Affascinante e poetico, Vangelo secondo Maria non è la storia della donna saggia e silenziosa che i Vangeli descrivono come un puro strumento nelle mani di Dio, ma di una giovane curiosa che vuole tessere da sola la trama del proprio destino. Maria è una ragazzina impertinente della Galilea che conosce i segreti della natura. Che immagina la vita come un’avventura, alla scoperta di mondi lontani. Che insegue la conoscenza e sogna, un giorno, di fuggire lontano in groppa a un asino, vestita da ragazzo. Che corre alla Sinagoga ad ascoltare le storie del Libro delle Scritture. Dalla sua prospettiva di vergine violata dal dio, il lieto annuncio della nascita di un redentore dell’Umanità si trasforma nella promessa di un destino non cercato. E nella consapevolezza che ogni gesto, ogni scoperta sono già stati pensati e voluti. Barbara Alberti reinventa la storia di Maria, non più spettatrice ma coraggiosa artefice della propria esistenza. Una donna come le altre che si interroga sul significato di una morale che costringe alla rinuncia di sé, negando all’Umanità la conoscenza completa e il diritto alla costruzione di una propria verità sul mondo.
Barbara Alberti (born April 11, 1943) is an Italian writer, journalist and screenwriter. Alberti was born in Umbertide and grew up in a poor family; she was given a Catholic education. When she was 15, her family moved to Rome. Alberti has said that, although she hated the city at first sight, she eventually warmed to it. She attended Rome University and took a degree in philosophy. Here she met and became close friend with poet Dario Bellezza who introduced her to the literary circles of the city.
She always fought the traditional feminine image. Her novels gained controversy at their publication including the picaresque evil Memorie Malvagie (1976), the weird Delirio (1978) to the meditative Vangelo secondo Maria (1979). Since the 80s her works became tinged with humor but no less provocation such as Il signore è sevito (1983), Fulmini (1984), Buonanotte angelo and Povera bambina (1988)
She is the author of many screenplays for scandalous films including Il portiere di notte (1974), Maladolescenza (1978) but also more mainstream films as Anche gli angeli mangiano fagioli (1973), and Melissa P. (2005).
Since 2009, she started writing for Italian newspapers and became a recurring commentator/pundit on radio and television mundane talk shows,
Un libro inaspettatamente splendido! Non avevo mai letto nulla di Barbara Alberti, anzi un po' mi stava sulle palle questa personaggio che negli anni 80 parlava in maniera stramba alla tv. Mi dava l'impressione di una povera pazza. Quanto mi sbagliavo. Ho comprato il libro perché incuriosita dal nuovo film in uscita in questi giorni. Ho visto qualche trailer su Instagram e mi è subito sembrata una scelta curiosa quella di inventare un vangelo per Maria che la religione ci mostra come figura potente ma silenziosa, sempre benevola, che accetta il suo destino a capo chino, che si arrende alla volontà di qualcun altro: prima Dio, poi il Figlio che la tratta da povera ignorante. Nel libro di Alberti, Maria viene dipinta come una giovane donna (ma in realtà davvero bambina se pensiamo che è rimasta incinta a 14 anni) ribelle e selvaggia, curiosa del mondo, assetata di sapere ma, essendo donna, le è precluso TUTTO. Maria vuole conoscere il mondo, vive in simbiosi con la Natura, rifugge il matrimonio combinato per lei dal padre. La madre sempre triste, silenziosa e incarognita. Finché non va in sposa a Giuseppe che non è il misero vecchio falegname dipinto dalla Bibbia, bensì un sapiente, un Maestro di cui Maria diventa discepola sotto le spoglie di moglie. Maria apprende tutto per poter un giorno andarsene libera, fino a quando però non resta incinta della Spirito Santo. Maria allora diventa superba, si sente Regina, inizia a trattare tutti dall'alto in basso, e poi pian piano si rende conto di essere stata stuprata, che quel figlio che porta in grembo, e che già risulta più importante di lei, che non è altro che un involucro, non è frutto della sua scelta e quindi decide di .
Scritto divinamente, Alberti intreccia prosa e poesia, sacro e profano, mito e modernità. Un libro incredibile e, se si pensa che è stato scritto nel 1979, ancor più incredibile nella sua modernità.
Forse il romanzo più famoso di Barbara Alberti insieme a Delirio in cui si racconta la vita di Maria in una prospettiva più umana, ritraendola come una ragazzina difficile, proveniente da un contesto famigliare disagiato, molto capricciosa e irriverente verso le leggi e i rituali della sua comunità. Il libro è breve e molto veloce, scritto quasi come un testo sacro, lirico ma non pomposo, epico ma senza essere eccessivamente magniloquente. Devo però sottolineare come nei precedenti libri letti dell'autrice di aver ritrovato anche qui un certo compiaciuto gusto per la provocazione e la morbosità fine a sé stessa, che raggiungono l'apice nel finale Una stellina in più per la bizzarria complessiva dell'opera che la rende decisamente weird come gli altri libri dell'autrice letti sinora.
Uscito per la prima volta nel 1979, l'autrice, Barbara Alberti, reinventare la storia di Maria. Non la donna saggia e silenziosa che viene descritta nei Vangeli, vista come strumento nelle mani di Dio, ma una giovane ragazza curiosa, impertinente. Vive in Galilea e immagina la sua vita come un'avventura, sogna di fuggire, vestita da ragazzo, per avere una vita diversa da quella delle sue coetanee.
"Le figlie d'Israele vivono a testa bassa. Io guardo invece negli occhi le creature di Dio, perché il mondo è nello sguardo degli uomini, e voglio vederlo. Per questo a Nazareth dicono che sono sfacciata come una Samaritana. Per questo nessuno m'ha ancora chiesta a mio padre. Egli se ne vergogna. Io, segretamente, ne gioisco: se qualcuno mi volesse, sarei perduta."
È un libro questo, fatto di poesia, per certi versi difficile da leggere, perché scritto proprio alla maniera biblica. Ma è un libro che smuove la coscienza e l'idea che ognuno di noi ha di Maria. Lo fa in modo intelligente, senza voler colpire il lettore, anche quello più credente, ad ogni costo. Una lettura dell'indipendenza femminile che mi ha molto colpita.
As we left the Palace Nova, I suggested that the movie had failed to blow me away, but Not, who had formed a much more positive view, was having none of it.
"One thing I don't understand though," she said, "is why she has to be chaste after the Holy Spirit has visited her. I mean, she already is pregnant, so can't she have sex with Joseph as much as she likes?"
I wasn't able to quote chapter and verse, but said I thought there might be theological objections.
"Theological objections!" said Not scornfully. "You mean patriarchal crap made up by a bunch of old men to repress women."
Well, I'm not denying the validity of her argument. But on purely literary grounds, I still feel it's somehow inappropriate to portray the Virgin Mary as a sassy chick. It's not the way the character is normally interpreted.
Грешком сам послушао аудио ове књиге (само до трећине додуше, даље није могло) уместо истоименог дела Колма Тојбина које сам у ствари хтео да прочитам. Иако ме по синопсису не би привукло и не бих својевољно читао овако нешто, сплетом околности се то десило и могу рећи да је ово једна ужасна књига. Свака част ауторки, њена Марија је најнапорнији главни лик са којим сам се сусрео у књижевности.
0/5, заобилазите у широком луку + увек проверавајте да ли сте у поседу жељеног аудио фајла.
Spinta dall'entusiasmo del film, ma soprattutto dalla Bravura dei protagonisti ho deciso di iniziare questi libro che purtroppo mi ha delusa sul finale completamente diverso! Fin dall'inizio mi ero inlussa che x la prima volta romanzo e film viaggiassero in parallelo ma poi il disastro. Se nel romanzo Maria abortisce è sceglie se stessa , nel film lei trova se stessa scoprendo l'amore x Giuseppe in un ultimo gesto di salvataggio reciproco.
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Volutamente eccessivo, bella occasione di riflessione. Non concordo sulla conclusione, ma ne esco arricchita. Femminismo non può voler dire solo mania di controllo... è già stato l'errore del patriarcato.
Ribelle, curiosa, fedele a se stessa e padrona del suo corpo. Quanto è bella questa Maria di Barbara Alberti. Una donna che ci ricorda chi siamo e come difendere noi stesse e la nostra libertà.