Si può dire che Pirandello sia fra gli scrittori più celebrati, ma meno compresi. Ammiratori e detrattori, quando parlano di lui, tendono irresistibilmente a lanciarsi in disquisizioni generiche e astratte. Leonardo Sciascia, che conosce Pirandello nelle vene, ha scelto la via opposta: ha cercato i particolari rivelatori, nella vita, nell’opera, nella fortuna letteraria, nel gioco delle influenze. E con la somma di tanti di questi particolari – come se ciascuno fosse una lettera dell’alfabeto – ha composto questo Alfabeto pirandelliano, che illumina Pirandello con tanti fasci di luce obliqua, in modo da rendere la sua presenza molto più viva e immediata di quella che ci potrebbe offrire un ritratto frontale. E questo è un procedimento che ci aiuta a capire anche lo scrittore Sciascia, assertore di una verità che non si stanca di seguire per le vie più tortuose, dove tanto spesso ci aspetta al varco.
Un alfabeto nel vero senso della parola: dalla a alla z, si fa un elenco di personaggi (sia reali, come la moglie Antonietta Portulano, che immaginari, come Mattia Pascal), luoghi (come Agrigento o le zolfare siciliane), e tematiche (quali la verità o il “qualcuno”) che hanno avuto un significato particolare nella vita o nell’opera di Luigi Pirandello. Sciascia, grande conoscitore di Pirandello, compone un delizioso compendio in cui ogni elemento è un sorta di microsaggio. Una riflessione non convenzionale in cui colpisce, nonostante l’estrema brevità, la capacità di penetrare il personaggio da angolazioni sempre diverse.
Un utile piccolo libro che delinea in maniera precisa e accurata il figura di Pirandello e delle tematiche da lui affrontate nelle sue opere. Consigliato per chi vorrebbe approcciarsi all’autore o a chi vuole far ordine nelle proprie conoscenze.