"In un testo del 1962, che qui fa da appendice ai racconti, Yukio Mishima scrive: "Per Tanizaki la bellezza, così ardua per chi la considera con lo sguardo del ricercatore, è un problema di una grande semplicità. Per renderla reale sarà sufficiente mutare aspetto alla realtà. E quando la bellezza si sarà manifestata, basterà inginocchiarsi al suo cospetto e chinare reverenti il capo. A ciò si aggiunga un espediente ancora più delicato ed ingegnoso. Come un creatore di bambole che infonda vita alle sue creature soffiandovi il suo respiro, basterà all'autore conferire alla bellezza "l'egoismo e la malignità" che, divenuti ormai prerogative della bellezza, l'allontaneranno di conseguenza dalla realtà, garantendo così "l'incommensurabile distanza" che della bellezza è l'elemento essenziale. [...] Se la bellezza è così facilmente conquistabile, sparisce la sua problematicità. A Tanizaki non rimanevano che difficoltà di carattere artistico, quali la scelta dei vocaboli e lo stile. Ormai poteva esimersi dal dissipare le sue energie in questioni ideologiche, concentrando invece tutta la sua tenacia ed il suo entusiasmo nel perfezionamento del suo mestiere." Lydia Origlia
Jun'ichirō Tanizaki (谷崎 潤一郎) was a Japanese author, and one of the major writers of modern Japanese literature, perhaps the most popular Japanese novelist after Natsume Sōseki.
Some of his works present a rather shocking world of sexuality and destructive erotic obsessions; others, less sensational, subtly portray the dynamics of family life in the context of the rapid changes in 20th-century Japanese society.
Frequently his stories are narrated in the context of a search for cultural identity in which constructions of "the West" and "Japanese tradition" are juxtaposed. The results are complex, ironic, demure, and provocative.
Primo approccio con Tanizaki con questi tre racconti, tre storie d'amore conturbanti e disturbate, tre coppie fatali che si amano e si odiano, si completano e si autodistruggono. La prosa è accattivante e particolare, sicuramente leggerò altro di questo autore.
IL DRAMMA STREGATO A mio parere esistono donne, buone o malvage che siano, dotate di un'indole che suscita tenerezza negli altri. Traspare dal loro essere un qualcosa d'indefinibile che ispira compassione, un senso d'infelicità, un'atmosfera pregna di malinconia, ed esse sono simili a fiori che vivono in luoghi ombrosi. (pagine 125 e 126)
POSTFAZIONE di Yukio Mishima Le opere di Tanizaki non sono improntate al nichilismo, ma al contrario esprimono una costante, chiara felicità, forse perché, pur sezionando il proprio "io" nei sia pur minimi aspetti, egli sa conservare una coscienza di sé integra e straordinariamente solida. (pagina 166)
Classico Tanizaki: le donne nei tre racconti sono fatali, letali, bellissime, accompagnate da uomini inetti, deboli di nervi o completamente obnubilati dal fadcino femminile che le protagoniste emanano. Ne "il demone" le vicende ruotano attorno ai personaggi di Teruko, donna fatale, e Saeki, suo cugino, inetto, che soccombe al suo fascino creando un triangolo mortale con il suo rivale Suzuki. In "l'assassinio di O-tsuya" vengono descritte vicende di assassinii ed efferatezze compiute dal protagonista maschile, completamente fedele alla sua femme fatale. "Il dramma stregato", racconto che da il titolo al romanzo, vale la lettura di tutto il libro: un amore finito, unico racconto in cui la donna non è crudele, bensì vittima della crudeltà di suo marito, in un dramma metaletterario di una bellezza iconica
"Ah, la notte! La notte! Perché quando sono a fianco della mia amata la notte mi è così dolce, ed è così orribile e lugubre tra le pareti della mia casa?"