Non tutto si può aggiustare
Su Goodreads ho letto un commento fulminante a Jarmila, che potrei scopiazzare in italiano, quasi certo dell’impunità: “un racconto adatto per una giornata in cui non vi sentite particolarmente connessi a nulla intorno a voi”.
Siccome Jarmila parla (anche) del destino che viene a cercarti, ma soprattutto per attaccamento alla mia onestà intellettuale, non mi azzardo (grazie quindi all’utente Grace K).
Un commerciante parigino si reca a Praga per comprare mele boeme. Per una strana coincidenza di eventi si porta a casa un ruolo da co-protagonista in un’autentica storia mitteleuropea, dove i simboli sono ovunque e tutto è simbolo di qualcosa, ma senza inutili forzature: i simboli se ne stanno lì così, nel naturale fluire del racconto che è proprio delle fiabe (del resto, nessuno si chiede perché Pollicino usi le briciole per segnare un sentiero in un bosco, che di sicuro se le mangeranno le formiche, gli uccellini, gli scoiattoli e così via).
Così, non è strano che tutto inizi per via di un orologio dimenticato nella fretta della partenza e sostituito con un aggeggino da pochi soldi, che non tiene il tempo, anzi lo tiene alla perfezione, va avanti, resta indietro, lo si carica e lui subito si scarica .
Insomma, proprio come l’orologio nel caffè de La confessione di un assassino di J. Roth, si fa beffe del tempo reale e porta il viaggiatore all’appuntamento con la sua parte nella favola in perfetto orario. Un perfetto orario mitteleuropeo, s’intende, quindi giusto un po’ al di fuori delle normali coordinate spazio-tempo che valgono dappertutto tranne che in quel mondo ideale, mai esistito e sorto dal nulla proprio quando spariva il suo corrispondente geografico.
In una birreria dalle parti di Vaslavske Namesti, il commerciante incontra l’orologiaio. Evidentemente appartiene a quella categoria di persone che credono che tutto si possa aggiustare, perché insiste nel voler riparare l’orologio. Non sa che, a suo modo, l’orologio funziona benissimo.
L’orologino del commerciante, l’amore mal riposto in una ragazza troppo bella e troppo attaccata al suo matrimonio d’interesse, il rapporto con un figlio che non conosce il suo vero padre: tutto si può aggiustare, tutto si aggiusterà fuggendo a Parigi.
Ma a Parigi il tempo scorre normalmente, i fusi orari rispettano le regole banali della rivoluzione terrestre e il destino viene a riprenderti, e a riprendersi il suo posto nella favola. In perfetto orario.