Massiccio del Gran Sasso, 1944. Mentre le truppe tedesche si ritirano lentamente verso Nord, un terribile segreto giace ancora in un piccolo paese dell'Abruzzo: il carteggio Mussolini-Churchill. Ma all'improvviso, accanto alle lettere che potrebbero rovesciare il corso della guerra, ecco spuntare l'imprevedibile: un morto in piazza... Tra giallo, spy story e romanzo storico, una nuova inchiesta per Martin Bora, il soldato-detective creato da Ben Pastor, protagonista di altri quattro romanzi. Nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, Ben Pastor ha insegnato Storia e Scienze Sociali presso le università dell'Ohio, dell'Illinois e del Vermont.
Ben (Maria Verbena Volpi) Pastor was born in Rome, but her career as a college teacher and writer requires that she divide her time between the United States and Italy, where she is now doing research. Author of the internationally acclaimed Martin Bora war mysteries, she begins with Aelius Spartianus a new series of thrilling tales. In addition to the United States, her novels are published in Italy, Germany, Spain, Poland, and the Czech Republic. She writes in English.
Il paese in cui è ambientata la quinta puntata della saga di Martin Bora, memorabile protagonista nato nella fantasia e dalla penna di Ben Pastor, è l’immaginario borgo di Faracruci. Collocazione temporale e vicende ne chiariscono fin da subito le coordinate: siamo in pieno Abruzzo, e considerate le splendide giornate che ho trascorso questa estate in quella terra, è un fantastico punto di partenza.
Dopo aver perduto Roma, l’esercito tedesco è in ripiegamento verso Nord: per Martin Bora è una “Liberazione” certamente diversa da quella che festeggiamo il 25 aprile ma comunque significativa: lo attenderebbe un nuovo comando militare, finalmente lontano dalle slegato dalla politica e dagli scontri fra le innumerevoli sfaccettature del potere nazionalsocialista in Italia. Avrete notato il condizionale: l’ufficiale dell’esercito tedesco viene intercettato dai suoi superiori e inviato nella zona del Gran Sasso dove è stato da poco liberato Mussolini. Il suo compito ha un evidente aggancio con la storia contemporanea e le sue leggende: il capo del fascismo avrebbe consegnato durante la sua prigionia a Campo Imperatore alcuni documenti riservati a un vecchio compagno socialista, e si tratta di un carteggio esplosivo su cui vorrebbero mettere le mani sia gli Alleati che il comando tedesco.
In questo contesto, il ritrovamento del cadavere di un soldato americano nella piazza principale del paese (il morto in piazza che dona il titolo al romanzo) è l’occasione per avviare un’indagine che affonda le sue radici in un passato neppure troppo lontano.
Martin Bora è il solito, splendido personaggio: un protagonista disegnato con tratti vividi e quasi corporei, che emerge dalle pagine con un respiro umano che è persino difficile da descrivere. E’ combattuto fra il senso del dovere e la comprensione dell’altro, fra dolori personali e l’orrore di un conflitto ogni giorno più cruento, ed è costretto all’azione in un mondo che ha perso ogni punto di riferimento ed in cui non esistono direttrici chiare di Bene e di Male. E’ in questo bilanciamento perfetto fra Grande Storia e piccole storie umane che si sostanzia la cifra stilistica di Ben Pastor, e Il morto in piazza ne è ulteriore testimonianza.
"Bora dormiva completamente vestito, con le spalle alla porta. Sembrava un sonno profondo, forse dovuto all’emorragia. I soldati addormentati – Borgonovo si rammentava dalle trincee – mostrano una vulnerabilità abbandonata nella loro stanchezza, accucciati o distesi dove capita, in una specie di morte temporanea dell’apparato sensoriale." E che dire anche questa volta, la scrittura della Pastor mi ha incantato, ed ancora una volta sono stata stregata da Martin Bora. Stavolta siamo in Abruzzo durante la ritirata tedesca da Roma, con gli alleati che guadagnano terreno sempre di piu', storia molto intrigante scritta magistralmente. Questo e' uno di quei libri che vorresti non finisse mai, e non vedi l'ora di riaprire il libro e continuare a leggere.
Bellissimo! Martin Bora, il protagonista di questo romanzo e di tutta la serie a lui dedicata, vive di conflitti. Vive durante la seconda guerra mondiale, nella quale è ufficiale dell'esercito tedesco: il soldato perfetto, tutto obbedienza e disciplina. Vive l'ascesa del nazismo e il conflitto diventa anche interiore quando realizza che il suo senso etico e morale non gli permettono di superare il limite imposto da Hitler. E vive i conflitti che si generano quando il destino (la vita) lo mette di fronte alla perdita di persone a lui care. E' un personaggio introverso e riflessivo ma anche capace di scelte forti e immediate se la vita lo richiede. Meno male che ho ancora diversi libri della serie da leggere!
Dopo la liberazione di Roma, in fuga verso il Nord e un nuovo comando, finalmente slegato dalle inchieste politiche e dalle liti tra l’Abwher e la RSHA (Esercito e SS) viene deviato dal suo superiore a ricercare sotto il Gran Sasso dei documenti esplosivi per l’Ammiraglio Canaris Non aggiungo altro per non togliere il piacere della lettura. Armatevi di una copia dei Tristia di Ovidio e immaginatevi un paese di confine, abbandonato dalle autorità ed in preda a faide vecchie di secoli, sotto il tranquillo oziare dei giorni; Leone avrebbe potuto trasporne l’ambientazione ….
Il morto in piazza - pastor - 7 - ancora martin bora, nello scenario bellissimo delle montagne abruzzesi. Il suo rigore morale lo porterà a fronteggiare addirittura 3 casi, l’essere italiano per lo più misterioso per questo tedesco tutto di un pezzo, e una disillusione che ormai sconfina nella certezza dells sconfitta. Ce la farà bora, pagherà un prezzo alto ma la sua integrità sarà salva. Gran sasso.
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" ... "Sono d'accordo, la morte non dovrebbe mai essere ostentata." Un'altra osservazione bizzarra per un militare professionista ... " Un colonnello Bora sempre più diviso tra il dovere e la coscienza, sempre più disilluso dagli eventi che lo stanno travolgendo ma strenuamente attaccato al dovere. Un racconto intenso e drammatico.
Ambientato in Abruzzo questo romanzo storico è scritto molto bene e si legge volentieri. L'aria di mistero avvolge tutto il libro fino all'ultima pagina. Ricco in colpi di scena racconta l'ennesima avventura di Martin Bora...
Ho apprezzato moltissimo 'La morte in piazza' di Ben Pastor, come tutti i libri della serie Martin Bora. Questo volume in particolare mi ha colpito perché è ambientato in Abruzzo, la mia terra d'origine, a cui sono legatissima.