«Il patrimonio culturale italiano non è mai stato tanto minacciato quanto oggi, nemmeno durante guerre e invasioni: perché oggi la minaccia viene dall’interno dello Stato. È urgente la formazione di un’opinione pubblica informata e avvertita, e questo libro-inchiesta, con la documentazione e le riflessioni che raccoglie, è un contributo importante in tal senso.» Salvatore Settis I beni culturali non sono solo le opere d’arte degli oltre quattromila musei italiani, ma anche il paesaggio e i siti archeologici, le chiese, gli archivi, le dimore storiche. In questo libro si affrontano con chiarezza e rigore le politiche e la gestione, le esperienze e i risultati, i problemi e le soluzioni per il nostro patrimonio storico e artistico.
La vicinanza dell'autrice a Salvatore Settis è evidente, e questo libro può considerarsi un ottimo compagno per "Italia Spa" (entrambi i libri, fra l'altro, sono del 2002). Essendo largamente basato su un'ampia mole di dati raccolti con perizia, risulta purtroppo un po' datato se letto ora (2008, a sei anni di distanza). A ogni modo, buone soprattutto le parti sul tema centralizzazione / soprintendenze e buona l'attenzione (più obiettiva rispetto a Settis) per le conseguenze positive della Legge Ronchey (in particolare la lunga parte sulle iniziative meritevoli di privati).