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«Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno» ovvero, guardando Kafka

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È l'estate del 1923 quando in due stanze in un sobborgo di Berlino una nuova coppia dà inizio al suo futuro comune. Lei si chiama Dora Dymant, lui Franz Kafka, e quello è l'ultimo anno della sua vita.Prima di allora ci sono state altre due brave ragazze ebree nella vita di Kafka, Felice e Julie, poi la passionale, anticonformista Milena. Ma lui è già «sposato con l'angoscia a Praga» e un altro matrimonio non ci sta. È solo con la giovane Dora che Kafka, avvicinandosi alla fine, riesce a svincolarsi dalla città nativa e a pensarsi, seppur per poco, libero di amare.E se fosse sopravvissuto alla tubercolosi che lo condusse a morte precoce? Se addirittura fosse scampato all'olocausto che si prese tutte le sue sorelle, rifugiandosi all'estero, magari in America, magari in un'accogliente comunità ebraica? Cosa sarebbe accaduto se il cantore di ogni forma di assoggettamento, vincolo, coercizione fosse riuscito a sfuggire? Quali inediti appagamenti il Nuovo Mondo delle mille possibilità avrebbe potuto riservargli?Philip Roth immagina per noi lo scenario e, incrociando quell'orizzonte letterario e umano al proprio, dà vita a una piccola gemma di lucidità critica e insieme di spassoso estro narrativo.

52 pages, Paperback

First published June 1, 2011

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About the author

Philip Roth

263 books7,360 followers
Philip Milton Roth was an American novelist and short-story writer. Roth's fiction—often set in his birthplace of Newark, New Jersey—is known for its intensely autobiographical character, for philosophically and formally blurring the distinction between reality and fiction, for its "sensual, ingenious style" and for its provocative explorations of American identity. He first gained attention with the 1959 short story collection Goodbye, Columbus, which won the U.S. National Book Award for Fiction. Ten years later, he published the bestseller Portnoy's Complaint. Nathan Zuckerman, Roth's literary alter ego, narrates several of his books. A fictionalized Philip Roth narrates some of his others, such as the alternate history The Plot Against America.
Roth was one of the most honored American writers of his generation. He received the National Book Critics Circle award for The Counterlife, the PEN/Faulkner Award for Operation Shylock, The Human Stain, and Everyman, a second National Book Award for Sabbath's Theater, and the Pulitzer Prize for American Pastoral. In 2005, the Library of America began publishing his complete works, making him the second author so anthologized while still living, after Eudora Welty. Harold Bloom named him one of the four greatest American novelists of his day, along with Cormac McCarthy, Thomas Pynchon, and Don DeLillo. In 2001, Roth received the inaugural Franz Kafka Prize in Prague.

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Davide.
510 reviews139 followers
November 17, 2017
[2011]
Visto che ormai di romanzi non ne scrive più, sarebbe forse opportuno tradurre integralmente Reading myself and others, il libro di saggi da cui sono tratte queste pagine su Kafka, invece di pubblicarle così da sole.
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews57 followers
June 21, 2019
Dentro questa piccola perla, in controluce, puoi vedere ben due Kafka: quello vero – il praghese, digiunatore, “sposato con l’angoscia” – e un altro, ipotetico – “l’americano”, insegnante, zio di un bambino che come lui diventerà scrittore, Philip Roth.
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
January 4, 2014
Iniziare l'anno con il mio Filippo preferito è sempre un piacere. Adoro l'ego di quest'uomo che riesce a fare di Kafka un suo quasi parente ;)
Un divertissement piacevolissimo.
Profile Image for Abelarda.
94 reviews12 followers
November 18, 2021
Quanto devi avere grosso l'ego per speculare attorno alla domanda "Cosa sarebbe stato di Kafka se non fosse morto del suo male ai polmoni?" e (superato indenne lo spettro di Auschwitz) rispondersi che quasi sicuramente sarebbe finito a farti da catechista e a flirtare con tua zia zitella quarantenne?
Molto elaborata la spiegazione del racconto La tana dove la tensione di tutto è rivolta a quell'orifizio nascosto (la fica) che promette desiderio appagato, ambizione soddisfatta e sonno profondo... uhm ok.
Profile Image for Fede La Lettrice.
848 reviews90 followers
April 17, 2018
Parte con un incipit potente questo saggio in cui Roth si interroga su Kafka: e se Kafka non fosse morto prima dell'Olocausto?
"...pensare a Franz Kafka ad Auschwitz non è più orribile che pensare a chiunque altro ad Auschwitz: è solo orribile a proprio modo." "Crani cesellati come questo furono Spalato a migliaia dai forni; se fosse sopravvissuto, il suo sarebbe stato fra quelli, insieme ai crani delle tre sorelle minori."
E se il grande scrittore fosse invece riuscito a fuggire lontano, magari in America?
"Se fosse sopravvissuto, forse l'avrebbe scampato fuggendo [...] Ma Kafka che fugge a qualcosa?"
E allora, sarebbe diventato comunque il grande autore che sappiamo?
Parte a questo punto un racconto, nato dalla fantasia di Roth, che trasforma il saggio in invenzione brillante in cui Kafka arriva in America e diventa l'insegnante di ebraico di un Roth bambino che, con la cattiveria tipica dei bambini, prende in giro e affibbia soprannomi antipatici al suo maestro, ma, sentendosi in colpa, lo invita poi a cena a casa sua, cena che avrà esiti agrodolci e risvolti spassosi.
Un libriccino esile, ma vivido e interessante.

"Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno" ovvero, guardando Kafka
Philip Roth
Traduzione: Norman Gobetti
Editore: Einaudi
Pag: 45
Voto: 4/5
Profile Image for Giulio Andrade Fajardo.
22 reviews1 follower
April 13, 2024
Se Kafka non fosse morto nel 1924, sarebbe morto ad Auschwitz o sarebbe fuggito negli Usa per diventare un insegnante di Yiddish con la fiatella? L'esegesi delle sue opere, letterarie ed epistolari, é interessante; l'ucronia in cui K si salva é piacevole ma Roth si da molte libertà. Un Kafka rothiano.
Profile Image for FeBookworm.
54 reviews
February 14, 2023
C'è qualcosa di più bello di Philip Roth che parla di Franz Kafka?
Spoiler: no, non c'è.
Profile Image for David Pagnanelli.
265 reviews8 followers
October 24, 2023
La lettura famelica ha deluso le mie aspettative. Che cosa mi aspettavo? Boh, qualcosa di più e basta, non so dirlo. La sua finta America è più deludente della sua reale Praga.
Profile Image for Gabriele.
162 reviews134 followers
June 21, 2013
Nella mia personale classifica degli "episodi epici intorno al mondo della letteratura", al secondo posto - subito dopo a quella volta in cui Glenn Gould incise Bach per un libro di Vonnegut (che tripletta di signori) - si piazza Philip Roth che scrive di Kafka. E ho detto tutto.

(Comunque un libretto solo per fanatici, non prendetelo in mano se il dottor Franz Kafka non è la vostra ragione di vita e non apprezzate Roth)

(E comunque al terzo posto non so ancor bene chi piazzarci, ma dormite tranquilli che vi tengo aggiornati)
Profile Image for SaraDurantini.
66 reviews3 followers
May 16, 2013
Da giorni sentivo il bisogno di riprendere in mano l'ironica ed entusiastica scrittura di Philip Roth, la delicatezza connotativa, l'instancabile necessità di conoscere, la sapienza letteraria. E l'ho fatto con un libro tradotto da Norman Gobetti, edito per Einaudi nel 2011 "Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno" ovvero, guardando Kafka... http://bit.ly/15PZw5b
Profile Image for Susanna Neri.
607 reviews22 followers
May 1, 2020
Una breve ritratto di uno scrittore forse ancora sottovalutato, brevi tratti che danno un immagine intensa e profonda. Ed un piccolo " e se invece..." quale scrittore non avrebbe voluto essere tenuto a battesimo da Kafka?
Profile Image for eva.
242 reviews
February 28, 2026
Ma quanto devi essere fantasioso e megalomane per immaginare un futuro in cui non solo Kafka sopravvive, ma addirittura diventa lo spasimante di tua zia? Eppure mi piaci proprio per questo, Philip Roth.
Profile Image for Barbaraw - su anobii aussi.
247 reviews35 followers
Read
February 4, 2018

"Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno", disse il digiunatore. "E noi infatti lo ammiriamo", rispose il custode con affabilità. "E invece non dovreste ammirarlo", replicò il digiunatore". "D'accordo allora, non lo ammireremo - disse il custode - , ma perché poi non dovremmo ammirarlo>?" "Perché io devo digiunare, non ne posso fare a meno", continuò il digiunatore. "Ma guarda un po’ - disse il custode - e perché non ne puoi fare a meno?" "Perché - disse il digiunatore, sollevando un poco la testolina e parlando, con le labbra arricciate come per un bacio, proprio all'orecchio del custode così che nulla andasse perduto, - perché non riuscivo a trovare il cibo che mi piacesse. Se l'avessi trovato, credimi, non avrei fatto tanto storie e mi sarei abbuffato come te o chiunque altro. “Furono le sue ultime parole, ma nei suoi occhi spenti si leggeva ancora la ferma, anche se non più fiera, convinzione di continuare a digiunare."
Franz Kafka, Un digiunatore
Ecco quanto. Ed è parabola perfetta.

Ma questo, in effetti, è tutto; è la prima pagina di quel smilzo per non dire smunto libro di 45 pagine (grosso modo le quarte di copertina ne riproducono quasi la metà...) creato a partire da una lezione di Philip Roth indirizzata agli studenti dell'Università della Pennsylvania nel 1972.
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