L’antologia presenta le voci più significative e influenti dell’ultima scena poetica italiana: Magrelli, Valduga, Frasca, Pusterla, Fiori, Dal Bianco, Anedda e Benedetti. Ampi profili ricostruiscono, interpretano e giudicano le carriere di ciascun autore, e ogni testo poetico è accompagnato da un commento puntuale. L’attenzione è rivolta innanzitutto alla lingua e alle sue irradiazioni ai fatti formali (stile, retorica e metrica), metodo e argomenti per niente secondari se in poesia è senz’altro stretto, e più stretto che in altri generi, il nodo tra significante e significato, tra forma interna del testo e visione del mondo. Il libro ridiscute e prova a disegnare una mappa storico-critica della poesia italiana dell’ultimo Novecento e di questi anni, ma non solo. È anche uno spazio che riunisce, piacevolmente vicine, più di cento tra le migliori poesie di oggi: perché, a dispetto di troppo vulgate e frettolose opinioni, la poesia in Italia non è affatto morta.
L'antologia curata da Afribo si occupa unicamente di 8 autori, scelti tra coloro che hanno iniziato la loro carriera poetica a partire dagli anni '80 e che, secondo il curatore, meglio rappresentano le tendenze e gli orientamenti poetici italiani in quest'ultimo quarantennio. Gli 8 autori presenti sono completamente sviscerati: ad ogni poeta è allegato dapprima un esaustivo profilo, comprendente tematiche, scelte lessicali, metriche, influenze ecc., ed in seguito una scelta dei testi più rappresentativi di ognuno, accompagnati anch'essi da un'analisi approfondita. "La poesia in Italia non è affatto morta" sostiene Afribo nella sua introduzione: nonostante però l'ottimo lavoro svolto dal critico, se proprio non morta ed eccettuando qualche lieve spunto un po' più interessante, il cuore della poesia italiana pulsa sempre più lento...