De “Il caffè sospeso” ho amato principalmente l'inizio. Il pregio, sì, ormai lo chiamo così, di offrire il caffè ai tuoi amici e non è da ricercare con la lente di ingrandimento, soprattutto nei tempi correnti. Essendo meridionale, mi ritrovo molto in questa prefazione e considero “a tazzarell e café” il perfetto modo per augurare una splendida giornata a chi ti sta accanto. Per noi italiani, se ci pensate, in quella piccola tazzina c'è la nostra linfa vitale. Perchè non condividerla con altri?
Ma da quando mi sono trasferita su, mai nessuno mi ha offerto un caffè, se non meridionali come me. E' un gesto che mi manca molto, considerando che rappresenta la base sulla quale la mia vita si è formata.
Passando al resto, beh, devo dire che le pillole di De Crescenzo sono, a volte, davvero sanatorie. Altre sono semplici bevute d'acqua, che lasciano il tempo che trovano.
Lettura leggera, anche se presenta temi che, filosoficamente parlando, dovrebbero essere trattati in modo differente. Ma proprio per questo si apprezza Luciano.