Per parlare di questo nuovo importante ripescaggio di Laurana dalla scrittura degli anni novanta, mi tocca parlare di Urania. Prima della mia quindicennale pausa, quando ai tempi dell'università ero un lettore DAVVERO forte, complice il fatto che internet praticamente non esisteva mi facevo orientare dalle collane: su tutte la leggendaria collana di fantascienza Urania.
Urania che in quegli anni aveva la lodevolissima abitudine di pubblicare almeno una volta l'anno un giovane autore di fantascienza (vincitore per l'appunto del premio Urania), che se si fosse dimostrato di talento poteva godere di pubblicazioni successive. Una tra queste la raccolta di racconti "Tutti i denti del mostro sono perfetti": una raccolta di racconti a cura di Valerio Evangelisti offerta agli appassionati da una batteria di giovani che se ci si pensa vent'anni dopo fa venire i brividi. Vado a recuperare in soffitta gli Urania di quegli anni e leggo.
Niccolò Ammaniti, Daniele Brolli, Sandrone Dazieri, Valerio Evangelisti, Franco Forte, Michele Mari, Tiziano Scarpa, Nicoletta Vallorani sono solo alcuni. E tra questi c'era tale Barbara Garlaschelli, che non ha fatto così tanta arriera come gli illustri colleghi del tempo ma aveva un cognome così musicale per farmelo ricordare tutto questo tempo, fino a che non la ho incontrata di nuovo con questo "Sirena" tra gli scaffali di Laurana.
Il libriccino è bellissimo soprattutto perché è autobiografico. Perché si dà il caso che Barbara (ma all'epoca non potevo saperlo) sia tetraplegica sin dalla giovanissima età, e questa è la storia del suo incidente, delle sue spaventose sofferenze fisiche e spirituali, e della faticosa reazione che, anche con l'aiuto di amiche come la stessa Nicoletta Vallorani autrice tra l'altro di una bellissima postfazione, la ha condotta a ricostruirsi uan vita ed una felicità. Come abbia fatto una ragazza così giovane a trovare dentro di sé così tanta forza, io che sono perennemente depresso, davvero faccio fatica a capirlo. Pure che sia tutto vero, che non ci sia niente di romanzato, lo si percepisce benissimo dal pulsante amore per la vita che fuoriesce da queste pagine. Ed allora per pagare il doveroso tributo a questo sbiadito ricordo dei miei vent'anni che ritorna ma soprattutto ad una donna dall'immenso coraggio, faccio ricorso alle parole di Nicoletta e dico che la forza per reagire alle sfide della vita la si trova nelle parole che più compaiono il "sirena".
Imparare, accettare, ridere, cambiare, dolore, paura, corpo.
Lunga vita a Giulio Mozzi, a Lillo Garlisi, a Gabriele Dadati ed a quel progetto che è Rimmel di Laurana, che ci restituisce perle così meravigliose.
Per chi fosse o fosse stato appassionato di fantascienza: procuratevi "tutti i denti del mostro sono perfetti" e leggete "Le copertine di Urania" di colui che diventerà Michele Mari. E' indimenticabile quanto poco adatto a cuori fragili e nostalgici. Ma dal futuro autore di "Rosso Floyd" non c'era da aspettarsi niente di meno.