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In difesa di Darwin. Piccolo bestiario dell'antievoluzionismo all'italiana

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Uno spettro chiamato creazionismo si aggira per l'Europa. Aumenta anche in Italia il numero di coloro che, per i motivi più diversi e stravaganti, sono convinti di avere un conto in sospeso con Charles Darwin. Questo libro racconta – tra il saggio e la satira – i recenti sussulti del movimento antievoluzionista italiano. È una storia, divertente e inquietante al contempo, di zelanti consiglieri ministeriali che sfidano premi Nobel, di cardinali temerari che lanciano il sasso per vedere l'effetto che fa, di teologi che si arrampicano sui vetri per conciliare l'inconciliabile, di arrembanti e improbabili campagne giornalistiche contro l'odiato evoluzionista, di darwinisti spazientiti che vogliono farla finita con le religioni, di fantomatiche teorie dell'evoluzione alternative. Nell'affresco non potevano certo mancare i nostrani sostenitori del "Disegno Intelligente". Darwin non ha bisogno di essere difeso, ma vale la pena conoscere le ragioni addotte dai suoi detrattori perché sono rappresentative della sempre più diffusa cultura antiscientifica italiana. Se state cercando una prova del fatto che la vita intellettuale di un paese non necessariamente progredisce, qui potrete trovarla.

123 pages, Paperback

First published May 1, 2007

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About the author

Telmo Pievani

94 books86 followers
Telmo (Dietelmo) Pievani nasce a Gazzaniga (BG) il 6 ottobre 1970. Si laurea in filosofia della scienza a Milano con Giulio Giorello, poi prosegue gli studi negli USA, lavorando con Ian Tattersal e Niles Eldredge nel campo della filosofia della biologia. Dal 2001 al 2012 insegna presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca, e nel 2012 ottiene la prima cattedra italiana di Filosofia delle scienze biologiche presso il Dipartimento di Biologia dell'ateneo di Padova, dove insegna anche Antropologia.

Oltre alle numerose pubblicazioni scientifiche, Pievani ha scritto opere di divulgazione molto apprezzate presso il grande pubblico e dedicate a tematiche evoluzionistiche e antropologiche. Ha curato la pubblicazione in italiano di opere dei principali filosofi della biologia (Richard Dawkins, Niles Eldredge, Stuart Kauffman, Ian Tattersal, Sean B. Carroll etc.) e di alcuni dei taccuini darwiniani. Collabora con quotidiani e riviste, tra cui il Corriere della Sera, La Stampa e Micromega, e tiene una rubrica bimestrale sulle Scienze, dedicata a scienza e filosofia. Dirige Pikaia, il portale italiano dell'evoluzione.

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Profile Image for Pierre Menard.
137 reviews255 followers
January 24, 2016
Il brillante pamphlet di Pievani prende le mosse dalla polemica innescata a inizio 2004 dalla soppressione dei quattro punti riguardanti la teoria dell’evoluzione, la comparsa della vita sulla Terra e l’evoluzione dei viventi, contenuti nei programmi ministeriali per la scuola media inferiore: quando fu di dominio pubblico che nelle nuove Indicazioni nazionali del Miur (ministro Letizia Moratti) i quattro punti non comparivano e l’insegnamento dei relativi argomenti diventava opzionale (leggi “inutile”), ci fu una levata di scudi da parte della quasi totalità della comunità scientifica e da una parte considerevole della società civile. Moratti convocò una commissione di esperti (nessuno dei quali, in realtà, particolarmente esperto di teoria dell’evoluzione ed evoluzionismo), che produsse un documento mai pubblicato, ma che invitava a reintegrare i punti mancanti. La vicenda si concluse, almeno apparentemente, con l’introduzione nelle Indicazioni nazionali di un solo nuovo punto, piuttosto criptico, riguardante la coevoluzione di geosfera e biosfera, con l’aggiunta del nome di Darwin, isolato, “impiccato” tra due punti fermi. Moratti e altri membri del ministero commentarono l’intera vicenda parlando di un errore o di una svista, al quale si era felicemente riparato.

Pievani sposa invece la tesi opposta: non di errore o di svista si sarebbe trattato, ma di un atto voluto, effetto della risonanza tra interessi molteplici e differenziati, uniti nel tentativo di rimuovere la teoria dell’evoluzione dall’insegnamento delle scienze nelle scuole medie e, in un futuro non troppo lontano, dalla mente degli italiani. Pievani chiama questa collaborazione “strategia della sponda”. Per dare solidità alla sua tesi il filosofo raccoglie in un centinaio di pagine un numero impressionante di testimonianze tra saggi, interviste e articoli di giornale, soffermandosi sulle più importanti per un’efficace analisi critica. La scena antievoluzionista italiana si fa veramente affollata: ciò che colpisce, al di là dell’intento di negare ciecamente l’evidenza del fatto evolutivo e la validità degli schemi neo-darwinisti, è l’eterogeneità della provenienza dei personaggi coinvolti. Ci sono politici assortiti di centro, centrodestra, destra e destra estrema. Ci sono giornalisti cattolici e ateo-devoti (notevoli i contributi del Foglio di Giuliano Ferrara). Ci sono complottisti buoni per tutte le stagioni, come Maurizio Blondet. Ci sono potenti cardinali come l’austriaco Christoph Schönborn (grande elettore di Ratzinger), che sembra affascinato dall’Intelligent Design. Ci sono filosofi della scienza come Evandro Agazzi, storici come Lucetta Scaraffia e pedagoghi come Giuseppe Bertagna, ascoltatissimo consigliere del ministro Moratti. E purtroppo anche alcuni scienziati (minoritari, è bene sottolineare, nella comunità scientifica): fisici come Antonino Zichichi, che, contro ogni evidenza, si affanna a negare uno status scientifico all’evoluzionismo in quanto non sarebbe esprimibile in forma matematica (1), né riproducibile in laboratorio (2), e Frank J. Tipler, sostenitore del principio antropico; genetisti come Giuseppe Sermonti, paleontologi come Roberto Fondi e antropologi come Fiorenzo Facchini.

Pievani risulta estremamente convincente nel sostenere i suoi argomenti e la sua disamina delle posizioni del proteiforme movimento antidarwinista italiano è acuta e puntuale. Particolarmente importante è il confronto tra le posizioni assunte da papa Giovanni Paolo II, da papa Benedetto XVI e dal teologo dissidente Hans Küng. Pievani spiega anche con dovizia di particolari (pp. 18-21) come il “ripristino” dei temi evoluzionistici nei programmi ministeriali, combinato con la minimizzazione del problema da parte degli esponenti del ministero, sia stato parziale e impreciso, e abbia finito per indebolire la didattica di evoluzione ed evoluzionismo nella scuola media e per costituire quasi una vittoria per il fronte antidarwinista.

Nonostante l’intelligente ironia che Pievani sparge a piene mani nelle pagine di questo divertentissimo libretto, alla fine resta una profonda tristezza nel vedere come certo fanatismo ideologico e politico non esiti a pervertire la verità e a ignorare fatti conclamati facendo uso di tutta la gamma di fallacie logiche, dallo straw man argument alla presunta esistenza di più “teorie dell’evoluzione”, dalla bizzarra e insostenibile equiparazione tra fede e ragione nell’ambito della ricerca scientifica all’insalata pseudo-filosofica di riduzionismo e naturalismo, laicismo e scientismo, dall’equazione Darwin = Marx (?!) al totale fraintendimento dell’opera di Stephen Jay Gould, fino ai bizzarri ed esilaranti non-sense come “La Resurrezione di Cristo è il punto di arrivo dell’evoluzione” (copyright cardinal Schönborn). Sembra impossibile, ma a XXI secolo ormai iniziato c’è ancora gente istruita che pensa e scrive che secondo il darwinismo noi discendiamo dalle scimmie… Davvero non riusciamo a fare un passo più lontano del furore antiscientifico del pur valente filologo Niccolò Tommaseo (noto fra l’altro per aver pronosticato un futuro di oscurità per il nome di Giacomo Leopardi)? Certo non siamo soli, noi italiani, in questo annebbiamento culturale, se oltreoceano si continua a insistere sul fantasioso e totalmente ascientifico Intelligent Design, capace di sedurre e confondere pure alcuni alti prelati che, per parafrasare De André, “sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre” di adoperare l’intelligenza. Come evidenzia bene Pievani, l’ID altro non è che la vecchia teologia naturale di William Paley, ed è curioso che illustri esponenti delle gerarchie cattoliche frequentino la scuola teologica dei loro vecchi concorrenti anglicani ed evangelici (sarà l’effetto del tanto sbandierato ecumenismo?).

Nonostante tutto, Pievani prova a concludere con una nota positiva di apertura intellettuale, citando il pensiero di George V. Coyne, gesuita e valente astronomo, direttore della Specola Vaticana dal 1978 al 2006, che riconosce alla teoria darwiniana lo status di “teoria scientifica ben consolidata”, critica l’ID come teoria non scientifica e pone una chiara distinzione tra il piano scientifico e il piano teologico-filosofico nell’approccio alla storia evolutiva della vita sulla Terra.

Le tre pagine di bibliografia forniscono numerosi riferimenti a libri e siti internet per indurre il lettore interessato ad approfondire ulteriormente l’intricata questione e a leggere i testi originali per farsi la propria idea.

(1) Zichichi evidentemente non conosce la legge di Hardy-Weinberg né ha mai sentito parlare di genetica delle popolazioni.
(2) Parimenti Zichichi ignora anche gli studi contemporanei sull’evoluzione dei microrganismi (batteri) che si riproducono a un tasso elevato.

Consigliato a chi non ha paura di Darwin.

Sconsigliato a chi crede che la Terra sia nata nella notte precedente al 23 ottobre dell’anno 4004 a.C.
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,031 reviews211 followers
December 18, 2014
Piccolo libro molto be scritto.
Un filoso che cerca di spiegare come e perché sbaglino gli avversari dell'evoluzionismo darwiniano.
Profile Image for Marco.
122 reviews
February 27, 2023
Panoramica sulle fantasiose tesi ed iniziative antievoluzionistiche in un paese particolarmente attratto da favole e credenze ed allergico alla scienza
Profile Image for Luca Mauri.
60 reviews1 follower
December 26, 2013
Pi�� che 'In difesa', il libro in effetti �� 'Contro chi �� contro' in quanto raccoglie e analizza molti dei commenti degli ultimi anni provenienti dal mondo politico e religioso riguardo l'evoluzionismo e il neo-darwinismo. Fa una analisi critica di tutti i commenti a proposito e mostra come i denigratori della teoria dell'evoluzione manchino completamente di argomenti solidi a supporto dei propri attacchi. Il libro risulta breve, ma non manca di toccare tutti i temi di attualit��. L'autore in alcuni punti usa un linguaggio che io ho trovato anche troppo ricercato, di conseguenza a volte la lettura risulta poco scorrevole. L'edizione �� molto povera, in quanto si tratta di un ultra-tascabile con una copertina leggera che lo rende esteticamente poco gradevole. Lodevole invece �� l'impegno a stampare il volume su carta riciclata al 100% anche a scapito della brillantezza della carta.
Profile Image for Paleomichi.
87 reviews6 followers
November 16, 2010
libro molto interessante, ma l'ho letto con grande difficoltà. La difficoltà non è dovuta allo stile, limpido e chiaro come sempre è Pievani, ma alla tematica trattata, che mi tocca nel profondo. La consapevolezza che molti ancora non siano in grado di vedere la bellezza, l'eleganza e la giustezza della teoria evoluzionistica, e soprattutto vedere che molti la travisano per partito preso, senza nemmeno conoscerne le basi mi dà molto fastidio.
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