La spiegazione dei princìpi e dei simboli è nella prima parte del libro, che ritengo la più interessante, più piena e meglio scritta, molto chiara, estremamente affascinante. Il rimanente è più dispersivo e vario, ho trovato comunque interessante l'interpretazione del dipinto e la spiegazione del settenario.
Detto ciò l'autore non è uno studioso esterno ma un importante massone, quindi non c'è da aspettarsi un approccio distaccato.
A volte sembra di sentir parlare una persona vecchissima salda in un modo di pensare che alla luce del mondo odierno (il libro è degli inizi del Novecento) può apparire solo decrepito e completamente superato. Per quanto l'autore si impegni a convincerci che l'ermetismo sia la perfetta spiegazione dei princìpi della realtà, si tratta di una filosofia che considera evidentemente più valide la logica interna e la bellezza delle interpretazioni rispetto alla realtà oggettiva.
Questo aspetto, anche se in modo collaterale e indipendente dalle intenzioni dell'autore, mi ha fatto molto riflettere e mette in evidenza un sacco di bias che plasmano il nostro modo di ragionare.