Ringrazio il cielo di avermi scelto per scoprire e per strutturare quella meravigliosa realtà chiamata viaggio di compleanno. Certamente è stata la verità più positiva di tutta la mia vita. Ho aiutato migliaia di persone a migliorare la qualità del proprio destino, ad avere figli che secondo la scienza non potevano esserci, a trovare una splendida “anima gemella” con cui dividere il cammino di un’intera esistenza, a realizzarsi professionalmente e a vivere in uno stato di benessere assai superiore a quello che il cielo aveva dato loro alla nascita.Ogni viaggio, piccolo o grandissimo che ho consigliato alle persone di cui mi sono preso cura, si è poi trasformato in un distillato indelebile della mia mente e del mio cuore. Le tantissime manifestazioni di gioia e di gratitudine di migliaia di persone mi hanno appagato in una maniera che di più non sarebbe stato possibile. Ringrazio il cielo di questo immenso dono.Ma come mai, come avrei scoperto solo decenni dopo la mia nascita, ciò è toccato a me? Neanche tre lunghe analisi del profondo, ortodosse al massimo e di indirizzo junghiano, erano riuscite a svelare il mistero e solo tra gli anni Ottanta e Novanta ho percepito, in trasparenza, il cammino che mi aveva portato a ciò, anche se non mi è chiaro il motivo della scelta da parte degli mi è tornato alla mente un episodio preciso, nettissimo, che può spiegare da solo l’intera direzione del mio passaggio sulla Terra.Avevo tra i tre e i quattro anni. Vivevo a Vico Equense e trascorrevo la maggior parte del mio tempo con mia madre, che adoravo (terzo di quattro fratelli e primo dei due maschi). A un tratto mi avvidi di qualcosa che turbava mia madre. Molto. Chiesi “Ciruzziello (così mi chiamava), oggi è il mio compleanno”. “E che significa?”. “Che oggi sono diventata più vecchia!”.Non ero in grado di decrittare il suo messaggio malinconico, ma avvertii immediatamente una sensazione di chiarissimo panico. Chiesi altre spiegazioni e mia madre mi rispose che ogni anno, nel giorno del compleanno, “cresciamo”, cioè ci facciamo più vecchi e quindi… Non capivo la portata di ciò che ascoltavo per la prima volta, ma vissi quell’esperienza come uno dei traumi più grossi di tutta la mia esperienza umana. Avvertivo il pericolo, abbinavo il momento del compleanno a un pericolo che mi avrebbe tolto mia madre e tutto ciò provocò una tempesta di emozioni dentro di me. Subito “Non ti preoccupare, Mamma, io starò sempre vicino a te e ogni volta che sarà il giorno del tuo compleanno, ti legherò con una corda alla sedia, così tu non crescerai e non invecchierai…”.Impossibile non rintracciare in ciò le origini certissime del mio esagerato studio sui compleanni e il tentativo futuro di esorcizzare questo momento spaventoso che avrebbe potuto portarmi via la persona che amavo di più. Il resto è storia e il compleanno mirato funziona davvero, come sperimentano ogni anno decine di migliaia di miei lettori.Il viaggio, fin dalle origini dei tempi, dall’Odissea di Ulisse all’altrettanto infinito percorso descritto in 2001 Odissea nello Spazio del grandissimo Stanley Kubrick, è uno spostamento e basta, ma è anche una metafora di un tragitto, di un lunghissimo cammino dentro la nostra vita e in questo brevissimo (una manciata di secondi) nostro attraversamento dell’universo, a mezzo dello stesso noi viviamo alcune delle esperienze più sensazionali della nostra avventura umana.Mi piace chiudere ricordando le parole del protagonista di Gattaca, splendido film di Andrew Niccol, del 1997: il Non–Abile riesce a ingannare l’agenzia spaziale e parte verso Titano, pensando nella sua “… qualcuno ha detto che ogni atomo del nostro corpo apparteneva a una forse non sto partendo; forse sto tornando a casa”.