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Prenditi cura di me

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Una madre e un figlio in un rovesciamento di ruoli che sconvolge le loro vite. Vivono insieme a Firenze, in una casa che rappresenta tutte le loro certezze. La madre accudisce quel figlio fragile e non più giovane, ma improvvisamente le cose cambiano e il figlio si ritrova la responsabilità della madre, resa invalida da un ictus cerebrale. Fino al giorno prima era ancora la madre che si sentiva la responsabilità di questo ragazzo quarantenne, cui la vita ha presentato diverse difficoltà. Di fronte alla nuova situazione il figlio non è preparato, come nessuno lo è, non è preparato soprattutto all’idea di passare il resto della sua vita attiva dietro alla madre. Ma qualcosa si deve fare e piano piano le cose migliorano. La delega è la storia di una guarigione, graduale ma effettiva, eppure infelice. Un romanzo duro sulla condizione degli anziani, sui loro rapporti con i figli e in generale con le generazioni più giovani, e con la malattia, la città, il sistema sanitario e quello dell’assistenza, che in Italia, e solo in Italia, ha preso la strada della collaboratrice domestica a domicilio, ovverosia della badante. Un personaggio nuovo, oscuro, provvisorio, cui le generazioni più giovani delegano la cura degli anziani ed il periodo che li separa dalla morte. Una sorte di posteggiatore, molto spesso abusivo e clandestino.

276 pages, Paperback

First published January 1, 2010

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About the author

Francesco Recami

59 books35 followers
Francesco Recami è uno scrittore italiano.
Dopo un'iniziale esperienza nella redazione di testi divulgativi e guide di montagna, esordisce come scrittore per ragazzi con i romanzi Assassinio nel paleolitico (Mondadori, 1996) e Trappola nella neve (Le Monnier, 2001).
Nel 2006 inizia a collaborare con la casa editrice Sellerio, con cui pubblica L'errore di Platini, Il correttore di bozze (2007) e Il superstizioso (2008), con cui entra nella cinquina finalista del Premio Campiello.
Nel 2009 pubblica Il ragazzo che leggeva Maigret, che gli vale il Premio Scrittore Toscano, mentre un anno dopo esce Prenditi cura di me, che entra nella dozzina pre-finalista del Premio Strega e viene selezionato anche per il Premio Castiglioncello e il Premio Capalbio. Seguono poi La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell'armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014). Nel 2015 pubblica L'uomo con la valigia e la raccolta di racconti Piccola enciclopedia delle ossessioni, che si aggiudica la vittoria al Premio Chiara.
Ha inoltre pubblicato scritti e racconti per varie antologie edite da Sellerio dal 2009 in poi.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Margherita Dolcevita.
368 reviews41 followers
November 15, 2010
Ho una smisurata voglia di tagliarmi le vene. Non è un romanzo edificante, non ho trovato una sola nota positiva, di speranza, di gioia. Non c'è niente di tutto questo, ma neanche un accenno, niente di niente. E io sinceramente mi sono anche un po' rotta di leggere questi romanzi depressissimi, sembra che se uno non ha millemila sfighe da narrare non possa definirsi autore.
Che poi per carità, mica è scritto male. E qualche spunto di riflessione lo dà, specialmente a chi ha vissuto determinate situazioni, a chi sa cosa vuol dire cercare e assumere una badante con il terrore che questa di punto in bianco prenda e se ne vada, a chi sa quanto disagio crea pulire le parti intime di un parente, e così via. Certo è che i personaggi non aiutano. Il figlio è un uomo sgradevolissimo, bamboccione, irrealizzato, pieno di sogni demenziali da quindicenne. La madre pure lei non scherza, a rigor di logica se ha tirato su un figlio così non deve essere proprio un mostro di simpatia.
Insomma globalmente non è malaccio, si legge alla svelta (malgrado il formato Sellerio, in pratica per aprire il libro servono delle tenaglie), però caspita, mi ha fatto venire voglia di tuffarmi in una nuvoletta rosa di panna e fragole (l'alternativa rimane appunto il suicidio).

Recensione più approfondita qua:
http://ladydarcy.wordpress.com/2010/0...
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books47 followers
September 1, 2022
Il pessimismo cosmico di Recami senza l'umorismo nero di Recami è una gran fatica.
Profile Image for Tom LA.
700 reviews299 followers
January 16, 2013
Non sono d'accordo con la terza di copertina che dice che questa storia è intrisa di pessimismo sociale. Io l'ho letta più come uno stile realistico. Questa e' la vita, difficile per tutti, ed e' veramente una ventata di aria fresca sentire un Italiano che la racconta in materia cosi' pratica e "ossuta". Capisco perfettamente che alla sensibilita' Italiana questo stile puo' sembrare un po' cattivo e radicale, ma in realta' non fai altro che togliere strutture, ipocrisie varie, e raccontare la vita per come e'.

La poesia c'e' in tutte le cose, comunque, se uno vuole trovarla. Non che poi il nostro Stefano sia cosi' un perdente come magari puo' sembrare - sa sopravvivere, e anche ottenere quello che vuole.

Poi va be', il finale è un po' "ta-daa", ma il racconto poteva continuare all'infinito senza alcun colpo di scena, che andava benisimo cosi'.

A me è piaciuto molto. De gustibus non si disputibus.
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