Un patto segreto fra i due partiti che si alternano alla guida del paese per truccare le elezioni. Una totale mancanza di regole che permette alle élite di arricchirsi sempre più. Una corruzione dilagante a ogni livello dell'amministrazione statale. Nel Candidato, Vidal pare analizzare, con il consueto sguardo critico, la politica americana dei giorni nostri. Eppure, la sua indagine non riguarda stavolta la contemporaneità, ma va a ritroso fino al 1876, ovvero alle celebrazioni per il centenario della fondazione degli Stati fanfare, fuochi artificiali ed esagerate esibizioni di spirito patriottico nascondono in realtà torbidi intrighi politici. Sullo sfondo di un clamoroso scandalo - i democratici "vendettero" la presidenza degli USA ai repubblicani, lasciando la Casa Bianca a Rutherford B. Hayes - viene narrata l'affermazione in società di Charlie Schuyler e di sua figlia Emma, da poco rimasta vedova del console statunitense a Parigi e per questo in cerca di marito nella New York che conta.
Works of American writer Eugene Luther Gore Vidal, noted for his cynical humor and his numerous accounts of society in decline, include the play The Best Man (1960) and the novel Myra Breckinridge (1968) .
People know his essays, screenplays, and Broadway. They also knew his patrician manner, transatlantic accent, and witty aphorisms. Vidal came from a distinguished political lineage; his grandfather was the senator Thomas Gore, and he later became a relation (through marriage) to Jacqueline Kennedy.
Vidal, a longtime political critic, ran twice for political office. He was a lifelong isolationist Democrat. The Nation, The New Yorker, Vanity Fair, The New York Review of Books, and Esquire published his essays.
Essays and media appearances long criticized foreign policy. In addition, he from the 1980s onwards characterized the United States as a decaying empire. Additionally, he was known for his well publicized spats with such figures as Norman Mailer, William F. Buckley, Jr., and Truman Capote.
They fell into distinct social and historical camps. Alongside his social, his best known historical include Julian, Burr, and Lincoln. His third novel, The City and the Pillar (1948), outraged conservative critics as the first major feature of unambiguous homosexuality.
At the time of his death he was the last of a generation of American writers who had served during World War II, including J.D. Salinger, Kurt Vonnegut, Norman Mailer and Joseph Heller. Perhaps best remembered for his caustic wit, he referred to himself as a "gentleman bitch" and has been described as the 20th century's answer to Oscar Wilde
+++++++++++++++++++++++ Gore Vidal é um dos nomes centrais na história da literatura americana pós-Segunda Guerra Mundial.
Nascido em 1925, em Nova Iorque, estudou na Academia de Phillips Exeter (Estado de New Hampshire). O seu primeiro romance, Williwaw (1946), era uma história da guerra claramente influenciada pelo estilo de Hemingway. Embora grande parte da sua obra tenha a ver com o século XX americano, Vidal debruçou-se várias vezes sobre épocas recuadas, como, por exemplo, em A Search for the King (1950), Juliano (1964) e Creation (1981).
Entre os seus temas de eleição está o mundo do cinema e, mais concretamente, os bastidores de Hollywood, que ele desmonta de forma satírica e implacável em títulos como Myra Breckinridge (1968), Myron (1975) e Duluth (1983).
Senhor de um estilo exuberante, multifacetado e sempre surpreendente, publicou, em 1995, a autobiografia Palimpsest: A Memoir. As obras 'O Instituto Smithsonian' e 'A Idade do Ouro' encontram-se traduzidas em português.
Neto do senador Thomas Gore, enteado do padrasto de Jacqueline Kennedy Onassis, primo distante de Al Gore, Gore Vidal sempre se revelou um espelho crítico das grandezas e misérias dos EUA.
Faleceu a 31 de julho de 2012, aos 86 anos, na sua casa em Hollywood, vítima de pneumonia.
Trama avvincente e ben dettagliata. Purtroppo la continua comparsa di nuovi personaggi rende il racconto abbastanza tortuoso e poco lineare. Peccato per la poca enfasi nel finale che meritava maggiore attenzione
Il modo in cui Vidal racconta la storia è avvincente e intrigante. La vicenda narrata, l'elezione del 19° Presidente, la dice lunga sulle fondamenta degli Stati Uniti e fa pensare su quanto avviene ai giorni nostri.
1876: il titolo originale, come spesso accade, è migliore dell’italiano “il candidato”. Migliore perché richiama un preciso periodo storico ed in particolare alle elezioni del presidente degli Stati Uniti che si sono svolte in quell’anno. Il libro ci racconta della politica americana e del suo clima di corruzione, inganno, brogli elettorali, avidità… potrebbe essere il ritratto preciso di quanto accade in America (ma non solo) ai giorni nostri, tanto da prefigurare una sorta di peccato originale della democrazia americana, e forse occidentale tout court, che inquina ancora oggi la nostra società. Per tutto questo il libro di Gore Vidal, peraltro parte di una tetralogia sulla politica americana della seconda metà dell’Ottocento, è quanto mai d’attualità e da consigliarsi ancor più per una scrittura che sa rendere appieno personaggi e situazioni indimenticabili.