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A cosa servono gli amori infelici

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Alla vigilia del nuovo millennio, un uomo si ammala e deve subire un delicato intervento chirurgico rinviato per un esame preliminare andato male. Nella lunga attesa decide di non ricevere visite. Preferisce passare il tempo leggendo e prendendo appunti per un ipotetico libro che non ha mai trovato il tempo o la voglia di scrivere. Scrive anche tre lettere fondamentali. A un suo collega d’ufficio. A un sacerdote che lo ha amato e da cui è scappato. A un misterioso personaggio senza nome, una specie di alter ego, vero o inventato, con cui ha creduto di parlare per tutta la vita. In queste tre lettere l’uomo racconta incontri ed eventi fondamentali nella propria esistenza, svela retroscena, e allo stesso tempo riflette sulla storia del proprio paese: il mitico e mancato ’68, il lavoro odiato, le contestazioni al teatro di parola alla fine degli anni Settanta, i desideri fuggiti, gli amori infelici vissuti e suscitati, la rivoluzione tecnologica. Un percorso accidentato, ironico, doloroso accompagnato da un dubbio: “Ho trascurato davvero la parte migliore della vita?”

122 pages, Paperback

First published October 1, 2010

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About the author

Gilberto Severini

19 books6 followers

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,478 reviews2,457 followers
July 24, 2024
PIÙ PROCEDE E PIÙ SOMIGLIA A SE STESSO

description
L’immagine sulla copertina.

I generici, che prima di essere nobilitati da tale termine si chiamavano comparse, sono quelle presenze che in un film affollano la strada, un ristorante, un ascensore, un treno, un parco, un negozio: meno si notano e meno si capisce che sono lì per uno scopo, più bravi sono e più bravo è chi li dirige (l’aiuto regista), e più ‘vero’ sembra il film.
Sono abituati a fare massa, rinunciando all’individualità.
Sono meno appariscenti di una controfigura.
Sono lì per essere al massimo percepiti in modo inconsapevole, l'ideale è quando esistono senza essere notati.

Ma provate a toglierli e il velo è strappato, la finzione scenica salta all’occhio, perché la loro assenza è più vistosa della loro presenza.

Quando le cose funzionano bene.

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Giovani in fila per un casting di generici.

‘Generico della vita’ è come si definisce (!!) il protagonista di questo nuovo capitolo del lungo ininterrotto romanzo di Severini, iniziato una trentina d’anni fa col primo titolo (Ospite in soffitta, credo che fosse), in tempo per essere letto e apprezzato da PV Tondelli.

Parlo di un unico romanzo, i cui capitoli sono i vari titoli pubblicati da Severini nel corso degli anni (quanti? una buona dozzina credo), perché avendone ormai letti quattro, ogni volta mi ritrovo dentro la stessa storia, avvolto nella stessa atmosfera, circondato dagli stessi personaggi, disegnati con la stampino praticamente in automatico.

description

Ambientati in provincia, sempre nelle Marche, i libri di Severini presentano senza eccezione vite sprecate, vite tarpate e mai sbocciate, anime che non riescono a esprimersi, sessualità repressa vissuta di nascosto, l’allegria considerata come una moda, intellettuali mancati, volgarità del mondo circostante, malinconia, un diffuso senso di fallimento senza ritorno.

Un fiume lungo trent’anni di attività letteraria, con poche impennate di corrente e un flusso sostanzialmente monocorde.

Questo, che è l’ultimo in ordine di pubblicazione, ma è ambientato alla vigilia del terzo millennio, non si discosta dagli altri, se non forse nel titolo, che è di presa più facile del solito: a me fa venire in mente il titolo di una canzone da festival di Sanremo.

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Dirk Bogarde (28 marzo 1921 – 8 maggio 1999).

Fatte le debite eccezioni, in alto e in basso, Sanremo garantisce prodotti sufficientemente ben confezionati, dignitosa professionalità, scarsa originalità, rispetto della presunta tradizione canora italiana.
E in effetti A cosa servono gli amori infelici è un po’ come le canzoni del festival di Sanremo.
A pensarci bene, l'intera produzione di Gilberto Severini percorre questo sentiero: pochi picchi, la lunghezza corretta, abbastanza old fashioned, lemme e di rapida orecchiabilità (per chi apprezza la tradizione), qua e là perfino didascalico, con personaggi che ogni tanto parlano ‘come libri stampati’.
Il tono, le parole scelte, il ritmo che adotta somigliano al suo nome.

L’edizione è gradevole, piacevole tenerla in mano: ma vedere Dirk Bogarde scambiato per Ernest Borgnine, come se qualcuno potesse prendere Clint Eastwood per Totò, è davvero un brutto segno di sciatteria della casa editrice dove pare che nessuno legga o rilegga o verifichi o editi o corregga i refusi.

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Luchino Visconti: Bellissima. 1951.
708 reviews186 followers
June 19, 2013
“Sai capire i libri,ma non sai leggere i sentimenti delle persone neanche quando ti riguardano.”

Pretenzioso libretto citazionistico, a voler essere brutali.
Un uomo avanti con l'età deve farsi operare al cuore. Nell'attesa riflette sulla sua vita, si guarda intorno in corsia, scrive tre lettere e si racconta.
Una scrittura che si rivela banale nel suo voler apparire profonda, una bella collezione di bigliettini da baci perugina con attorno una vicenda inconsistente, inspiegabilmente ambientata alla vigilia dell'anno 2000, intrisa di una gaia nostalgica malinconia. Buono solo come fonte di citazioni per rivitalizzare i momenti emo che ogni tanto ci colpiscono o per sfoggiarli su tumblr. Togli questo e resta il nulla più assoluto. Non mi piace nemmeno l'Italia che traspare da questo racconto: intrisa di un irriducibile provincialismo, tra programmi radiofonici, Vasco Rossi, Andreotti, e molta altra gente (a me ignota) citata a caso.
Inconsistente.
Profile Image for ALEARDO ZANGHELLINI.
Author 4 books35 followers
August 17, 2021
A hospital patient waiting for an operation reconstructs the salient events of his fairly ordinary life in three letters intended for three different addressees. Feelings of regret for missed opportunities and nostalgia -- for what could have been, rather than what was -- dominate the narrative, but never in an unbearably harrowing way, perhaps because they are tempered by a wisdom that makes you feel he has, after all, known life more intimately than if he had been one of those who live it more impulsively, less thoughtfully. The writing is beautiful. Highly recommended if you can read Italian.
Profile Image for Paola.
10 reviews4 followers
May 31, 2011
"A cosa servono gli amori infelici" è un libro che pone domande esistenziali profonde eppure incapace di sviluppare una storia avvincente.
Ne risulta una lettura lenta, ci si annoia, e i pochi barlumi di luce che si intravedono, a sprazzi, nelle pagine finali, non bastano a farne un buon romanzo. Intristisce la facilità dell'artificio narrativo scelto per raccontare questa storia. A partire dalla stessa idea si sarebbe potuta sviluppare una storia ben costruita.

Difficilmente lo consiglierei a qualcuno.
12 reviews
January 29, 2022
Amo molto Severini, per la capacità disarmante di metterti in contatto con i suoi personaggi, come se li conoscessi da una vita. In questa raccolta a una cornice dove un uomo è ricoverato in un ospedale seguono tre lettere, genere molto frequentato dallo scrittore. Ci sono sprazzi di bellezza ma non raggiungee vette di Sentiamoci qualche volta. Ci sono le idee, la prosa ma manca il cuore che pulsa e brucia. Un testo riuscito a metà.
Profile Image for Marta Marzietta.
18 reviews2 followers
August 6, 2014
Un uomo qualunque, impiegato nell'ufficio relazioni pubbliche di una grande e non ben definita azienda, è ricoverato in ospedale in attesa di subire un delicato intervento chirurgico al cuore. L'uomo ha cinquantotto anni, e alle spalle una vita vissuta quasi esclusivamente nell'osservazione asettica e gelida, in un'immobilità sofferta e austera. Ha accettato un lavoro inutile e insoddisfacente, che sapeva sa subito, "l'avrebbe reso infelice per il resto della vita". Chiuso in un impenetrabilità inscalfibile ha rifiutato qualsiasi tipo di passione, sia da parte di donne che si uomini, rendendosi egli stesso causa dell'infelicità dimessa e abbandonata che dà il titolo alle sue confessioni.
Intellettuale riservato e timido, dalla scrittura limpida e dignitosa propria di un Novecento scivolato via "con gli abiti feriti, muto", Gilberto Severini si fa erede di un tipo di sensibilità antica e pura, che ancora oggi, quando si manifesta, rende omaggio alla bellezza della parola scritta.
Profile Image for Manuel.
108 reviews6 followers
Read
February 25, 2012
Questo è uno di quei libri che se non mi fosse stato regalato l'avrei sicuramente preso per il suo titolo.
Ritengo di essere un tipo malinconico, o almeno mi immagino così; inoltre penso di aver avuto alcuni amori infelici e li reputo, ora che ne sono lontano, costruttivi e di una bellezza malsana; ritengo, altresì, che le persone che più mi attraggono in giro per la strada siano mie simili, e quindi... malinconiche. Anche se tutte queste ipotesi su me stesso e sugli altri si rivelassero inesatte, o pure illusioni, continuerei a sentirmi vivo solo a pensarmi (vedermi) così. Non potevo, quindi, non emozionarmi nella lettura del titolo di questo libro.
Continua su http://www.liberdocet.it
Profile Image for la_requez.
14 reviews
February 25, 2020
Nell’attesa di un intervento chirurgico un uomo fa il punto sulla propria vita attraverso tre lettere indirizzate ad altri.

“Se non mi sentissi costantemente giudicato da te, non saprei più cosa fare. Me ne andrei in pezzi.”

“Non ha importanza se non mi ami, il mio amore basterà per tutti e due.”

P.S. Il libro non parla solo d’amore...
Profile Image for Barbara Ab.
757 reviews8 followers
April 30, 2016
Scritto molto bene, tratta in modo eccellente un tema delicato – omosessualità - , ma risulta un pò pesante come lettura secondo me. Per fortuna sono solo un centinaia di pagine e non sono troppe per smettere di apprezzare la bravura dello scrittore
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