Filosofo e scrittore, racconta la forza motivazionale dei grandi sentimenti, dei valori e delle passioni e la necessità di reinventare i paradigmi in ogni campo della nostra esistenza.
Ha progettato e messo in scena numerosi eventi e festival, fra i quali Frontiere, Living Simplicity, e Mi030 con Stefano Boeri.
E’ docente al Politecnico di Milano, opinionista per le pagine milanesi di la Repubblica, e in passato fondatore di Musica 80.
Nei suoi scritti e speech propone una visione a tutto campo, che spazia dai grandi temi del mutamento e della sua dimensione umana e vitale alla costruzione di modelli più ricchi e avanzati di linguaggio, progettazione, comunicazione, comportamento, forme di pensiero.
Ho trovato questo libro su uno scaffale di bookcrossing. Mi attraeva il sottotitolo perché la crisi del maschile é un'evidenza di cui senza dubbio è un dovere di dibattere. Non che sia un argomento nuovo: i quarantanove racconti di Hemingway sono tutti una ricerca e un'epica del coraggio, del virile, del sensibile. Ma il libro di Bolelli parte con un incipit che non promette nulla di buono: "Questo ha tutta l'aria (e tutta l'intenzione) di essere un libro arrogante e indisponente. Sprezzante, sopra le righe, impudente e imprudente". Come temevo si tratta di un libro politicamente scorretto che a ogni pagina si sforza di non offendere nessuno. Quando poi il libro in cui si dovrebbe proporre un nuovo modello di maschile, si trova a fare più attenzione alle donne che potrebbero offendersi nel leggerlo, si capisce che l'intenzione è andata a farsi benedire. Ogni volta che poi l'autore chiama le donne col nome di "fanciulle" per essere più simpatico e portarne forse a letto qualcheduna, fa venire i brividi.
Ma al di là di essere un libro confusionario e scritto male, certi tratti di idee buone ci sono. La teoria delle due case, l'avversione per i passeggini, l'intuizione che l'intelligenza passa anche attraverso le asole del rock e dello sport. Ció non giustifica di certo le centosei pagine di "Con il cuore e con le palle". Semmai si capisce che Bolelli è un uomo energetico, appassionato e senza dubbio intelligente. Mi sento di sconsigliare vivamente il libro, ma perchè no d'informarsi sull'autore; gli stessi argomenti espressi su youtube o snocciolati a suon di tweet possono anche essere fecondi. Ma sono convinto che il regno della carta e il tempo di cui vive un libro richiedano un altro tipo d'attenzione, che in questo particolare esperimento sono venuti meno.