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«Mio due, mio doppio»: Storia di W.H. Auden e Chester Kallman

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Nel giugno del 1951 una giovane americana sbarca a Ischia per una lunga vacanza. Vista con gli occhi di oggi, l’isola aveva allora qualcosa di paradisiaco, soprattutto nella sua zona meno frequentata, intorno a Forio. Là, ogni estate, tornavano W.H. Auden e il suo compagno Chester Kallman (e altri, come Ingeborg Bachmann o Hans Werner Henze, avrebbero seguito il loro esempio), con i quali la nuova ospite stringe un’amicizia che si rinsalderà negli anni. La vita era fervida e informale, adatta a Auden, primo nemico di ogni affettazione. Ciò che qui veniamo a sapere di lui è prezioso: non solo le frasi e le conversazioni memorabili, ma qualcosa di più difficile da catturare – un certo stile di vita, un certo tocco nei sentimenti, un certo modo di trattare con le persone. E insieme, in un preciso contrappunto, intravediamo il complicato rapporto con Chester, poeta ma non eccelso poeta, devoto ma capriccioso, amato sempre fuggente. Di rado l’immagine di un grande scrittore nella vita di ogni giorno ci è stata restituita con tanta perspicuità e affettuosa intelligenza. Mio due, mio doppio è apparso per la prima volta nel 1995.

164 pages, Paperback

First published January 1, 1995

43 people want to read

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Thekla Clark

3 books

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for metempsicoso.
462 reviews503 followers
May 20, 2021
La prospettiva di Clark è inusuale. Come lei stessa più volte ricorda, nella vita di Auden e Kallman entrò senza legami famigliari, sessuali o poetici. Fu soltanto - ma è un "soltanto" non da poco - amica.
Si parte con una descrizione di Ischia negli anni Cinquanta: prima dell'exploit turistico, paradiso di alcuni dei più grandi intellettuali dell'epoca e, tra le altre cose, meta di molti turisti gay. Poi, con il rintanarsi della coppia a Kirchstetten, il resoconto abbandona i toni edenici dell'isola mediterranea per trattare un periodo più plumbeo e temporalesco nel piccolo villaggio austriaco in cui oggi Auden è sepolto.
Ci sono tanti elementi interessanti, in questo memoir: Clark racconta delle gioie e delle difficoltà del rapportarsi con questa coppia insolita di scrittori, che in qualche modo la adottarono in un rapporto più profondo di un'amicizia ma non propriamente famigliare; entrano in scena le dinamiche della coppia stessa, aperta ad altre relazioni eppure indissolubile e legata da un affetto e da una dipendenza assoluta; si impongono le gelosie e le incomprensioni tra i personaggi in scena, tutti eventi sfumati proprio per la particolarità delle relazioni che intercorrevano tra di loro.
Auden si staglia come un iceberg: inamovibile, freddo, eppure magnifico nella sua maestosa imperturbabilità e veicolo di una profondità straordinaria di cui si è consapevoli, poiché la si scorge sotto il profilo dell'acqua pur non potendone vedere la totalità. Un uomo difficile e complicato, cui stare attorno deve essere stata un'impresa.
Kallman è l'opposto: sanguigno, frenetico, insaziabile. Forse persino più intelligente di Auden, ma poeta meno talentuoso. E di questo, ovviamente, ne era consapevole. Le recensioni spietate e le chiacchiere a mezza bocca furono frecciatine superflue, a riguardo, che non gli portarono nessuna nuova notizia, ma solo altro sale su ferite aperte e carne viva esposta. Un logorio continuo che alla fine lo spinse progressivamente verso l'autodistruzione.
Eppure amanti, eppure famiglia. In un modo d'essere famiglia che sfugge alla "norma" e da cui istintivamente mi sono trovato spesso a ritrarmi, durante la lettura, per il peso inevitabile della società - e, sì, della casa - in cui sono cresciuto e vivo.
Fa strano pensare che quello che per me oggi è un miraggio - un modo di vivere la vita che non scivoli nelle due trinità dogmatiche "padre, madre e figli" e "casa, chiesa e lavoro" - sia stato già praticato da altri, con successo (se di successo si può parlare per una vita, con le sue difficoltà e il suo inevitabile morire), qualche decennio fa, non poi così lontano da dove abito.
Leggendo mi sono sentito spesso prigioniero della provincia.
Fa più male vivere sapendo cosa c'è al di là delle sbarre o inconsapevoli d'essere costretti in una prigione?

Nota per l'acquirente (sebbene credo che questo volume sia oramai fuori catalogo): sulla traduzione ho qualche sospetto. Non ho visionato l'originale, ma sono piuttosto certo che in due frasi consecutive sia stato reso il verbo inglese "pretend" con "pretendere" sebbene significasse chiaramente "fingere", con un calco semantico che non so se è già stato accettato in italiano, ma, ohibò, a me ha fatto abbastanza ribrezzo.
Profile Image for R.J. Gilmour.
Author 2 books26 followers
February 2, 2016
Took this book with me on a cruise and found it a delightful read. The book is beautifully written with memories of her time with Auden and Chester in both Italy and Germany. A must for anyone interested in the history of gay men, relationships or literary culture.

"The Seventies in New York smelled like sex," I recently read one veteran of the decade rhapsodize (sex and urine, he amended)..." 2

"Only F.Scott Fitzgerald characters (those charmed particles) feel the warm gold of nostalgia even while something's unfolding before their enraptured doll eyes." 3

"That's one of the advantages of sticking around in life long enough: you get to see how other people's stories turn out, though it doesn't do your own story any good, the future having laid its own special snow-covered wolf traps just for you." 36

"At that age apartments were just places to stay, temporary launchpads or secluded cubbyholes, not outward constructs of your identity that required Hamlet-styled agonizing for fear that at the root of your being, you might not be an "uptown person." 48

"It would be sentimental to romanticize the anti romanticism of Times Square in the seventies, mourning a lost vibrancy and Brueghelesque teem more authentic than the toy mall we have today, where few tourists will ever know the thrilling fear of having defection thrown at them or being caught in the middle of a difference of opinion between two hookers ready to cut each other into unequal chunks. The human wreckage of Times Square weighs too heavily against slumming nostalgia." 186

"I, on my way to pick up the Sunday Times, would sometimes find myself downwind from a couple of sexual platoons who had pulled an all-nighter, a cloud of sweat, leather, alcohol, urine, semen, cologne, lubricant, and industrial might invisibly tentacling from them like a collection of short stories waiting to be written by Edmund White. The look of so many men on those mornings after the night before was the ink-drawn definition of "fucked out."
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