscienza.
«Sono passato anche oggi vicino ai platani di piazzale Libia, dalle foglie più numerose e più verdi nelle grandi piogge infine arrivate, supremamente ignari che solo tra pochi giorni, si dice, verranno tutti segati, a uno a uno.»
Esito comprensibile, quasi una tentazione, nella vicenda di uno scrittore che lotta contro il “sistema editoriale” per essere pubblicato e si perde tra lamentazioni, sfide, orgoglio, sconforto ecc.
Ma quiete e silenzio possono essere altro, precisamente segno di una coerenza radicale: restare tranquillamente se stessi, non disperdersi, resistere ecc.
«Oggi, mentre camminavo per una stradina, ho scoperto con stupore un talloncino del prezzo (di quelli che applicano sulle merci nei supermercati) sopra una delle foglie di una grande edera rampicante che copre interamente l’alta cancellata di un condominio. ‘Ce l’avrà appiccicata sopra per stravaganza qualche passante, — ho cominciato a congetturare, — oppure è lì da quando hanno comperato la piantina, piccola piccola, in qualche supermercato, dentro il suo vasetto di plastica marrone, due o tre foglioline soltanto, e una con sopra il prezzo. L’avranno piantata senza neanche ricordarsi di toglierlo, senza neanche accorgersene. Poi la piantina, anno dopo anno, è cresciuta, ha coperto l’intera cancellata, ma il talloncino è rimasto attaccato, non l’hanno staccato piogge e vento, nemmeno il crescere della foglia sotto di esso, il distendersi delle sue membra cieche e viventi, vegetali, in ascesa attorno alle strutture reticolari di guida del cancello…’»
Da qui, credo, da questa tentazione/bisogno di quiete, la perplessità e l’indignazione di fronte allo sforzo di chi si affanna a rincorrere il potere e così facendo si consuma in tattici trasformismi ossessivi. Forse a turbare è l’ineleganza della fatica di chi sconcia il silenzio per interesse personale e gioco di potere ecc.
«Negli anni in cui ero all’asilo, quando le suore non volevano più sentirci strepitare e desideravano starsene in pace per un po’, ci facevano fare il gioco del silenzio. Ci mettevano in cerchio con le braccia angelicamente conserte e in perfetto silenzio. Un bambino, al centro, decideva chi tra tutti riusciva a stare in un più perfetto silenzio e, dopo un po’, lo chiamava perché gli desse il cambio al centro del cerchio, senza aprire bocca, naturalmente, muovendo il solo indice della mano destra, piegandolo e di nuovo allungandolo, ritmicamente… e chi veniva scelto era in genere, non tanto quello davvero più silenzioso, ma quello che riusciva meglio a simulare e a vendere un’idea gonfiata e fasulla del silenzio, tenendo le labbra esageratamente serrate e quasi mordendosele, per far capire a chi stava al centro che erano davvero ben chiuse, con la fronte tutta aggrottata a gli occhi strabici…
Oggi, con le stesse modalità, mi pare si stia giocando il gioco della morte. Chi sta al centro controlla che attorno a sé tutto sia senza ombra di dubbio morto. Poi i suoi occhi si posano finalmente sul prescelto, col solo gesto dell’indice lo chiama sorridendo a sé…»
Forse si tratta di una paradossale versione non narcisista, anzi impersonale, di venerazione dell’autenticità.
Profile Image for Hex75.
988 reviews62 followers
August 13, 2017
queste lettere sono un attacco contro la casta editoriale italiana. queste lettere sono la descrizione di come i movimenti degli anni '70 (nella fattispecie: servire il popolo) naufragarono. queste lettere per nessuno, ma dovrebbero leggerle tutti.
Profile Image for Grazia Palmisano.
350 reviews10 followers
Read
June 25, 2025
mi sono fermata intorno a pagina 200, autore certamente valido, di cui ho letto altre opere ma non era ciò che mi aspettavo da questo testo
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books135 followers
September 30, 2017
"… l’insopportabile evidenza di ciò che avevo pur già letto nel passato, in certi libri amari e veritieri …" (p. 100)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews