Sette amiche napoletane, ex-compagne di classe, ormai vicine ai quaranta, organizzano una rimpatriata. Niente figli, niente mariti: sarà un weekend solo tra di loro, da trascorrere a Villa Camerelle, una grande casa isolata nella campagna toscana dove, vent'anni prima, avevano festeggiato la fine del liceo. Per dare un tocco di avventura alla breve vacanza, hanno deciso di non portare i cellulari. Piera è quella che dovrebbe accogliere le amiche; ha pensato lei ad affittare la villa. Ma quando le altre arrivano, alla spicciolata, Piera non c'è. Chissà, forse un ritardo, un imprevisto. Le amiche chiacchierano, scherzano, rivangano vecchie storie dei tempi della scuola, si raccontano le loro nuove vite. E intanto si scrutano, si studiano. Assieme ai ricordi riemergono anche i vecchi rancori, le piccole rivalità, le invidie camuffate sotto i complimenti, i segreti sporchi. E l'allegria e la complicità, un po' costruite, si incrinano quando, di punto in bianco, sparisce anche Deda. Passano le ore, e a un certo punto non si trova più nemmeno Giovanna. Cosa è accaduto? Sono fuggite? Partite senza dire nulla? Quando, domenica mattina, si dilegua anche Maria Luisa, l'inquietudine si trasforma in paura, e la paura in terrore. Sono rimaste in tre. Sole nella grande casa antica dai muri spessi e silenziosi, che le ha accolte solo per inghiottirle.
Storia basata su un week-end tra amiche di vecchia data, sole in una villa nella campagna toscana e senza cellulari per scelta. Scrittura ben delineata e fluida, intreccio ben formato. Ho personalmente trovato un pò difficile iniziare ad interessarmi alla dinamica per le descrizioni iniziali delle protagoniste, precise e caratterizzanti ma a parer mio troppo dilungate nelle pagine. Poi il ritmo è aumentato ed ha portato ad un finale inquietante e un pò losco, che è comunque riuscito a lasciarmi un alone di angoscia.
Bellissimo! Arrivi a un momento che non riesci più a gestire tutte le informazioni e devi fermarti un attimo. Verso la fine un colpo di scena dietro l'altro, non avrei mai pensato mi piacesse così tanto e invece.. 🔝
Una struttura da giallo classico che richiama da lontano quella di Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie, un'ambientazione affascinante e claustrofobica e uno stile di scrittura semplice, che scivola fra le pagine, sotto ai nostri occhi. Un giallo giallissimo, succoso di suspense fino all'ultimo, un vortice di angoscia e tensione psicologica che si lascia divorare. Piera, Deda, Giovanna, Maria Luisa, Lucia, Tatti, Amanda sono sette ex-compagne di scuola quarantenni che, su invito di Piera, decidono di trovarsi vent'anni dopo dalla maturità in una villa isolata nella campagna toscana: un weekend solo fra ragazze, senza cellulari, senza televisione, senza contatti con l'esterno. Peccato che Piera a destinazione non arrivi mai. Tra chiacchere, confidenze, vecchie amicizie riallacciate e rancori assopiti tornati a galla, le ore passano...e man mano che passano, scompaiono anche Deda, poi Maria Luisa, infine Giovanna. Tra nervi a fior di pelle, paura palpabile e il riaffiorare di un terribile ricordo legato alla villa (nella quale le stesse ragazze avevano già festeggiato, vent'anni prima la fine della scuola), il cerchio si stringe. A tre quarti il giallo, in grado comunque di mantenere sveglia l'attenzione del lettore lungo tutta la narrazione, raggiunge il picco massimo di tensione...e anche il finale non sarà poi così scontato e il lettore sentirà un sorriso invadergli il volto. Diana Lama ci regala un giallo accattivante, gustoso e angoscioso rivelandosi un'autrice da scoprire e approfondire. E poi alla fine..."non ne rimase nessuna?"
Le due stelle gliele ho assegnate per la struttura narrativa tipo cronaca, con i capitoli intitolati con l'orario in cui si verificano determinati eventi e il nome della donna attraverso il punto di vista della quale vengono narrate le vicende di quel capitolo. La storia in se l'ho trovata "improbabile" (non anticipo nulla che non si trovi nella sovraccoperta del libro). Improbabile che un evento tanto drammatico verificatosi durante una gita a Villa Camerelle l'ultimo anno del liceo sia stato rimosso da quasi tutte le persone coinvolte e che queste addirittura vogliano fare una rimpatriata nello stesso luogo, vent'anni dopo. Improbabile che le protagoniste realizzino che qualcosa non va solo dopo la scomparsa della quarta amica. Tenendo conto che si trovano sole (senza personale di servizio) in una villa isolata nella campagna toscana, lontane da tutto, senza telefoni. Improbabile e incomprensibile il finale. Le protagoniste sono tutte snob, ipocrite, troppo legate al modo di apparire e l'autrice non perde occasione per descrivere mise e trucco e acconciatura. Insomma non mi è piaciuto molto...
2.5/5 sarebbe stato il giudizio che avrei voluto dare a questo romanzo. Alcune ragazze compagne di liceo, ormai 38-39 enni, a ventanni dalla maturità si ritrovano per un weekend in un casolare toscano, isolato da tutto e da tutti. Casolare che era già stato utilizzato venti anni prima per prepararsi all'esame di stato.
Dal venerdì alla domenica le protagoniste iniziano a scomparire una dopo l'altra, fino a quando ne rimarranno soltanto 2. Però non c'è suspance, c'è tanta descrizione delle ragazze e del casolare, ma di noir a mio giudizio c'è poco. Anche la forma utilizzata per narrare gli eventi, in cui si alternano le ragazze ad essere protagoniste - con intermezzi sporadici - non mi ha convinto
Libro iniziato bene ma sul finale si è presentata una serie di scivoloni non indifferente. Scrittura molto buona, le descrizioni dei luoghi sono davvero pittoresche e azzeccate, e la storia capitolo dopo capitolo si è delineata in maniera intrigante, prospettandosi interessante e stando attenta a non svelarsi troppo. Peccato che, come ho già detto, proprio alle battute finali, quando cioè i nodi venivano al pettine, siano arrivate trovate improbabili che nella realtà nessuno si sarebbe sognato di mettere in atto, col risultato di un finale un po' rattoppato, tenuto su con uno stuzzicadenti. Nel complesso è una buona opera, e anche la trama è accattivante. Purtroppo la risoluzione è stata blanda.
les 10 petits nègres version XXIème siècle et Italien. J'ai passé un très bon moment en lisant ce petit roman qui ne laisse pas d'empreinte indélébile mais qui se laisse volontiers lire quoiqu'il en soit
Dichiarato omaggio al giallo classico e alla Christie, di cui ricalca i Dieci Piccoli Indiani. Ottima la conduzione della tensione psicologica crescente e della suspence fino al finale a sorpresa.