Louis-Ferdinand Céline, pen name of Dr. Louis-Ferdinand Destouches, is best known for his works Voyage au bout de la nuit (Journey to the End of the Night), and Mort à crédit (Death on the Installment Plan). His highly innovative writing style using Parisian vernacular, vulgarities, and intentionally peppering ellipses throughout the text was used to evoke the cadence of speech.
Louis-Ferdinand Destouches was raised in Paris, in a flat over the shopping arcade where his mother had a lace store. His parents were poor (father a clerk, mother a seamstress). After an education that included stints in Germany and England, he performed a variety of dead-end jobs before he enlisted in the French cavalry in 1912, two years before the outbreak of the First World War in 1914. While serving on the Western Front he was wounded in the head and suffered serious injuries—a crippled arm and headaches that plagued him all his life—but also winning a medal of honour. Released from military service, he studied medicine and emigrated to the USA where he worked as a staff doctor at the newly build Ford plant in Detroit before returning to France and establishing a medical practice among the Parisian poor. Their experiences are featured prominently in his fiction.
Although he is often cited as one of the most influential and greatest writers of the twentieth century, he is certainly viewed as a controversial figure. After embracing fascism, he published three antisemitic pamphlets, and vacillated between support and denunciation of Hitler. He fled to Germany and Denmark in 1945 where he was imprisoned for a year and declared a national disgrace. He then received amnesty and returned to Paris in 1951.
Kurt Vonnegut, Jr., Henry Miller, William Burroughs, and Charles Bukowski have all cited him as an important influence.
Questa non è una recensione seria , del resto neanche Cèline ne aveva, di intenzioni serie, quando scrisse scandalo negli abissi, e se pensiamo che quest' opera fu scritta in uno dei periodi più neri dell' Europa, e della stessa vita di Cèline, ci si può stupire ancora di più della sua leggerezza e incredibile raffinatezza :
"Musica! ali della Danza!Senza la musica tutto crolla e striscia.. Musica edificio del sogno!" (Cèline/Bagatelle per un massacro)
Primo approccio in assoluto con Cèline, a quanto pare ci stiamo simpatici, aspetto di leggere le opere maggiori. Intanto lascio la parola a Vinicio Capossela che se l' è cavata molto meglio di me a parlare di scandalo negli abissi:
Nel fondo del mar, nel fondo del mar.. La foca barbuta, sempre piaciuta Che è solitaria, le piace cantar, Una sirena si sente coi baffi, Una sirena nel fondo del mar E i pesci uccelli le batton le ali E scrosciano applausi di pinne e di bolle Nel fondale spettacolare Dell'abisso musicale
Io la vispa Pryntyl Dal caschetto malizioso Nettuno si gettava ai miei piedi Implorando chiamami Nunù Prima stella del corpo di ballo Del balletto delle onde Un tutù di alghe nel blu.. chiamami Nunù Perchè sono una sirenaaa canto in sirenese Ondeggia il pavimento, nel mare si stringono i cuori Li assalgono i mali della nostalgia Si avvicinano navali e gamberi schiudono perle le ostriche
Non ho perso la voce per un paio di gambe Come la Sirenetta in pegno d'amor Ma io la perdo fumando e bevendo Nell'orgia dei sensi mi butto cantando E mi ubriaco e stordisco ballando Nell'ebrezza felice abbracciando Sulla terra tutto si consuma L'amore all'alba si trasforma in schiuma
Ma nell'abisso è tutto uno spasso Puoi sempre incontrare un pesce pagliaccio E quando sei triste basta una siiiireeennaaaaaaaa Sbarazzina, civettuola, piena di squame dalla coda alla gola
Fatevi attorno focene volanti, cavallucci di mare, terra e bagnanti Ascoltate come sturo l'abisso Ora lo scandalo lo darò io Perchè sono una sireeennaaaa, canto in sirenese Pryntyl slash slash smack smack glu glu Chiamami Nunù
Ora Pryntyl sei finita in taverna In esilio da kraken e krill Sei finita a guadagnarti la birba Tra le biffe, i lenoni e i play boy E i papponi del porto ti tengono Alla lenza di grog e di skunk E mi ubriacano a furia di spriz E mi ubriacano se faccio le biz
Bell'ufficiale buttiamoci a mare, voglio tornare squamata a brillare Ma che non lo sappia, il capitano testa di morto O a tutte due finirà il collo torto Finiremo con lui tra gli scogli a schiamare: kruag kruag kruag affondate con me E non è proprio un verso da sirenaaaaa Che canta in sirenese.. Pryntyl slash slash smack smack glu glu Pryntyl slash slash smack smack glu glu Pryntyl, smack smack glu glu Chiamami Nunù
Ma ,sopratutto, ricordatevi tutti, qualunque cosa succeda: Perché sono una sirenaaa canto in sirenese!!!
Una prima lettura notturna, tutta d'un fiato, di questo libretto mi aveva lasciata interdetta. Non dico insoddisfatta, tuttavia incerta, non particolarmente esaltata. Nettuno e Venere, litigi coniugali, il mare in tempesta, pesci ovunque. Mah.. Poi al mattino faccio colazione e mi ritrovo il libricino proprio sotto gli occhi. Lo riapro, riguardo le illustrazioni di Tadini e le immagini raffiorano alla mente ancora così fresche. Un libro squisitamente umano sui limiti dell'uomo. Milioni di artisti da tempo immemore tentano di afferrare per un istante la squisita bellezza celestiale di Venere, dea dell'amore. E invece Céline la ridipinge come una donna qualunque, per di più malamente sfiorita. Se l'autore non dichiarasse che è il 1500° anniversario del suo matrimonio con Nettuno forse non ci accorgeremmo nemmeno che si sta parlando ancora di una dea, creatura immortale, tutta presa com'è dal tentativo di sfuggire al tempo con cremine e cotolette di razze per la carnagione e bagni nel latte di balena e..povera Venere! Convinta di guadagnarsi stima e ammirazione, mentre Nettuno ormai distante tenta di sentirsi ancora giovane e potente circondandosi di giovani sirenette. Del resto, chi può recriminarlo con una moglie del genere? E Venere ancora più astiosa e vendicativa. E il misero Nettuno, accondiscendente nei confronti del crudele uomo anche quando stermina i suoi sudditi. Malinconico di fronte ad un corteo di madri foche con i loro piccoli a brandelli ma senza comunque avere la fermezza di opporsi. Una reazione l'avrà, ma solo quando lo toccheranno veramente sul vivo. Per la piccola Pryntyl perderà anche l'orgoglio personale, per poi ritrovare la sua furia di dio del mare e vendicarsi delle nefandezze degli uomini; queste bestie di terra che erano riusciti a corrompere persino la fresca bellezza e l'innocenza della sua Pryntyl.. Tutti i vizi e le debolezze dell'essere umano sfilano sotto i tuoi occhi mentre leggi, tra le righe di quest'opera. Ho completamente cambiato idea: un libro tutt'altro che scontato.