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Duca Lamberti #1-4

La Milano nera

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Questa raccolta comprende i romanzi Venere privata, Traditori di tutti, I ragazzi del massacro, I milanesi ammazzano al sabato, nonchè una selezione di racconti "milanesi" tratti da Milano calibro 9 e Il centodelitti.

740 pages, Hardcover

First published January 1, 1972

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About the author

Giorgio Scerbanenco

119 books113 followers
Vladimir Giorgio Šerbanenko was an Italian journalist and writer of Ukranian origin.

He was born in Kiev, in what was then the Russian Empire, on 28 July 1911. At an early age, his family immigrated to Rome (Scerbanenco's father was Ukrainian, his mother was Italian), and then he moved to Milan when he was 18 years old.

He found work as a freelance writer for many Italian magazines, chief among them Anna Bella before becoming a novelist. His first fiction books were detective novels set in USA and clearly inspired by the works of Edgar Wallace and S.S. Van Dine signed with an English-sounding pen name. While Scerbanenco wrote in several genres, he is famous in Italy for his crime and detective novels, many of which have been dramatized in Italian film and television [1]. These include the series of novels with main character Duca Lamberti, a physician struck off the register for having performed a euthanasia, and turned detective (Venere privata - A Private Venus, 1966; Traditori di tutti - Betrayers of All, 1966; I ragazzi del massacro - The Boys of the Massacre, 1968; I milanesi ammazzano al sabato - The Milanese kill on Saturday, 1969), as well as Sei giorni di preavviso (Six Days of Notice), his first novel. He died of a heart attack in Milan on 27 October 1969. As well as in Milan, the writer lived for a long period in Lignano Sabbiadoro, a town on the Adriatic Sea in Friuli-Venezia Giulia. The town holds his archive.

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Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
August 19, 2020
“Americano e fesso”

All’interno di questa vecchia edizione Vallardi che contiene i 4 romanzi di Scerbanenco con Duca Lamberti ho trovato un segnalibro extralarge in cui Oreste Del Buono presenta l'opera e riporta l'inizio della sua corrispondenza con Giorgio Scerbanenco. L’ho ricopiato:

*****

In data anno di grazia 1964, arrivò la prima cartolina, una cartolina a colori riproducente una visione notturna neppure troppo incoraggiante di Lignano City (Udine) e dietro il seguente messaggio:

”Caro Del Buono, un favore, se ti è possibile: il nome del N. 1 che sceglie i Gialli Garzanti. Ne sto scrivendo uno. Ciascuno si diletta come può, e per dimenticare tante cose sto lavorando a questo "nero" italiano. Non è una jamesbonderia formato provincia, ma qualche cosa di più. Di editori si muore, ma non se ne può fare a meno. Grazie se potrai darmi qualche indicazione utile. Caramente
Giorgio Scerbanenco”.


Mi trovavo ad essere non il numero 1, ma il numero zero, comunque riuscii a dare l'indicazione utile. Un intervallo di tempo, e mi arrivò un pezzo di romanzo. Come andava? Scerbanenco aveva la bontà di sottoporsi a un mio giudizio, prima di decidere se continuare o no. Il giudizio non poteva non essere più che favorevole.
In data anno di grazia 1965, mi arrivò finalmente l'intero dattiloscritto, puntigliosamente battuto, di Venere privata, con letterina d'accompagnamento:

Caro Del Buono, questo è il romanzo. E' stato scritto con sacro furore e con sottile gioia. Mi sembra molto Scerbanenco, quello misconosciuto che tu conosci così bene. Spero che ti piaccia, che vada bene in ogni senso, raramente ho scritto con tanta convinzione, accanimento e diligenza, oltre tutto perché sapevo che avresti letto e deciso tu. Non ti spaventare del mio entusiasmo, forse sono un po' ex cosacco e ormai sono lanciato, ma sto già pensando al secondo "nero" con lo stesso protagonista, e con un titolo che mi appassiona ma che non so se si può mettere: "Americano e fesso". Scusami queste effusioni epistolari, ma sono poche le persone con le quali mi effondo così. Grazie di leggermi e cari saluti
Giorgio Scerbanenco.


Il titolo della seconda avventura di Duca Lamberti fu poi corretto in Traditori di tutti, forse l'altro titolo era migliore.
Ad ogni modo ho riportato quest'inizio di corrispondenza gialla e nera non per gloriarmi di una scoperta. Scoperta da parte mia proprio non ci fu, e neppure ci fu merito. Il merito fu tutto, ovviamente, di Scerbanenco e dell'editore che credette subito nei suoi romanzi. Ho riportato quest'inizio di corrispondenza gialla e nera per riassaporare la gioia di esser stato testimone più ancora che intermediario dell'esplosione del maggiore autore poliziesco italiano. E anche per riproporre la qualità del suo orgoglio e del suo pudore, della sua timidezza e della sua responsabilità di artigiano innamorato del mestiere, di fabbricante infaticabile di storie e di evocatore irresistibile di atmosfere.
(o.d.b.)
Profile Image for Georgiana 1792.
2,422 reviews162 followers
June 16, 2022
Raccolta dei quattro romanzi che compongono la quadrilogia di Duca Lamberti, pubblicata dal 1966 al 1969.

Venere privata
Rilettura di questo bellissimo romanzo che ci porta nella Milano noir degli anni '60 e nel mondo della prostituzione "non regolamentata", che tenta di sfuggire dalle maglie della malavita, ma che viene prontamente ricatturata.
Bellissimo il personaggio di Duca Lamberti - un medico radiato dall'albo perché ha praticato l'eutanasia come gli è stato richiesto da una paziente terminale - che diventa detective per aiutare un giovane sull'orlo dell'alcolismo che ha cominciato a bere per dimenticare qualcosa di terribile.

Traditori di tutti
Io amo la scrittura di quest'uomo, malgrado le espressioni poco politically correct (perché scriveva in un periodo in cui non esisteva questo termine, anche se lo era molto più di altri. Qui si parla di un traffico di stupefacenti e di armi in cui Duca Lamberti viene coinvolto, operando di imenoplastica una donna di facili costumi che vuole ritornare "vergine". Tutto gira attorno a tre diverse coppie morte cadendo con la macchina nel Lambro in tre differenti periodi, ma tutte collegate da un uomo, un avvocato, Turiddu Sompani, che malgrado il nome, è di provenienza bretone (in realtà di chiama Jean Saintpouan, emerso in Europa nelle ore peggiori della guerra), una delle vittime della seconda "caduta".
La legge proibisce di ammazzare le canaglie, i traditori di tutti, anzi specialmente questi che devono avere sempre un avvocato difensore, un processo regolare, una regolare giuria e un verdetto ispirato alla redenzione del disadattato, mentre invece si può, senza nessun permesso, innaffiare di proiettili due carabinieri di pattuglia, o sparare in bocca a un impiegato di banca che non si sbriga a consegnare le mazzette di biglietti da diecimila, o mitragliare in mezzo alla folla, per scappare, dopo una rapina, questo si può, ma dare un buffetto sulla rosea gota al figlio di baldracca che vive di canagliate, questo no, la legge lo proibisce, è male, non avete capito niente di Beccaria, no, lui, Duca Lamberti, non aveva capito niente Dei delitti e delle pene, era un grossolano e non aveva speranza di raffinarsi, ma gli sarebbe piaciuto incontrare quelle canaglie, lui glieli avrebbe dati, i buffetti sul viso.

I ragazzi del massacro
Una storia agghiacciante, di ragazzi minorenni che "studiano" in una scuola serale; figli di delinquenti e di persone oneste, ragazzini che entrano ed escono dai riformatori, destinati a una vita che porta dritti verso il carcere. Questi ragazzi massacrano di botte e seviziano la loro insegnante senza un apparente motivo se non un'ubriacatura di massa con l'anice lattescente. Ma chi è stato a cominciare? Chi li ha istigati? Chi ha portato l'anice in quella classe? Duca Lamberti non è certo quel che si direbbe politically correct, ma in un certo senso è meglio dei suoi contemporanei, e cerca di risolvere a modo suo questa storia complicata, per far sì che almeno uno dei ragazzi possa salvarsi da un futuro ormai segnato.

I milanesi ammazzano al sabato
Quarto e ultimo episodio che vede protagonista Duca Lamberti, che si svolge ancora una volta nel mondo della prostituzione di una Milano dei primi anni 70, sporca e meschina. La storia di Donatella segna profondamente Duca Lamberti, che alla fine non può condannare il padre per la sua impulsiva, ma forse catartica, vendetta. Un impulso che gli viene solo perché è sabato, quindi non deve andare a lavorare come tutti i giorni, seguendo la solita routine... Ecco perché I milanesi ammazzano al sabato (che ironia amarissima in questo titolo!)
Profile Image for Maikel Maryn.
Author 10 books14 followers
May 2, 2020
Giorgio Scerbanenco, al secolo Volodymyr-Džordžo Ščerbanenko, è uno di quegli scrittori con la straordinaria capacità di rendere “giuste” anche le infrazioni alle regole della scrittura.
Il ciclo di Duca Lamberti è quello che chiude la sua carriera, l’ultimo romanzo della serie, “I Milanesi Ammazzano il Sabato” è datato 1969 che è anche l’anno in cui Scerbanenco muore.

La sua Milano non è quella da bere degli anni ‘80, ma quella che vent’anni prima si sta scrollando di dosso la povertà e la polvere del dopoguerra e sta ingrassando di vizi grazie al boom economico, covando tensioni che deflagreranno nel decennio successivo.

Lo stile di Scerbanenco è particolare: un mix di letterarietà e cronaca, giusto connubio per un giornalista romanziere. Gli anni passati si sentono, inutile negarlo, la prosa risulta datata, la gestione dei punti di vista a volte è bizzarra e di sicuro Scerbanenco non immerge il lettore all’interno della psicologia dei personaggi, ma ne privilegia le azioni. In questo senso è molto cinematografico, non per nulla i suoi romanzi sono stati adattati per il grande schermo all’interno di quel filone che, anni dopo, verrà battezzato come “poliziottesco all’italiana”.
dei quartieri bassi, in questura.
Una delle cose più spiazzanti di Scerbanenco è la capacità di rimanere sempre pacato anche nei momenti in cui, senza alcun preavviso, fa esplodere scene di una violenza inaudita.

E tu, lettore, resti lì incollato, fino alla fine.
Profile Image for Mari.
375 reviews29 followers
July 23, 2012
24/2/2011 - Venere privata - 4 STELLE
Venere privata è il primo libro dedicato alle avventure di Duca Lamberti, medico radiato dall'albo per aver praticato l'eutanasia. Lamberti dopo aver scontato il carcere viene "assunto" da un facoltoso uomo d'affari della Milano bene per curare la dipendenza dall'alcool del figlio Davide. Farà molto di più Duca, dietro il presunto alcoolismo di Davide c'è altro. C'è una Milano grigia, che sta crescendo e diventando la metropoli che è oggi. Ci sono palazzi che hanno storie da raccontare, persone subdole e pericolose che non hanno scrupoli e approfittano dell'ingenuità e delle speranze di giovani donne in cerca di benessere. C'è l'indifferenza che comincia a germogliare negli animi della gente e che oggi si è purtroppo radicata nelle nostre città. C’è la vita, e Scerbanenco ce la racconta con uno stile unico, pacato, senza bisogno di creare suspense, con una capacità narrativa da cui molti probabilmente hanno cercato di attingere ma che è, per quanto mi riguarda soltanto sua. Forse l’unico a cui mi sentirei di accostarlo oggi è Carlotto.
Questo libro raccoglie tutte e quattro le avventure di Duca Lamberti, perciò voterò un racconto per volta e alla fine metterò le stelline per l’intera opera.

27/4/2011 - Traditori di tutti - 4 STELLE
Tradivano tutti, la madre sul letto di morte, e la figlia in clinica parto, vendevano il marito e la moglie, l'amico e l'amante, la sorella e il fratello, ammazzavano chiunque per mille lire e tradivano chiunque per un gelato, non occorreva neppure picchiarli, bastava frugare nel fondo melmoso della loro personalità, e veniva fuori vigliaccheria, canaglieria, tradimento.

Inizialmente pensavo che gli avrei dato 3 stelle. La storia sembrava coinvolgermi meno rispetto a Venere privata e invece alla fine mi sono ricreduta. Le atmosfere quì sono ancora più belle. Milano è meno grigia, in compenso c'è l'Alzaia Naviglio Pavese che è la vera protagonista del libro. E poi c'è Duca. Questo è il libro della sua svolta, prenderà una decisione importante, anzi, forse più di una. Quando ricopia l'Abiura di Galileo il mio cuore ha sussultato. Scerbanenco è poesia in noir.

22/06/2012 - I ragazzi del massacro - 4 STELLE
Più leggo Scerbanenco e più mi piace, tanto da poter affermare che in Italia non c’è uno scrittore noir/poliziesco migliore di lui. Certo si capisce subito che sono storie scritte qualche decina di anni fa (in questo caso il 1969), alcuni termini fanno sorridere e li ho dovuti persino cercare su google, ma nonostante tutto è di un’attualità sconcertante. Non c’è morbosità nel descrivere il delitto compiuto, non c’è esasperazione nei dialoghi o esagerazione nei personaggi. Tutto è magicamente misurato da risultare quasi perfetto. Milano poi è sempre al centro di tutto, con la sua nebbia che avvolge e nasconde, le case fatiscenti fra Lambrate e Piazzale Loreto, adulti e ragazzi che vivono ai margini della società.
In questa Milano che nulla sembra avere in comune con la città del boom economico, Matilde Crescenzaghi, un’anonima maestrina di scuole serali viene barbaramente seviziata e uccisa da undici ragazzi della sua classe. Undici teppisti, già avvezzi al riformatorio e al carcere, con famiglie problematiche alle spalle. Un caso apparentemente facile da risolvere, basta individuare chi fra gli undici è l’autore materiale del delitto o al massimo sbatterli tutti al fresco e amen.
Duca Lamberti però non è portato per le indagini approssimative. Lui vuole capire, è convinto che i ragazzi non possono aver fatto tutto di testa loro, dietro sembra esserci la regia di una mente adulta, ma bisogna scoprire il movente per avvicinarsi alla verità………

Freddo, teso, impassibile. Nel terzo romanzo che lo vede protagonista Duca Lamberti appare sempre più cupo e impenetrabile, un po’ come la nebbia presente in città. Mi ha sconvolto il distacco dimostrato per la morte della nipotina e la normalità con cui poi ha trattato la sorella. Anche nei confronti di Livia Ussaro ha un atteggiamento quasi incomprensibile. La rispetta, la stima, è attratto da lei ma c’è qualcosa che lo frena, e non credo dipenda solo dal fatto che ci troviamo a ridosso tra gli anni 60 e gli anni 70.
Unico neo alle indagini la denuncia fatta dalla maestra prima di essere uccisa. Come mai non risulta nel fascicolo delle indagini? Forse all’epoca era più complicato fare dei controlli incrociati, ma penso che se una persona viene uccisa così barbaramente gli inquirenti dovrebbero essere informati su tutto quello che questa persona ha fatto in vita e sulle sue frequentazioni.

“mi ha detto che è un invertito
“la bambina aveva il nome della mamma, che era una mamma illegale, non sposata”
“non sapevo nulla di questa particolarità di mia sorella”
Queste sono solo alcune delle frasi “retrò” presenti nel libro, poi ci sono anche molte parole arcaiche: malattie celtiche, basedoviani, lenocinio, luetico, lue….
Profile Image for stefania gloss.
Author 2 books10 followers
October 21, 2013
Uno dei migliori autori di noir, per climax e personaggi, specie alla luce del fatto che le storie sono ambientate a Milano
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