Il Natale, d'abitudine, è bianco: abbacinante è la coltre di neve che ricopre il paesaggio, un candore che dovrebbe rispecchiare la predisposizione dell'anima al bene. Eppure, chissà come mai, proprio nel giorno in cui dovremmo essere più buoni, il delitto trionfa, la rapina a mano armata furoreggia e le famiglie trovano motivo di lite selvaggia intorno a un panettone mal tagliato. Cosí Nero Natale metterà sotto il vostro albero nove racconti esemplari - dal giallo al thriller, dalla commedia nera al grottesco macabro - in cui i doni saranno rappresentati da furti e omicidi, crimini efferati e strani misteri, che renderanno l'attesa ancora più ricca di suspense. Da Hawthorne ad Amelia Edwards, da Stevenson a Pascoli, da Frank L. Baum - autore del Mago di Oz - a Conan Doyle, da Saki ad Agatha Christie e Lovecraft: nove storie da brivido per smentire che a Natale si debba essere davvero buoni.
Nathaniel Hawthorne, Il banchetto di Natale Amelia B. Edwards, L'espresso delle 16.15 Robert Louis Stevenson, Markheim Giovanni Pascoli, Il ceppo Frank L. Baum, Il rapimento di Babbo Natale Arthur Conan Doyle, L'avventura del carbonchio azzurro Saki, I lupi di Cernogratz Agatha Christie, L'avventura del dolce di Natale Howard Phillips Lovecraft, La ricorrenza
Nessun brivido, purtroppo! Inoltre non è chiara la ratio della scelta: alcuni racconti non hanno proprio nulla a che fare col "brivido" suggerito dal titolo.
Una raccolta, quindi, poco intrigante e trascurabile: poco bei racconti (tra cui la piacevolissima scoperta di Pascoli) in mezzo ad alcuni molto scadenti.
Il banchetto di Natale, di Nathaniel Hawthorne: 2* Inutilmente esoterico
L'espresso delle 16.15, di Amelia B. Edwards: 3* Piacevolmente intrigante, ma poco pauroso
Markheim, di Robert Louis Stevenson: 1* Inutilmente lungo e noiosissimo
Il ceppo, di Giovanni Pascoli: 4* Truce e commovente allo stesso tempo
Il rapimento di Babbo Natale, di Frank L. Baum: 1* Infantile e senza magia
L'avventura del carbonchio azzurro, di Arthur Conan Doyle: 4* ACD è sempre una garanzia: bella storia incentrata sulle straordinarie capacità deduttive di Sherlock
I lupi di Cernogratz, di Saki: 3* Idea interessante, ma sviluppata troppo sbrigativamente
L'avventura del dolce di Natale, di Agatha Christie: 4* Avendo letto tutto di AC questa è inevitabilmente una rilettura. AC è sempre una garanzia: bella storia natalizia che permette a Poirot di sfoggiare le sue "cellule grigie"
La ricorrenza, di Howard Phillips Lovecraft: 1* E' il secondo racconto che leggo di Lovecraft e c'è poco da fare: lui ed io siamo proprio incompatibili. Non mi piace il genere fantasy e qualsiasi cosa insensatamente surreale.
Posso già dare 5 stelline a questa raccolta di racconti senza aver finito la lettura. Anzitutto una magistrale introduzione di Luca Scarlini (detto da me che sono contro le introduzioni!), vale la pena leggere questo libro anche solo per il racconto di Pascoli...insomma, il poeta del "fanciullino" che racconta di un brutale infanticidio! Per gli amanti del noir. E anche per chi ama semplicemente le buone scritture!
Se questo libro fosse un cd musicale, sarebbe una raccolta di b-sides. Nonostante sia una bella edizione che anche si presta a diventare un interessante regalo natalizio, da un punto di vista strettamente letterario secondo me è più appagante leggersi uno dei romanzi più noti degli autori selezionati... A meno che non siate degli esperti che l’hanno già fatto e sono in cerca di pezzi di nicchia: allora avete in mano il libro giusto!
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Siccome ho visto che alcuni hanno dato una valutazione racconto per racconto e mi sembra una cosa divertente, lo faccio anche io.
1 Il banchetto di Natale di Nathaniel Hawthorne ⭐⭐ 2/5 Il primo è il racconto che mi è piaciuto meno - ma essendo anticonformista non li ho letti in ordine quindi poco male, tehe. L’idea del banchetto di Natale non ha proprio fatto presa sul mio interesse, e neanche il protagonista mi ha incuriosita; in realtà, giunta alla conclusione ho dovuto mettere in dubbio la mia capacità di comprensione, perché il ritratto psicologico del personaggio presentato con così tanto sensazionalismo non mi è sembrato, a conti fatti, affatto sensazionale.
2 L’espresso delle 16.15 di Amelia B. Edwards ⭐⭐⭐ 3/5 Questo è un racconto gotico narrato in un modo classicissimo. Non dico che sia un classico del gotico perché così potrei generare fraintendimenti, ma si tratta proprio di un gotico classico. È un genere letterario che nel tempo è stato pesantemente bistrattato, già Jane Austen se ne beffava prima che Amelia nascesse e ad oggi a molti sa solo di vecchio e superato: a me invece non dispiace, lo trovo affascinante questo modo di fare l’orrore così retrò! Sono gusti, non è una storia per tutti.
3 Markheim di R.L. Stevenson ⭐⭐⭐⭐ 4/5 Felice di incrementare il mio numero di opere lette firmate R.L. Stevenson, mi sono lanciata su questo racconto e a mio parere è quello di più valore di tutta la raccolta. Stevenson prova a descrivere in modo minuzioso i minuti successivi a un delitto dal punto di vista dell’assassino. Il suo modo di analizzare la psicologia del personaggio è impensabile in un romanzo contemporaneo (vedi commento al racconto n.2), e alcuni dettagli che vogliono sottolineare la bestialità (letterale, visiva) dell’uomo fanno sorridere, come quando dice che “attraverso una stravolta contrazione del labbro superiore, apparvero i denti”: ho dovuto mimarlo per capire che cosa intendesse, ma mi è piaciuto un sacco! La storia poi offre nel finale una riflessione sul pentimento e la giustizia che va oltre il semplice racconto.
4 Il ceppo di Giovanni Pascoli Error 404 voto non pervenuto Temo una shitstorm per ciò che sto per dire ma quel che è successo è che ho mollato sul nascere questo racconto, perché a sole due facciate dall’inizio mi è salito lo stesso tedio che avevo quando dovevo studiare Pascoli a scuola. Andiamo oltre.
5 Il rapimento di Babbo Natale di L. Frank Baum ⭐⭐⭐ 3/5 Baum è un autore che mi piace molto; la sua è una fiaba per bimbi (ma non solo) molto carina e visivamente evocativa, che stimola la fantasia, personificando gelosia, egoismo, odio e malizia.
6 L’avventura del carbonchio azzurro di Arthur Conan Doyle ⭐⭐⭐⭐ 4/5 Premesso che secondo me Sherlock Holmes è il detective più arrogante e insopportabile che la letteratura abbia mai prodotto e, in definitiva, mi sta proprio sui maroni, la storia funziona, è ben pensata e l’ho letta in quello che mi è sembrato un batter d’occhio.
7 I lupi di Cernogatz di Saki ⭐⭐⭐ 3/5 Non conoscevo questo autore, e questo racconto è così breve! La trama in sé mi piace; se fosse stato un po’ più lungo, quanto bastava per creare un po’ di suspance, penso sarebbe potuto piacermi anche di più.
8 L’avventura del dolce di Natale di Agatha Christie ⭐⭐⭐ 3/5 Ah insomma, dunque c’è una correlazione fra detective e preziosi scomparsi a Natale che non conoscevo. A differenza di Sherlock, Poirot, che pure lui un po’ se la sente ma è anche un uomo buffo che conosce i propri limiti, mi piace molto. È una storia carina.
9 La ricorrenza di H.P. Lovecraft ⭐⭐ 2/5 Leggendo questa raccolta ho scoperto diversi racconti che non conoscevo di autori che conoscevo, e bene o male nessuno ha ribaltato l'opinione che già avevo di tali autori; Lovecraft non fa eccezione. Ammetto che in questo racconto qualcosa di intrigante l’ho trovato, ma allo stesso tempo ho sempre disprezzato il modo di fare l’orrore di Lovecraft. Mi sfuggirà qualcosa, ma fa esattamente quello che sconsigliano di fare a qualsiasi scrittore: si limita ad attribuire un giudizio alle cose invece che fornire al lettore gli strumenti necessari perché egli possa costruirsi da sé il proprio giudizio! Dicendo che il protagonista vede esseri “che nessun occhio sano avrebbe mai potuto comprendere appieno, né cervello sano avrebbe potuto ricordare”, e che i suoi sogni siano colmi di terrore “per via di frasi che non osa ripetere”, ne so tanto quanto prima... In attesa di smentite e rivelazioni per apprezzare questo acclamato Maestro dell’horror, passo e chiudo.
1. Il banchetto di Natale (Nathaniel Hawthorne): poteva essere molto più macabro. ** 2. L'espresso delle 16.15 (Amelia B. Edwards): scialbo, poco avvincente. ** 3. Markheim (Robert Louis Stevenson): delude alla fine la vittoria della giustizia morale. ** 4. Il ceppo (Giovanni Pascoli): atroce, perché crudelmente vero. *** 5. Il rapimento di Babbo Natale (Frank L. Baum): infantile. * 6. L'avventura del carbonchio azzurro (Arthur Conan Doyle): un bel classico con una conclusione insolita da apprezzare. **** 7. I lupi di Cernogratz (Saki): troppo breve e scontato. ** 8. L'avventura del dolce di Natale (Agatha Christie): un mini giallo equilibrato e godibile. **** 9. La ricorrenza (Howard Phillips Lovecraft): spaventoso al punto giusto, avrebbe forse meritato uno sviluppo anche maggiore. ****
Una variegata raccolta di racconti che ho letto con piacere,anche se non tutti mi sono piaciuti. Quelli che mi sono piaciuti maggiormente sono:L'avventura del dolce di natale con Poirot (giallo),L'avventura del carboncino azzurro con Sherloch Holmes(giallo), L'espresso delle 16.15 con il misterioso Mr John Dwerrihouse(gotico).
Una raccolta di racconti da leggere nel periodo natalizio, qualora si volessero storie di Natale contaminate con un po’ di mistero, suspance e magia. In effetti la “letteratura natalizia” è caratterizzata dall’insistente presenza di: caramelle, canti, calze, alberi di Natale, canditi, pantagrueliche cene, zucchero e sdolcinatezza. Senza contare la famosa “magia del Natale”. Una festività insomma che poco si coniuga a trame intricate, spaventose e misteriose. Niente panico: nove scrittori classici (Hawthorne, Amelia Edwards, Stevenson, Pascoli, Frank L. Baum, Conan Doyle, Saki, Agatha Christie, Lovecraft) arrivano in soccorso di coloro che si sono rassegnati a posare il cappello alla Sherlock Holmes e ad indossare al suo posto quello alla Babbo Natale.
Ho apprezzato questa raccolta di racconti, anche se letta fuori dal periodo natalizio (a Natale mi attende già “Un Canto di Natale” di Dickens). Una vera perla anche da regalare sotto le festività o da leggere in compagnia. Non esiste un fil rouge tra i racconti, si spazia dal Dark Fantasy all’Horror, per finire nel Grottesco macabro, nel Thriller e nel Giallo. Anche una Commedia vi è stata inserita, il che rende piuttosto piacevole l’alternanza tra temi forti e temi più spensierati. Comunque i racconti che mi hanno colpita di più sono: •”Il Banchetto di Natale” di Nathaniel Hawthorne: vagamente simile a “Il Ritratto di Dorian Gray”, il racconto parla di un misterioso rituale, per la precisione un banchetto che raccoglie alla propria tavola le persone più infelici della Terra... gli ospiti si alternano tranne uno. Quello apparentemente più felice e fortunato di tutti. •”L’Espresso delle 16:15” di Amelia Edwards: il classico racconto horror con il colpo di scena finale. In questo caso direi “old but gold”. Un incontro apparentemente banale e casuale si trasforma in una serie di strane, curiose e inquietanti coincidenze, fino al disvelamento della verità. •”Markheim” di Robert Louis Stevenson: in questo caso il confronto non può essere che con il “Faust” di Goethe. Inserire il diavolo in una storia, come consigliere/tentatore è sempre un espediente che dà la scossa ad un banale caso di omicidio di cui peraltro si conosce già il colpevole. Trovo “coraggioso” il fatto di inserirlo in una raccolta di racconti natalizi per quanto cupi siano. •”Il Ceppo” di Giovanni Pascoli: il più duro da affrontare tra tutti, non per l’oggetto citato nel titolo, ma per il tema trattato ancor più delicato. Un intreccio tra pentimento proprio nel giorno di Natale e un atto quasi impensabile che viene svelato sotto gli occhi del lettore tassello dopo tassello. Nessun perché, nessuna spiegazione, solo un’amara conseguenza. •”Il Rapimento di Babbo Natale” di Frank L. Baum: come ho detto la raccolta ha i suoi picchi di serenità e spensieratezza. Il racconto di Baum costituisce una nota positiva e allegra. Un maldestro tentativo da parte dei Demoni di rapire Babbo Natale. Il problema è: chi consegnerà i regali ai bambini di tutto il mondo? •”L’Avventura del Dolce di Natale” di Agatha Christie: un’altra nota spensierata e divertente senza rinunciare ad un po’ di suspance. Questi sono gli ingredienti che la regina del giallo offre per il Natale. Hercule Poirot non è molto entusiasta di passare il tipico Natale inglese, eppure quella che lui presagiva come una serata noiosa diventa rocambolesca e fuori dalle righe. Tra un rubino parecchio prezioso e un omicidio anche fin troppo semplice, uno scherzo e un dolce, tutto sommato Poirot non potrà evitare ammettere di aver passato un buon Natale.
Molti dei racconti di questa raccolta hanno poco a che fare con il Natale, perciò io proporrei di non leggerla per il periodo natalizio. Nel complesso non mi è piaciuta, quindi io non consiglierei proprio di leggerla, ma di positivo c'è che contiene il seguito di La vita e le avventure di Babbo Natale di Lyman Frank Baum, yeah! Così, il mio ordine di gradimento è questo:
-Il rapimento di Babbo Natale, di Lyman frank Baum -L'avventura del dolce di Natale, di Agatha Christie -L'espresso delle 16.15, di Amelia B. Edwards -L'avventura del carbonchio azzurro, di Arthur Conan Doyle -I lupi di Cernogratz, di Saki -Il banchetto di Natale, di Nathaniel Hawthorne
Ugh! *** Ugh!
-Il ceppo, di Giovanni Pascoli -Markheim, di Robert Louis Stevenson -La ricorrenza, di Howard Phillips Lovecraft