Il potere, secondo Zizek, abita l'inconscio e struttura i comportamenti umani attraverso forme e dispositivi "osceni": forme che restano fuori dalla scena ma agiscono in profondità, modellando la realtà e l'ordine simbolico. Le brutalità della dittatura e della democrazia, le menzogne della biopolitica di guerra e di pace, le pieghe delle strutture psichiche e i loro riflessi corporei sono i temi di questi sei testi capaci di passare da un argomento all'altro con scarti vertiginosi e di utilizzare materiali eterogenei tratti dalla psicanalisi, dalla letteratura, dal cinema, dalla filosofia, dalla politica e dalla cronaca. Il pensiero di Zizek esplora con la stessa lucida radicalità il problema dei migranti, le torture di Abu Ghraib, la violenza nascosta della teoria liberale, la straordinaria sintesi dell'ibrido cinese o, ancora, l'immaginario della vergogna attraverso i film di Chaplin e Lynch. Una "pop-filosofia" che apre nuove prospettive di conoscenza sul mondo contemporaneo e sulle strutture profonde che, a nostra insaputa, lo regolano.
Slavoj Žižek is a Slovene sociologist, philosopher, and cultural critic.
He was born in Ljubljana, Slovenia (then part of SFR Yugoslavia). He received a Doctor of Arts in Philosophy from the University of Ljubljana and studied psychoanalysis at the University of Paris VIII with Jacques-Alain Miller and François Regnault. In 1990 he was a candidate with the party Liberal Democracy of Slovenia for Presidency of the Republic of Slovenia (an auxiliary institution, abolished in 1992).
Since 2005, Žižek has been a member of the Slovenian Academy of Sciences and Arts.
Žižek is well known for his use of the works of 20th century French psychoanalyst Jacques Lacan in a new reading of popular culture. He writes on many topics including the Iraq War, fundamentalism, capitalism, tolerance, political correctness, globalization, subjectivity, human rights, Lenin, myth, cyberspace, postmodernism, multiculturalism, post-marxism, David Lynch, and Alfred Hitchcock.
In an interview with the Spanish newspaper El País he jokingly described himself as an "orthodox Lacanian Stalinist". In an interview with Amy Goodman on Democracy Now! he described himself as a "Marxist" and a "Communist."
Anche se ho letto ogni sillaba di questi sei articoli di Zizek, direi di aver colto il 10% di quello che voleva dire. Verosimilmente mi mancano le basi per seguire il discorso che - francamente - direi essere destinato ai soli addetti ai lavori, mentre mi aspettavo una roba più divulgativa, vista la caratura pop del filosofo. Così non è stato quindi, a parte qualche suggestione interessante, non mi rimane nulla di questo saggetto: stavolta niente stelline.
Politica della vergogna è uno di quei libri duri e crudi, che pungolano esattamente dove sanno di poter provocare una reazione; d’altronde Slavoj Žižek è... LEGGI TUTTA LA RECENSIONE https://www.filosofemme.it/2018/11/19...