Cornflake ha l'aspetto di una bimba di quattro anni, arrivata da chissà dove e destinata a chissà cosa. Se dice bugie le si accorciano le gambe. Se si getta da un balcone plana a terra leggera. Versione femminile di Pinocchio, entra ed esce dalle finestre come Peter Fan. Quando è il giovane Dee a trovarla, pìccola creaturina addormentata, ne rimane stregato. L'amicizia che nasce, l'amore dell'uno per l'altra, è una lunga, una tenera, una crudelissima lotta contro il passato e i rimpianti, la paura di cambiare, di non essere adeguati. Quando Cornflake fuggirà, attraversando i colori dei burattinai e le ombre del Campo dei Miracoli, rischiando la vita nel Paese dei Balocchi e poi tra le onde del mare, da perfetta eroina delle fiabe saprà sciogliere il "cuore legato" dei compagni di avventura e li trascinerà leggera nel regno dell'impossibile. Personaggi che non hanno nulla in comune, tranne il fatto di non sapere a cosa dare il nome di famiglia, e a chi il nome di padre, verranno conquistati dal suo profumo di biscotti al burro, dalla luce misteriosa che Cornflake emana, dalle incredibili piroette che s'inventerà pur di restar loro vicina. Un romanzo che coglie, della fiaba di Pinocchio, il mistero più delicato, il punto d'equilibrio tra l'insaziabile desiderio di essere amati e il caparbio bisogno di essere se stessi.
Poi ti capita un libro quasi per caso. Conosci l'autrice da un po', hai già letto qualcosa di suo, ci parli ogni tanto, è una bella persona. Un giorno dice che vorrebbe che questa sua favola fosse letta da più persone possibile, che ora si trova poco in giro, che c'è tanto di lei all'interno. Così cogli l'occasione e la leggi. E trovi una favola, certo, ma non sei sicuro che sia per bambini. Eppure non ti sembra neanche che sia per adulti. La leggi, incuriosito, leggi una voce narrante che tanto richiama volutamente quella di Collodi (e non per niente lo cita a ogni capitolo, non per niente la nostra Cornflake ha più di un punto in comune con Pinocchio), ma che sembra essere ben più che solo una narratrice, leggi di una bambina che bambina non è, di persone che si comportano in modo ben strano anche per una favola. Combattuto è il termine giusto, mentre la leggi. Combattuto tra il sentirsi affascinato e il rifiutarla, perché, diciamocelo, quasi tutte le favole, quelle vere, quelle non epurate, in qualche modo scatenano qualche rifiuto. Ma il rifiuto, lo capisci dopo poco, è semplicemente dovuto al fatto che a volte non ti devi chiedere perché. A volte non c'è un perché. A volte le cose succedono e basta e devi accettarlo o goderne o entrambi. Ecco, una volta che ti ricordi che le cose, anche quelle magiche, succedono e basta allora ti fai coccolare. E ti chiedi, come fa l'autrice, cosa succederà poi. Che fine faranno Cornflake, ma anche Dee, Jack, Fox, Pucci. E Lucille. E' una favola, l'ho già detto. Ma è anche il cuore di chi l'ha scritta, che vuole crederci, vuole sognare, vuole goderne. Fosse anche solo per questo merita di essere letta.
Non è facile scrivere qualcosa di "Cornflake", e non solo perché è sufficientemente breve da essere letto in poco tempo da un lettore mediamente accanito. Per i pivelli della lettura, ce la fate anche voi in un paio di giorni, state tranquilli.
Si tratta di una favola, più che una storia, di una di quelle che ha un target di lettori indefinito. Un bambino poco sveglio ci si annoierebbe, uno un po' più vispo non riuscirebbe probabilmente a comprendere tutto. Tralasciamo gli adulti a cui non piacciono le favole, perché quelli sono proprio senza speranza, parliamo di quelli che le leggono e potrebbero trovare alcuni capitoli un po' noiosi, oppure di quelli che adorerebbero ogni parola della Beltramini. Io, come mi succede spesso, sto in un'area grigia. Mi spiego, la favola nella sua interezza mi è piaciuta, ma mi sono annoiata in alcuni capitoli (cosa che mi è successa anche con Collodi: se si voleva riprendere pari pari lo stile dell'autore di Pinocchio, direi che la Missione può considerarsi riuscita). Non posso proprio dare alla luminosa nanerottola le quattro stelline, eppure ho trovato estremamente piacevole leggere le sue avventure.
Consiglio di leggere con particolare attenzione l'epilogo del libro: l'ho trovato veramente stupendo.
Libro difficile da classificare, che potremmo posizionare (lontanamente) dalla parti di "Marta La tarma". Non un libro per bambini, non un libro per (tutti) gli adulti. Cornflake è una bimbetta dall'apparente età di 3-5 anni che compare misteriosamente sul balcone di Dee (da "lunedì ma alcuni lo chiamano Lou) e che, oltre ad avere innocenza fanciullesca e indipendenza adulta, ha la curiosa caratteristica di avere le gambe che si accorciano se dice le bugie. I rimandi a Pinocchio sono palesi e dichiarati, tanto che ogni capitolo inizia con una frase presa dal libro di Collodi. La sua apparizione creerà trambusto e spingerà al cambiamento le persone con cui viene in contatto che ne rimarranno ammaliate e catturate da una affezione dichiarata. Una storia curiosa ma del resto la Beltramini è anche autrice di fumetti (ad es quello dedicato a Jeff Buckley) e questo spiega molto della leggerezza consapevole di cui il libro è permeato.
Si legge in un soffio. Ho faticato cercando di farlo durare il più possibile ma prima di arrivare a metà mi aveva già ammaliata e non sono più riuscita a staccarmene. Perché avrei voluto che durasse di più? Beh, perché Cornflake è un porto sereno a cui far ritorno la sera, un cuscino soffice in cui sprofondare per dimenticarsi delle brutture della vita reale. Poco male: ho intenzione di rileggerlo subito!
Una meravigliosa favola moderna ma non troppo (i punti di riferimento sono quanto mai classici) che probabilmente incanta più gli adulti dei bambini. L'autrice è bravissima nel descrivere Cornflake e la magia che possiede e che cattura quelli che la conoscono (compresi i lettori, in fondo). Davvero un bel romanzo, dolce, incantevole, magico. Complimenti all'autrice anche per i graziosi disegni della bambina protagonista contenuti all'interno del volume: la fisionomia ricorda un po' quella di Pollon e tutto sommato trovo azzeccato associare le due fanciulle.