"Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
Passata la sorpresa per il primo che ho letto, Olive comprese, sempre più mi rendo conto che suppergiù tutti gli scritti di questo autore si equivalgono. Sono piacevoli, redatti benissimo, ma del tutto superficiali. Nessun personaggio ha alcuna profondità psicologica. Sono praticamente intercambiabili. Ciascuno ha dei vezzi, delle manie, delle inclinazioni, ma nessuna vera consistenza. Piatti, ancorché gradevoli. Ma anche questo sempre e solo per lo spazio e il tempo limitato della lettura. Poi ce li si dimentica.
Pare quasi che Vitali abbia tentato di ricreare quell’universo particolare, e riuscitissimo, che è stato il mondo piccolo di Guareschi, adattandolo alla sua Bellano. Ma da esso è lontano anni luce, benché probabilmente anche lui, io credo, lo apprezzi. Perché i personaggi di Guareschi non erano solo “macchiette”, ma gente viva, fatta di carne e sangue. Perché Guareschi stesso li amava, e, amandoli, li ha fatti estremamente umani. Perché erano sostenuti da una rettitudine di fondo che sapeva ben spartire il giusto dall’ingiusto, l’onesto dal disonesto, i valori dai disvalori. Lo sguardo di Vitali sui suoi personaggi, invece, mi appare più freddo, più distaccato, più sornione. Quello di un gatto pronto a cogliere il difetto per farne la caricatura, più che il ritratto.
E anche questo romanzo, Zia Antonia sapeva di menta, non si discosta dal quadro generale. E’ una semplice lettura di svago, supportata da un ottimo italiano, ma che è destinata a lasciare il vuoto dietro di sé. Non fa riflettere, non fa pensare, non fa trarre alcuna considerazione di ordine più generale. Inizia e finisce in se stessa. Un divertissement, in buona sostanza, e nulla di più. E con un difetto: il finale. Quell’ultimo capitolo proprio non mi è piaciuto. Per il semplice gusto di creare un piccolo colpo di scena, imbastisce un’improbabile faccenda basata su presunti errori negli estratti conti bancari, che è artificiosa e poco credibile. Avrei preferito che la storia terminasse senza le ultime pagine. Sarebbe comunque stata una “cosa da niente”, ma avrebbe avuto un sapore più dolce e si sarebbe mantenuta nell’ambito lieve che aveva all’inizio.
Ad ogni modo, qualche ora spensierata me l’ha data.
Purtroppo devo confermare l'impressione negativa che ho avuto leggendo la storia delle sorelle Ficcadenti. E mi dispiace perché noto che in realtà questo autore è apprezzato da molti. Sono sempre dell'idea che un libro debba essere preso per quello che è e che sia necessario intervallare letture impegnative con altre più disimpegnate, ma qui siamo proprio di fronte al vuoto. La scrittura è leggera e scorre, ma poi cosa rimane di quello che si è letto? Che ci ha voluto dire l'autore al di là della storia in sé? Nulla. Ecco questo libro, ma a questo punto penso che si tratti più in generale dell'autore, è ciò che generalmente tendo ad evitare e di cui penso se ne potrebbe fare tranquillamente a meno.
Brioso come sempre questo Vitali che, mi chiedo, quanto si diverte quando scrive prendendo in giro i suoi stessi personaggi? Stavolta il piccolo mistero riguarda zia Antonia nella cui camera, all’ospizio, aleggia una sospetta puzza d’aglio che allerta il nipote . Tutto inizia così e poi, al solito, scopriamo che sono i soldi a smuovere il mondo e che è difficile andare d’accordo coi parenti soprattutto se si aspira ad un’eredità. Equivoci ed errori faranno lievitare il conto in banca della vecchietta, ma sarà vero? Adoro le macchiette che crea questo autore e come le renda vivaci nella noia di paese.
Devo dire che questo libro mi è piaciuto di più! Forse perché è normale! Però, penso anche che più passa il tempo, anche se poche settimane e non trovo così tante differenze con l'altro libro letto. Sicuramente il genere è diverso: se in quello la storia era surreale, qui è tutto molto reale! A quanto ho capito dalle diverse recensioni lette, il paese e i personaggi di questo romanzo (breve) ricorrono frequentemente nelle storie di Vitali. Ci troviamo a Bellano, negli anni '70. Ernesto e Antonio sono due fratelli, nipoti di zia Antonia, ma non si parlano da ben sei anni. Questo silenzio verrà interrotto quando Ernesto, andando a trovare la zia nella casa di riposo dove è ospite, percepisce un odore diverso dal solito: non il solito odore di menta ma aglio! Come può essere? Così domanda alla madre superiora ma la risposta negativa che ottiene genera un'indagine che coinvolgerà diverse persone, tra cui il dottore del paese. Il mistero di infittisce quando zia Antonia inizia a comportarsi stranamente e dopo qualche giorno muore. Tra dialoghi spassosi e tanti piccoli equivoci, le pagine volano e in un niente ci ritroviamo alla fine del libro e della storia, con un finale con un colpo di scena che non mi aspettavo proprio! Un libro divertente ma con alcuni spunti di riflessione che si legge velocemente, sia per la brevità che per la scrittura scorrevole e leggera.
Sono sicura che proverò a cercare altri titoli di questo autore e ne leggerò sicuramente qualche altro!
Gradevole storia di paese con amabilissimi personaggi. Piccolo giallo che ricorda i romanzi di Chiara, ma senza la cupezza e il freddo disincanto di questi. Suggestive atmosfere di norditalia.
-Personaggi: 4 stelle, sempre ben definiti e descritti -Ambientazione: 3 stelle, sempre la solita Bellano -Scrittura: 4 stelle, mi piace Vitali, ha un modo suo di scrivere e inconfondibile -Storia: 3 stelle, non delle migliori, ce ne sono state di meglio -Copertina: 4 stelle, molto carina
Tutta la vicenda si svolge nella spensierata Bellano.
Ernesto Cervicati, come ormai di abitudine, si appresta a fare visita alla Zia Antonia alla casa di riposo, ma entrando nella sua stanza non viene investito dal solito dolce e fresco odore di menta dovuto alle mentine di cui la zia è ghiotta, bensì da un tanfo d'aglio che lo lascia senza fiato.
Eppure è sicuro, non viene servito aglio alla casa di riposo, e ciò è confermato da Suor Speranza, la referente e direttrice, che assolutamente e categoricamente esclude la possibilità dell'aglio. Però allora, qualcosa non torna, da dove arriva questo odore d'aglio? Chissà se si riuscirà a scoprire cosa si nasconde dietro questo giallo…
Ho letto altri libri di Vitali e mi sono sempre piaciuti, amo (anche se forse un po' ha reso) la vivace Bellano, rimango sempre stupita da caratteri e nomi dei personaggi. Andando per ordine.. Per quanto riguarda la storia, sempre ben pensata e avvincente nella sua semplicità, forse ho fatto un po' più fatica degli altri libri del medesimo autore a mettere a posto tutti gli avvenimenti e i personaggi. Penso sia dovuto al fatto che le pagine sono poche e quindi un mucchio di vicende che ti trascinano e nel quale un po' ci si perde ma dall'altra parte se si allunga diventa illeggibile e troppo lento.
La scrittura, io amo come scrive Vitali, è semplice, incalzante, molto reale, e umile soprattutto, sembra una storia raccontata dalla vecchietta vicina di casa: "Ma lo sai cosa è successo all'Antonia? Sapessi te! Oh signore, non lo sai? Adesso te lo dico…"
In generale libro carino e spensierato; Vitali non smentisce mai le mie aspettative: se ho un blocco del lettore, se ho bisogno di staccare con qualcosa di leggero ma non frivolo, se sono uscita da un mattone melodrammatico che mi ha fatto cacare, Vitali è una garanzia.
Non penso mi piacerà niente più della Modista, il mio primo libro di Vitali, perchè il primo amore non si scorda mai. ["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>["br"]>
Andrea Vitali ancora una volta si conferma un autore che mi piace. Zia Antonia sapeva di menta è una storia molto semplice e breve, ma condita con l'umorismo caratteristico dell'autore che rende la lettura piacevole e di evasione. Nonostante sia tutto concentrato in poco più di un centinaio di pagine, incontriamo personaggi diversi e caratteristici, tutti identificati da una nota ironica che subito li rende simpatici al lettore. La stessa ironia che contraddistingue la storia in sè, semplice ma dal finale non scontato e con la vena di giallo che contraddistingue tutti i libri di questo autore. Se si è in cerca di una lettura di evasione e, perchè no, in grado di strappare un sorriso, per me Andrea Vitali rimane il primo in assoluto.
Un libricino veramente allegro, che ti fa trascorrere un paio d'ore con un perenne sorriso sulle labbra. La storia è tutt'altro che complicata, ho capito ben presto come andava a finire, ma Vitali è riuscito a renderla piacevole ed interessante, nonostante uno stile semplice ed essenziale. La caratterizzazione dei personaggi è molto precisa, in alcuni casi anche divertente. Lettura consigliata per un pomeriggio di assoluto relax o in seguito a letture pesanti.
E' la prima volta che leggo qualcosa di Vitali e, oltre all'atmosfera da villaggetto fermo nel tempo in cui tutti si conoscono (atmosfera che io AMO), c'è un finale davvero a sorpresa! COmplimenti all'autore, lo consiglio vivamente!
Tutto ruota intorno a zia Antonia e al misterioso odore di aglio che aleggia nella sua stanza all'ospizio Lei , che da come ricorda il nipote Ernesto, sapeva di menta.. E poi perché zia antonia ha deciso di fare lo sciopero della fame, del silenzio e della sete?? Intorno a questo piccolo mistero indagano Ernesto, suor speranza e il dottor fastelli per un risultato davvero esilarante.
E il primo libro di vitali che leggo. L'ho trovato ironico, leggero.. Una lettura che ti permette di passare un paio d'ore in totale leggerezza.
Mi é piaciuto molto come vitali ci ha presentato i suoi personaggi e soprattutto ho trovato molto ad effetto il finale..
Libro molto carino di Vitali, tra le sue storie non è decisamente tra le mie preferite ma si lascia leggere senza problemi.
Le atmosfere di Bellano sono sempre senza tempo e piene di nostalgia, hanno un sentore di romantico e malinconico che ricorda quei luoghi che abbiamo amato nella nostra infanzia (anche se questi a voler essere pignoli centrano davvero poco con Bellano). I personaggi e la trama sono solo il pretesto che Vitali usa per dichiarare il suo infinito amore per il suo paese.
Bellano - Ernesto Cervicati cura la zia Antonia. storia contorta, con personaggi realistici e pasticcioni. L'autore sa raccontare spezzoni di vita quotidiana italiana dando al lettore piccoli indizi, per poi alla fine presentare il quadro completo delle vicende insolite, vissute dai protagonisti e distorte da pettegolezzi, congetture, gelosie.
Zia Antonia sapeva di menta, tranne quella mattina, nella quale la sua stanza odorava d’aglio. E così il nipote Ernesto prova ad indagare su questo strano odore e sul motivo per il quale la zia sembra addormentata. Non parla, non mangia, non beve, ma respira. La risposta sarà tra dei numeri abbastanza importanti, che potrebbero cambiare il destino di tutti.
Se vuoi passare un paio d'ore spensierato leggi un libro leggero di Vitali. Peccato che però questi bei raccontini non è che siano gratis e quindi forse il lettore che ama lo stile di Vitali vorrebbe che si cimentasse in qualcosa più consistente.
E' Vitali. Punto. Nulla di più. Solite storie di paese, solite storie di beghe famigliari. Soldi, eredità, debiti. Ogni tanto ci riprovo perchè in fondo sono letture gradevoli, ma non mi stupisce mai.
Storia delicata, breve, che si legge in un soffio. Vitali descrive le piccole e grandi meschinità umane come pochi sanno fare. Fine e instancabile osservatore dell'animo umano, non si erge a giudice, ma accoglie quello che vede con stupore e spesso ne ride... talvolta, forse, per non piangere.
Meno guitto di altri romanzi di Vitali. Forse perché ambientato nei primi anni 70 e quindi manca la parte ironica sul regime. Zia Antonia è in un ospizio ed è vicina a morire. Ha solo due nipoti, Ernesto e Antonio, due personalità così diverse... ma lo sono davvero?
Una storia scorrevole, piuttosto breve, con pochi personaggi e ben definiti. Una bella scrittura per una storia tutto sommato molto molto semplice. Non rimarrà impressa nei miei ricordi, anche se l'ho letta volentieri.
Letto è simpatico, ma sentito leggere da Vitali fa davvero ridere! Non ricordavo assolutamente la fine, così mi sono gustata il mistero... inaspettato!
Lettura semplice e scorrevole, apparentemente divertente ma amara rappresentazione della realtà. È il primo libro che leggo di Vitali, ne seguiranno sicuramente altri.