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Storia della tradizione e critica del testo

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Considerata, per comune consenso di tutti gli studiosi, l'opera maggiore di Giorgio Pasquali (Roma, 29 aprile 1885 - Belluno, 9 luglio 1952), la Storia della tradizione e critica del testo, a distanza di oltre cinquant'anni dalla sua prima edizione (1934), resta ancora l'opera più letta da tutti i filologi, non solo quelli classici, ma anche i filologi romanzi in generale e italianistici in particolare.
Chiunque oggi voglia pubblicare o emendare testi, chiunque si occupi di studi di critica testuale o di storia della tradizione, non può fare a meno di quest'opera.
Molte delle formulazioni di Pasquali in questo libro, come "tradizione orizzontale", "recensione chiusa" e "recensione aperta", recentiores, non deteriores sono ormai nel linguaggio comune di tutti gli studiosi. Il famoso "dodecalogo per editori di testi classici" (qui a pp. XV segg.) costituisce "un corpo di dottrine a cui ogni filologo moderno può e deve sottoscrivere" (A. Dain). E l'influenza della Storia della tradizione dura e si prolunga anche oltre quanto il suo autore aveva previsto "nella linea che con mano maestra egli aveva tracciato con vigore e sicurezza" (J. Irigoin).
d.p.

528 pages, Paperback

First published January 1, 1934

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