Gabriele entra in chat e si finge donna. Silvia fa lo stesso, si veste uomo e crede di riconoscere Gabriele. Nasce una corrispondenza e un'aspettativa. Ma non è C'è post@ per te. Perché in mezzo c'è Marzia, che vive con Gabriele, non è affascinante ma ha buon gusto. Tutto si complica inaspettatamente, parte un concerto disarmonico e pieno di inciampi ed equivoci. I libri, le parole sono inciampo e insieme salvezza. Come i corpi dei personaggi. Che si incrociano, si scontrano, si amano: anche quando appartengono allo stesso sesso. La scrittura di Chiara Valerio, densa, pastosa, come un magma li avvolge e li fa avvampare. E lascia nel lettore una strana sensazione tra sgomento e meraviglia: per la maturità e la potenza di una narrazione che, sin dal titolo, si muove a indagare la verità oscura, tormentosa dell'umano. È la dimostrazione che i libri se non salvano la vita possono almeno attutire la caduta.
Chiara Valerio è una scrittrice, traduttrice, editor, direttrice artistica e conduttrice radiofonica italiana.
Ha conseguito un dottorato in Matematica all'Università degli Studi di Napoli Federico II. È redattrice della rivista Nuovi Argomenti e ha collaborato al blog letterario Nazione Indiana. Ha scritto per il teatro e per la radio, ha collaborato con Il Sole 24 Ore e l'Unità e con la trasmissione culturale “Pane quotidiano”, Rai 3. Per l'editrice Nottetempo ha diretto la collana "narrativa.it", dedicata ai nuovi scrittori della narrativa italiana. Con Nanni Moretti, Valia Santella e Gaia Manzini ha scritto il soggetto del film di Nanni Moretti Mia madre, con Gianni Amelio e Alberto Taraglio ha scritto il soggetto del film di Gianni Amelio, La tenerezza. Nell'ottobre 2016 viene designata direttrice culturale della fiera del libro milanese "Tempo di libri", incarico da cui si dimette l'anno successivo.
Dal 2018 è Editor-in-chief del settore “Narrativa italiana” presso l'editore Marsilio di Venezia, per il quale ha ideato la collana PassaParola.
La mia amica Milù ha scritto di questo romanzo: "L'attenzione è sempre spostata lateralmente, su quel tanto o quel poco di insignificante, o di sfuggente, di insondabile che sta dietro ai fatti e alle persone."
C'è tra le righe una sfiducia nel linguaggio accompagnata senza contraddizioni dall'intento di superarlo. Chiara Valerio prova (e a volte riesce) a "avvicinare quanto più possibile il linguaggio delle parole a quello delle sensazioni" ma tenendo ben presente che (parafrasandola) l'animo umano è una cosa troppo complessa e nessuno possiede il linguaggio adatto. Lo scambio di mail tra Gomez e la chatteuse supportano ironicamente quest'ipotesi. Nei brani miliori riesce a trascendere il linguaggio e a comunicare qualcosa (apparentemente) senza scriverla espressamente, ovvero scrivendola a margine, nascondendo parole in mezzo ad altre parole. È una visione ai margini del campo visivo, messaggio subliminale. I personaggi, le loro storie, le loro idiosincrasie sono ritratte in modo vivido e tridimensionale grazie a una cura wallaciana del dettaglio e ma facendo a sempre meno di lunghe e noiose descrizioni.