La nascita della scienza moderna è uno dei temi più affascinanti della storia della cultura e della società europea. Questo libro si concentra sul XVI e XVII secolo, un periodo in cui ebbero luogo radicali trasformazioni: l’umanesimo, le scoperte geografiche, la Riforma protestante, la Controriforma e la nascita degli Stati moderni. Le idee e le pratiche scientifiche sono esaminate nell’ambito della storia sociale e religiosa europea, superando la visione tradizionale della nascita della scienza moderna come una marcia trionfale lungo la strada maestra della razionalità. Lo scopo di questo libro è di mostrare che non vi fu un processo lineare di sviluppo delle scienze, fondato su un metodo e su un’unica concezione della natura, ma che il cammino delle scienze fu tortuoso e fu condizionato da vari fattori, incluse idee metafisiche e religiose, che oggi potrebbero apparire incompatibili con la scienza. Particolare attenzione è posta alla ricostruzione delle relazioni tra scienza e religione, tra magia e scienza sperimentale, così come ai luoghi e alle forme di trasmissione delle conoscenze. All’opera di coloro che una storiografia di carattere celebrativo ha presentato come eroi della Nuova Scienza, vengono affiancati i contributi di personaggi meno noti ai non specialisti, che tuttavia hanno contribuito a comporre il quadro della scienza del Cinquecento e Seicento.
Leggere questo libro mi ha fatto venire una gran voglia di approfondire l'argomento trattato, non soltanto per la sua vastità importanza e bellezza, ma anche perchè lo stile di scrittura dell'autore mi ha disgustato, sinceramente. L'ho trovato disordinato e confusionario, e questo, in un libro che parla di storia, è un enorme difetto. Inoltre moltissime cose che avrebbe potuto spiegare in breve a piè di pagina non sono state approfondite, costringendomi talvolta a prendere il telefono e cercare su google (es. sostantivi che indicavano abitudini dell'epoca trattata, oppure il pensiero alla base di certe correnti filosofiche)... spero che almeno questo sia semplicemente un problema della mia edizione e non comune a tutte le ristampe
Agile, scritto bene, molto "scolastico" ma allo stesso tempo relativamente completo. Per quanto mi riguarda l'apparato di immagini non è sempre sufficiente, e l'edizione che ho recuperato ha una marea di errori di battitura (compreso un "papa Innocenza VIII" che mi ha fatto piegare in due dal ridere). Però è un'utile introduzione alla materia, specialmente dal punto di vista filosofico.