La storia di Hana, Rea e Nita durante gli 80 giorni di guerra della Nato contro la Jugoslavia di Milosevic. Tre donne albanesi che a Pristina devono sopravvivere di fronte alle violenze, alle offese, agli omicidi e agli stupri commessi da militari e civili serbi: dal rifiuto della fornaia serba di vendere il pane agli albanesi, all'esecuzione di uomini, donne e bambini solo perché kosovari, al furto continuo di ogni bene dalle case albanesi sino allo stupro di gruppo di una ragazzina di 13 anni. Alcune pagine sono davvero agghiaccianti al punto da chiedersi con disgusto "ma è veramente possibile che tutto ciò sia avvenuto a pochi chilometri da casa nostra, nella civile e democratica Europa?"
Come scrive Saviano "non un romanzo sulla guerra né un romanzo di guerra. No, questo romanzo è direttamente la guerra..."
Scritto con distacco e freddezza comunica con ancora più forza la violenza e la crudeltà della guerra che colpisce ormai solo i civili.