Un pittore dorme nel suo letto, ha l’ombra della morte tra le pieghe del volto e una pallottola sta per entrare dalla sua finestra. Il proprietario del proiettile è El Niño, il killer. E presto il pittore scoprirà che successo e fallimento sono parte della stessa medaglia. Un vecchio cammina solitario nelle strade notturne di New York, ha le scarpe sformate ed è disarmato. È un celebre ladro che si prepara per l’Ultimo Piano, la sua Opera Finale. Al Café des Arts un mercante d’arte senza remore e un tranquillo avventore italiano fondano la loro intesa sulla menzogna reciproca. Ma ora mettetevi comodi perché un film sta per iniziare, e parla anche di quest’ultima notte, prima della fine dei colori.
L'arte è la vera protagonista di questa storia narrata su più piani che si intrecciano e che corrono paralleli. L'arte pittorica di Jamar, venuto su dalla povertà dei sobborghi, e quella cinematografica di Mick, regista italiano che ha organizzato persino la sua dipartita. A far da contorno, c'è una rapina vecchio stile, cattivi da film noir, donne malinconicamente innamorate e amici traditi e traditori. In sottofondo scorre anche la sceneggiatura su un film rinascimentale, a complicare, si fa per dire, la lettura e il piacere della storia.