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Da Moby Dick all'Orsa Bianca

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Hemingway era «un pezzo di cielo, e una fitta di sole» scriveva Anna Maria Ortese nel luglio del 1961 commentando l’improvvisa scomparsa di colui che le sembrava appartenere ad anni «non ancora macchiati da carneficine o tumefatti in ghiacci spaventosi» e a una generazione di padri-leoni dalla «santità animale», estranei a una intelligenza «che oggi ha scarnificato l’uomo»: con le sue opere, infatti, Hemingway proclamava l’esistenza del Tutto di cui l’uomo è parte, e attraverso i suoi occhi ragionava tranquilla e maestosa la Natura. Non v’è dubbio: chi cercasse in questi scritti che coprono oltre cinquant’anni di attività giornalistica (dal 1939 al 1994) accorte recensioni, sagaci squarci di storia letteraria, dotte e politiche riflessioni sul romanzo sarebbe del tutto fuori strada. Il metodo di lettura di una uncommon reader come la Ortese ha a che vedere anzitutto con quella «doppia vista» di cui andava dolorosamente fiera e che, quando discorre di Leopardi o di Anna Frank, di Cechov o della Morante, di Saffo o di Thomas Mann, le consente di mettere subito a fuoco, con temeraria sicurezza, la loro profonda necessità in rapporto al compito della vera letteratura: che dev’essere, sempre, «un’autentica voce, un richiamo, un grido che turbi, una parola che rompa la nebbia in cui dormono le coscienze, il lampo di un giorno nuovo». Compito radicale, nobile, impervio, al quale corrisponde un linguaggio lontano anni luce dalla critica letteraria cui siamo abituati, e che sembra evocare, più che definire, i suoi oggetti. Magia verificabile: sarà difficile, ormai, leggere Cechov senza avvertire, in risonanza, le parole che la Ortese gli ha dedicato.

187 pages, Paperback

First published September 14, 2011

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About the author

Anna Maria Ortese

48 books108 followers
Born in Rome in the year 1914, Anna Maria Ortese grew up in southern Italy (primarily Naples) and in Lybia, the fifth of nine children of a soldier's family often short on money. Like many poor girls of her generation, Ortese left school at age thirteen, initially with the idea of studying (and then, teaching) music in mind; until the discovery of literary romanticism, particularly the writings of Edgar Allan Poe and Katherine Mansfield, and her need for creative self-expression made her turn to writing.

She eventually studied with Massimo Bontempelli, proponent of the "magical realism" she herself would soon make her own as well, and in 1937 published her first collection of short stories, entitled "Angelici Dolori." Her work garnered her native Italy's most prestigious literary prizes (most notably, the 1953 Premio Viareggio for the collection of stories "Il Mare Non Bagna Napoli" – published in English under the title "The Bay Is Not Naples" - and the 1967 Premio Strega for the novel "Poveri e Semplici"), and she is considered one of the foremost Italian writers of the 20th century.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Carloesse.
229 reviews93 followers
November 10, 2017
Ortese qui ci parla di soprattutto libri e di letture. Ma parla anche di noi, perchè parla a noi, del nostro modo di leggere (e di scrivere). Dei pensieri, delle riflessioni che da quelle letture sgorgano.

Illuminante ciò che scrive a proposito del carteggio Cechov-Gorki, caustico il confronto con il clima "tra scrittori" che si respira da noi: "Noi scriviamo per piacere a noi stessi, nel migliore dei casi; nel peggiore, agli altri: quando avremmo bisogno ogni giorno di ripeterci che siamo la più fastidiosa espressione della nullità, nella più arretrata e insignificante delle nazioni."(da: "Il piacere di scrivere").

Indimenticabili le pagine dedicate al Diario di Anna Frank:
".. A tredici anni, la ragazzina di Amsterdam è tutto questo, ma anche più di questo. E' l'adolescenza, e anche il genio dell'adolescenza" (da: "Un libro che rimane aperto").

Estremamente stimolanti le riflessioni sulla vita, la morte e il tempo che le vengono dalla lettura dei Vangeli (e noi qui, a discutere di quel che dice Celentano a San Remo!) in "Cristo e il tempo".
E poi altre pagine preziose dedicate a Hemingway, a Leopardi, a Buzzati, a Eduardo, a Morante, al "Cuore" di De Amicis...

A dimostrare che per sapere ben scrivere bisogna prima sapere bene leggere.
Profile Image for Carmen.
33 reviews1 follower
January 16, 2019
La scrittura della Ortese è sempre, a mio avviso, una carezza sul cuore. In questo libro, però, gli articoli di giornale raccolti sono ben scritti ma niente di che. Credo dia il meglio come scrittrice che come giornalista, eccezion fatta per Il mare non bagna Napoli.
Profile Image for Simona.
5 reviews
October 7, 2020
Primo approccio con Anna Maria Ortese. Prosa meravigliosa, ho amato il suo stile di scrittura e i saggi contenuti in questo libriccino mi hanno fatto venir voglia di scoprire gli autori letti e amati da Ortese. Spero di recuperare al più presto altre sue opere.
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